Mille Miglia 2009: passano gl’ anni ma il fascino non tramonta mai……

 

Le regole sono cambiate, i tempi anche, i crocevia sono più intasati con lingue d’asfalto che periodicamente vengano mantenute dagl’ addetti ai lavori. La polvere, lo sterrato, gl’odori degl olii bruciati si sono persi nei decenni andati, adesso i rumori faragginosi dei pistoni, delle bielle e di sterzi pesanti si mischiano al traffico quotidiano di gente che deve andare a lavorare, mentre quelli che si assiepano lungo le carreggiate non li guardano più come eroi delle quattro ruote.
Qualcuno, addirittura nei suoi pensieri li paragona a " Ridolini ", mentre salgono lentamente le strette curve della Futa o i tornanti del Passo di Raticosa con quel modo di guidare un pò naif tipico del Gran Turismo…….
La Mille Miglia odierna è una kermesse per far divertire grandi e piccini, forse una vetrina per nostalgici aristocratici e con qualche Principe decaduto, annoiati personaggi dello spettacolo che cercano in ogni modo di farsi pubblicità, ma nonostante lo scorrere del tempo, il fascino di un sogno e la voglia di parteciparvi rimane pressoché  immutata.
E’ il classico binomio indistruttibile tra l’Uomo e la macchina, adesso un evento per gli sponsor e per chi vuole passare un bel weekend oppure per semplici Eterni innamorati del rombo dei motori, tra ruote raggiate e design che ricordano un passato remoto. Ma anche una complessa organizzazione che brucia soldi e necessita di tantissimi volontari.

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Maledetto titolo numero otto, Rossi addio al Mondiale.


Il numero otto porta male all? Italia dei motori. Dopo Michael Schumacher che fallisce nonostante la grinta e la voglia di lasciare la Formula 1 da vincitore, sul filo di lana finisce nella rena l? ennesima avventura di Valentino Rossi nella classe regina delle 500.
Se la sconfitta del tedesco all? ultima tornata era per certi versi annunciata, quella del funambolico centauro marchigiano è invece alquanto inaspettata e una delusione profonda per il Bel Paese che lo ama e che da sempre lo segue con passione nelle sue imprese a trecento all?ora.
Nel gran premio della Comunità Valenciana in Spagna, l? asso di Tavulla dopo una partenza incerta alla curva due del quinto giro cade e deve dire addio al mondiale.
Una scivolata galeotta, per uno che dell? impennate e delle peripezie ne ha fatto un mestiere e uno stile di vita.
Inutile il tentativo di una rimonta vogliosa ma con poca rabbia, finendo così la corsa nelle retrovie e senza accaparrarsi quei punti che sarebbero stati decisivi per rimanere in testa alla classifica.
Titolo e onori ad Hayden, abile nell? arrivare terzo con una gara attenta e regolare, che dopo una stagione ad alto livello si dimostra finalmente un Campione nonostante avesse subito il ritorno del pilota Yahama dopo la pausa estiva.
L? americano potrà gioire per un anno intero ma gl? avversari hanno già dichiarato guerra e non gli sarà assolutamente facile ripetersi.
Destino, poca attenzione, troppa tensione o quant’ altro, la sconfitta di Rossi è ampiamente giustificata da una stagione in cui non sempre la moto ha dato il massimo nel fattore dell? affidabilità e anche la sfortuna talvolta ha fatto la sua parte.
Il Dottore però resta comunque uno dei più grandi in assoluto e come da lui stesso sottolineato in maniera sarcastica nel dopo gara, gl? Invincibili nella realtà non esistono.
Sapeva che questo giorno sarebbe arrivato ma come tutte le persone intelligenti non ne farà un dramma.
Questo mancato mondiale al fotofinish lo renderà più umano, ancor più simpatico, poiché ci aveva abituato fin troppo bene. Taluni, come per Schumi lo trovavano addirittura scontato e un po? noioso, per quella perfezione da Eroe giovane dello sport, parole però dettate a dare adito all? invidia a chi non lo può eguagliare. Adesso non potranno più dirlo.
Nell? immaginario collettivo dei suoi fans la delusione scomparirà presto in attesa di una probabile rivincita che non tarderà ad arrivare.
Comunque la Storia non si può cancellare e tanti allori mondiali conquistati restano pagine indelebili e straordinarie nel mondo delle due ruote.

