Ciclismo: tempi duri per Ivan Basso, chiesti 21 mesi di squalifica.

Tempi duri per Ivan Basso. Potrebbe non bastare quella sorta di ? pentimento e collaborazione ? peraltro poi in parte ritratta nell? invisa conferenza stampa di Milano.
Quel giorno anche la Gazzetta dello Sport aveva criticato aspramente il comportamento del ciclista il quale in tutta la vicenda è stato ambiguo e ipocrita.
Prima negò assiduamente di aver assunto sostanze illecite poi di fronte alla realtà ha deciso finalmente di dire qualcosa..
La Procura Antidoping del Coni ha chiesto una condanna di sospensione di ben ventuno mesi, concedendo pochissime attenuanti al ciclista.
La pena massima è di due anni. Ora si attende il giudizio della commissione disciplinare della Federciclismo e dell? Uci. Se fosse confermata, ed è probabile, si può parlare di carriera finita. Basso risalirebbe su una bicicletta da corsa dopo l? estate del 2008.
L? accusa è di con uso o tentato uso di sostanza proibita insieme all? ipotizzo del possesso in merito all? inosservanza del codice Wada.