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Riferimenti: Valentino Rossi.

Formula 1: Thanks Schumi, Alonso è Campione del Mondo.


A Maranello le autorità comunali vogliono farlo ? cittadino onorario ?.
A Monza nel giorno che rivelò pubblicamente la sua decisione di appendere il casco al chiodo accorsero in centomila per vederlo volare l’ ultima volta nel vento tra le mura amiche.
I meccanici si esaltano ancora per un sorpasso spericolato, una maniera per dimostrargli affetto e stima in un mondo non sempre perfetto come è quello delle quattro ruote a trecento all’ ora.
Ma la dedica più bella tra le tante ricevute in queste settimane è quel ? Thanks Schumi ? della Bmw , un gruppo automobilistico rivale della Ferrari, che nelle prove di sabato ha voluto far mettere nell? alettone posteriore delle sue monoposto questa scritta, in modo che tutti i driver impegnati nelle qualifiche per accaparrarsi le posizioni migliori della griglia di partenza lo vedessero.
Alonso come da copione annunciato è Campione del Mondo. E’ la seconda volta consecutiva e la Renault si aggiudica anche il titolo dei costruttori.
Il miracolo non c’ è stato, i giochi erano stati consumati a Suzuka, però nel giorno del trionfo tutto targato franco spagnolo viene appannato dal Fenomeno che se ne va e che regala l? ultima lezione sportiva nonostante la sfortuna si accanisca.
Anche la vittoria di Felipe Massa, che ha infiammato la torcida e la rumba brasiliana sulle tribune, dopo che per molti anni era rimasta a bocca asciutta senza veder gioire un pilota verdeoro, passa in secondo piano.
L? aveva detto Schumacher in questi giorni in alcune interviste con l’ amaro sorriso sulle labbra che avrebbe fatto qualcosa per sorprendere, ma non si pensava a tanto.
All’ ultimo round di Interlagos, Gran Premio del Brasile 2006, in una giornata di sole a rendere straordinaria una corsa oramai per un titolo senza più storia è proprio il tedesco, su quell? asfalto rifatto di recente dove gli avvallamenti e i dossi sono una costante in questa zona paludosa che venne bonificata soltanto alla fine dell? ottocento nello stato di Sao Paulo.
La partenza è spettacolare, al decimo giro per un leggerissimo contatto del tutto fortuito con Fisichella fora la gomma posteriore sinistra.
Succede dopo il rettilineo principale e il numero Uno della Ferrari con un copertone a pezzi, rischiando di pregiudicare qualunque assetto, vede sfilare tutti gl? altri corridori………. Perde decine di secondi preziosi compiendo l? intero perimetro del tracciato ad un andatura ridotta, rientra ai box, cambia il treno delle mescole e si ritrova ultimo.
Un altro forse si sarebbe ritirato senza tante scusanti, magari imprecando un Dio lontano, ma lui continua imperterrito, diventa quasi una questione di orgoglio.
Strappa applausi e inanella una serie di parziali da record che culminano con il giro più veloce. Risale posizioni, punta e costringe Fisichella ad arrivare lungo ad una variante e lo supera mentre il romano finisce a sobbalzare in una via di fuga fatta di erba.
Poi s? infila negli specchietti retrovisori di Raikkonen, quello che sarà il successore sul sedile del Cavallino e lo brucia sul cordolo con un sorpasso da antologia, quasi a voler dire che nonostante io sia ? vecchio ? di strada ne hai ancora molta da fare per eguagliarmi……..
Arriverà quarto, perchè i 306 km da percorrere si sono esauriti e il cronometro ha terminato di girare, altrimenti ” divorava ” anche Button e Alonso.
Si chiude il sipario di questa stagione che ha visto la Ferrari non riuscire a compiere la grande rimonta sul rombo transalpino. Michael Schumacher ha dimostrato da tempo il suo strabiliante successo: sette allori mondiali con due case costruttrici differenti , duecentocinquanta GP disputati e novantuno vinti, con sessantotto pole position non possono essere numeri casuali. Rimarrà a lungo nella nostra memoria, quelle contese, quei dualismi con Damon Hill, Villenueve e con Hakkinen, talvolta aspri e al limite della correttezza che fecero tornare la Ferrari nell’ Olimpo degli Dei motoristici.
Simpatico o antipatico che qual si voglia entra di diritto nella Storia dell? automobilismo. Resta qualche rimpianto per un mondiale perso sul filo di lana e non vanno dimenticate quelle situazioni o errori che siano come in Turchia oppure a Budapest, le problematiche delle gomme in Australia e la sostituzione del propulsore in Malesia, ma anche la diatriba del Mass Damper che ancora una volta ha rispolverato polemiche su alcuni regolamenti della Fia. Per taluni e non a torto, andrebbero cambiati poichè bloccano le valorizzazioni e le peripezie dei piloti. Da tempo si chiedono interventi più decisi, ma gl’ enormi interessi economici, la sicurezza e le lotte tra i principali marchi automobilistici sembrano non consentire tale evoluzione e libertà.
Lo spettacolo ne risente e la risposta del pubblico è esitante. Le odierne statistiche annunciano un vistoso calo di presenze negl’ autodromi.
Infine l? affidabilità del motore Ferrari che proprio nel momento topico della stagione ha ceduto inaspettatamente, una terribile fatalità insieme ai pit stop e le safety car che l? hanno fatta da padrone incidendo sull? esito di diversi grand prix.
Adesso con il congedo del teutonico perfezionista termina sicuramente un epoca, forse irripetibile. Si aprono nuovi scenari, per certi versi anche più equilibrati e tutti da scoprire. Non si tratta solo della sostituzione di un semplice guidatore. Alla corte delle rosse arriverà Kimi Raikkonen che deve dimostrare il suo talento per diventare un leader indiscusso, poichè fino ad ora non ha vinto assolutamente nulla. Si accolla un eredità ingombrante e i paragoni si sprecheranno sopratutto nei primi dodici mesi. Il finlandese a non tutti è di gradimento. In diversi sostengono la poca professionalità dell’ individuo sottolineando ombre sulla propria condotta nella vita privata.
A ventisei anni ha un discreto margine per migliorarsi e di maturare ulteriormente, in particolar modo se stimolato di continuo per salire sul podio più alto.
La convivenza con Massa potrebbe divenire difficile. Il paulista forse non vorrà fare soltanto da comprimario ad un pilota che non si può paragonare a Schumacher e questo potrebbe creare un vuoto di direttive e di alleanze interne nelle scelte tecniche, necessarie a qualsiasi team per raggiungere il sospirato alloro finale.
Pure Fernando Alonso si appresta a dare un addio, o meglio un arrivederci. Il prossimo anno guiderà la McLaren con i nuovo motori Mercedes annunciati da tempo. La casa di Ron Dennis torna superfavorita dopo lustri altalenanti, avendo acquisito un conduttore nel pieno della sua carriera, divenuto esperto e attendibile nella regolarità delle prestazioni. Lo spagnolo ha l’ opportunità e i requisiti per continuare un ciclo vincente iniziato nel 2005.
Mentre per Giancarlo Fisichella potrebbe essere la grande occasione per entrare nel vivo della corsa al titolo divenendo la prima guida delle macchine francesi, le quali hanno un telaio e un motore collaudato, con le Michelin che se resteranno nel circus continueranno a duellare contro le Bridgestone, per quei millesimi di secondo che sono croce o delizia della Formula Uno.

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Riferimenti: Formula 1.

Formula 1: scherzi del destino, Schumacher addio al Mondiale.


Chiamatela come volete, sfortuna canaglia, scherzi del destino, un tradimento del fato, o la Ruota che gira in senso contrario oppure come ha detto in maniera distaccata Flavio Briatore nel dopo gara, un riequilibrio della giustizia.
Certo è che a Suzuka Michael Schumacher deve dare addio al titolo piloti edizione 2006 e dovrà rinunciare al desiderio di ritirarsi con la corona dell? ottavo alloro sulla testa.
E? una giornata molto amara per il Cavallino, rampante sui cordoli, azzoppato dalla sfortuna.
Non poteva finire nel peggiore dei modi il weekend nipponico, penultima prova del Mondiale, dopo che le prove facevano auspicare una vittoria per la Ferrari forte del vantaggio della pole position conquistata dai loro due driver.
Anche il tempo nella mattinata ci aveva regalato ulteriore speranza, smettendo di fare capricci e scaldando la pista con un tiepido sole salito in cielo dagl’ orizzonti del lontano Oriente, dando così un ulteriore vantaggio alle Bridgestone delle rosse che non di rado sull? asciutto sono state superiori alle Michelin montate dalla casa automobilistica francese.
Partono bene le Ferrari. Schumi è perfetto e come previsto non trova ostacoli nel superare Felipe Massa il quale si mette diligentemente da parte e prende il comando della corsa. Alonso, invece, nel mezzo della bagarre si deve dannare l? anima per avvicinarsi, correndo anche qualche rischio come quando con le ruote sale sulla via di fuga nel momento in cui deve sorpassare Ralf Schumacher.
Anche i pit stop non comportano particolari problemi, tutto fila abbastanza liscio, quasi secondo copione, con un considerevole vantaggio di circa cinque secondi sul Campione dl Mondo e l? Italia intera comincia ad assaporare l? ennesimo trionfo del tedesco.
Ma come spesso accade proprio nelle favole più belle arriva la doccia fredda. Lo fu per certi versi uguale anche per l? asso spagnolo all’ autodromo di Monza, con la sostanziale differenza che stavolta non ci sarà il tempo per rimediare.
La lunga e corposa fumata bianca del motore Ferrari che muore finendo ai margini del circuito non lascia spazio a nessun dubbio. Il trentaseiesimo giro rimarrà per mlto tempo negl? occhi della gente come per il viso tirato e deluso del pilota durante il ritorno ai box.
E? l? immagine emblematica di una stagione bellissima che si conclude però tristemente.
Alonso ha la strada spianata ed è una cosa da ragazzi portare la vettura al successo. All? iridato gli manca solo un misero punticino per tagliare l? ambito traguardo, il quale lo potrà prendere facilmente in Brasile il 22 di ottobre mentre il suo eterno rivale avrebbe l? obbligo di arrivare primo.
I giochi sono fatti senza nessuna via di scampo. Rimane la possibilità, poiché ci sono nove lunghezze di differenza in classifica, per quanto ardua, di aggiudicarsi il titolo costruttori.
Per Fernando Alonso è il secondo sigillo continuativo della carriera, il modo migliore per congedarsi dalla Renault dove il rapporto non è stato sempre idilliaco e potrà ricominciare una nuova avventura sulla McLaren che promette sfracelli nella prossima annata, ma resta il fatto che senza questo ? gran colp de cul ? probabilmente non si sarebbe laureto vincitore. A Maranello per le ipotesi, valutazioni degl’ errori commessi lungo tutto il 2005, critiche ed eventuali consensi, ci sarà tempo per riflettere.
Schumacher si dimostra uno squisito signore anche nel giorno dell? imprevedibile sconfitta mentre sul podio iniziano i festeggiamenti e le note della marsigliese entrano nelle orecchie, noiose come non mai.
Ai microfoni della televisione nazionale liquida il cronista di turno, forse inopportuno al momento in quanto cerca di scalzarlo con domande che di ovvio hanno ben poco, ma lo spettacolo deve andare avanti e l? informazione ha le sue esigenze.
Poche ed eloquenti le sue parole nella risposta: ? Nelle corse si vince e si perde, così come nella Vita ?.

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Riferimenti: Suzuka.

Alonso e Schumi, settecento chilometri li dividono dal titolo.


Anche a Suzuka come in Cina il tempo sarà decisivo sullo svolgimento della penultima sfida prima di assegnare il titolo mondiale di Formula 1 edizione 2006. Le condizioni meteorologiche non annunciano niente di buono. Gl? esperti nipponici dichiarano che potrebbe piovere con improvvisi e brevi acquazzoni per poi smettere e asciugare la pista. Determinanti e imprevedibili come non mai la scelta delle mescole nelle gomme e quindi i pit stop e l? eventuale safety car nel caso si sviluppasse una bagarre con incidenti.
Schumi e Alonso hanno di fronte gl? ultimi settecento chilometri prima di chiudere il sipario del circo e il ferrarista ha la possibilità di centrare l? ottavo alloro mondiale per poi ritirarsi. Il duello si preannuncia elettrizzante e non sono esclusi del tutto clamorosi colpi proibiti sulla scena come lo è stato in alcuni anni passati.
Nelle prove libere di ieri l? altro il miglior tempo lo aveva fatto registrare Giancarlo Fisichella, mentre i numero uno della Renault e della Ferrari hanno aspettato che la pioggia smettesse per non rischiare le vetture. Tutti e due hanno girato pochissimo.
In quelle ufficiali, invece, il tempo ha riservato clemenza e quindi l? asfalto era secco. Felipe Massa è stato velocissimo e partirà in prima fila insieme al tedesco. Poco più di duecento millesimi di secondo li dividono, ma il brasiliano coma da obblighi di scuderia lo farà passare molto presto per ritornare a fare il comprimario dove deve guardare le spalle al compagno di squadra.
In seconda fila un sorprendente Trulli e Ralf Schumacher, ambedue su Toyota. In terza si trovano Alonso e Fisichella distaccati di ben due secondi dalla rosse.
Partenza in discesa quindi per Schumacher che ha la possibilità di prendere la testa immediatamente e di poter gestire il consistente divario, ma il gran premio sarà lungo e non è per niente vinto. Per Alonso si prevede una gara in salita.
La pole position dei due ferraristi è comunque un ulteriore conferma dopo la rimonta in classifica generale negl? ultimi GP, che la Ferrari odierna può lottare benissimo alla pari con la casa francese, la quale a detta di molti sembra orientata a puntare al titolo dei costruttori, visto che Alonso il prossimo anno si siederà nella McLaren che gli ha promesso un auto compeitiva. Il loro rapporto è andato a logorarsi dopo la straordinaria scorsa stagione che li fece vincere il campionato e non di rado Alonso ha polemizzato con la scuderia di non averlo supportato abbastanza nei momenti difficili dell’ annata.
Un successo del Cavallino in Giappone consentirebbe al tedesco di poter correre con maggiore tranquillità in Sudamerica, nel circuito di San Paolo, dove potrebbe bastargli un buon piazzamento per aggiudicarsi l? ultimo trionfo mondiale prima di consegnarsi definitivamente alla Storia, mentre lo spagnolo sarebbe costretto a vincere per sperare fino all? ultimo.
Domani la diretta su Raiuno, alle ore sette del mattino.

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Riferimenti: Gp dl Giappone.

Mille Miglia, passano gl’anni ma il fascino non tramonta…..


Le regole sono cambiate, i tempi anche, i crocevia sono più intasati con lingue d’asfalto che periodicamente vengano mantenute dagl’addetti ai lavori. La polvere, lo sterrato, gl’odori degl olii bruciati si sono persi nei decenni andati, adesso i rumori faragginosi dei pistoni, delle bielle e di sterzi pesanti si mischiano al traffico quotidiano di gente che deve andare a lavorare, mentre quelli che si assiepano lungo le carreggiate non li guardano più come eroi delle quattro ruote.
Qualcuno, addirittura nei suoi pensieri li paragona a ” Ridolini “, mentre salgono lentamente le strette curve della Gola del Furlo con quel modo di guidare un pò naif e da Gran Turismo…….
La Mille Miglia odierna è una kermesse per far divertire grandi e piccini, forse una vetrina per nostalgici aristocratici e con qualche Principe decaduto, annoiati personaggi dello spettacolo che cercano in ogni modo di farsi pubblicità, ma nonostante lo scorrere del tempo, il fascino di un sogno e la voglia di parteciparvi rimane pressoche immutata.
E’ il classico binomio indistruttibile tra l’Uomo e la macchina, oggi un evento per gli sponsor e per chi vuole passare un bel weekend oppure per semplici Eterni innamorati del rombo dei motori, tra ruote raggiate, design antichi e drivers che ricordano un passato remoto.
Ma qui c’è la Storia dell’Auto italiana e non solo: il Mito di Enzo Ferrari, lo straordinario coraggio di Nuvolari o di Ascari, l’annosa rivalità tra l’ Alfa Romeo, la Fiat, la Maserati e la Mercedes, pezzi di un Bel Paese che sopravvive ancora fulgido nelle memorie dei nostri padri e che evocano gesta irripetibili, sovrastati adesso dal Modernismo e dal protagonismo, i cui nomi in auge vanno a oltre 300 chilometri orari in circuiti chiusi dove la tv la fa da padrone e si chiamano Schumacher, Alonso, Fisichella, Massa, Barrichello……
Non ci sono tantissime bandiere come negl’autodromi, il tifo è meno irruente e più familire, il biglietto d’ingresso non esiste se si esclude la partenza e l’arrivo, ma la gente ama questa manifestazione che di avvincente sul piano emotivo della velocità ha ben poco da dire.
Sulla via Bolognese, nei dintorni di Viterbo o nella rigogliosa campagna umbra, attraverso i suggestivi centri storici, chi primo arriva meglio alloggia…..
La sicurezza fa i riferimenti a quella ordinaria e stradale, le gomme da warmup non sanno nemmeno cosa siano…… mentre tanti concorrenti hanno i capelli bianchi…..
Chi vince non ha la gloria del Mondovisione e non entrerà certamente negl’almanacchi della Fia, anche se il flash dei fotografi c’è sempre e comunque, mentre la sosta per una salutare colazione o un rifornimento all’Agip non è certo un pitstop.
I vincitori saranno quelli che si avvicinano più al tempo del cronometro imposto dai commissari con singole classi e fasce d’appartenenza.
Anche qui molte cose sono state variate, una volta si correva all’impazzata contro il vento…….. per ironia della sorte ora andare forte oppure troppo piano può portare a delle penalità.
Sabato e domenica prossima si rivive ancora una volta dopo oltre cinquant’anni di successi e di tragedie la leggendaria Mille Miglia.
Una carovana lunga 375 concorrenti, centellinati e selezionati tra le oltre 750 domande di partecipazione, da 30 paesi del mondo, tutte auto d’epoca tassativamente datate tra il 1927 e 1957.

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Passaggio della Mille Miglia, 1998 – Fiesoli ©.
Riferimenti: Mille Miglia.

Moovie: la Peugeot senza ruote.


Si chiamerà Moovie e sarà in esposizione da domani al salone Internazionale dell’auto a Francoforte. Di design ” naturalistico ” poichè assomiglia nelle moderne forme a una chiocciola, non ha le tradizionali ruote, ma un sistema di cuscinetti a sfera le permetterà di muoversi come un’automobile normale.
Lunga solamente due metri e mezzo, elettrica, per due passeggeri, molto uso di cristallo nei materiali è un prototipo che non entrerà in produzione.
Questa della Peugeot è una delle oltre cento novità che l’industria automobilistica presenterà al pubblico. Nonostante la crisi del settore, i tentativi di rilancio pressochè difficili di alcune aziende, il salone tedesco, uno dei più importanti del mondo, si aspetta l’arrivo di un milione e duecentomila visitatori, tutti amanti e appassionati delle quattroruote.
La Fiat mette in mostra la Grande Punto presentata alla stampa italiana nei giorni scorsi, primo inizio di un ambizioso programma che comprende anche il coupe Alfa Brera in vendita dalla fine di Novembre.
Ci saranno anche tutte le altre concorrenti: Audi, Renault con la innovativa Clio, Bmw, Toyota che punta sul modello rinnovato Yaris, Mercedes che svela la nuovissima ed elegante linea S, e poi tutti gl’altri. Nei giorni dell’esposizione si parlerà di tutela dell’ambiente, inquinamento, caro benzina e futuro su cui i progettisti sperano di di sostituire la dipendenza al petrolio con l’energia dell’idrogeno, ma secondo gli addetti ai lavori quel giorno è ancora molto lontano.
Per riuscire a mettere una produzione valida e con costi accessibili e sostenuta dalla vendite di macchine affidabili, l’avvento dell’idrogeno non è previsto prima del 2025.
Un occhio di riguardo è per il segmento delle piccole e utilitarie, che hanno una delle quoti maggiore delle vendite continentali, e in un mercato globale saturo la clientela oltre ad ammirare le ammiraglie, le superaccessoriate, le berline di lusso tiene conto dei soldi che si ritrova in tasca ed è per questo che le citycar stanno andando molto bene. Un tipo di veicolo adatto alle metropoli moderne, dove i parcheggi restano un’utopia, e il traffico urbano sempre più intenso e caotico. Un modo di usare l’auto che ha conquistato migliaia di europei per la sua innata praticità e se vogliamo un piccolo stile di vita……
Infine l’assalto dei cinesi: sono diversi i costruttori che grazie ad una manodopera meno costosa rispetto a quella occidentale mettono in vetrina e in commercio le supereconomiche e quelle di media cilindrata.
Prezzi chiaramente inferiori alle europee, però le qualità automibilistiche sono tutte da verificare.

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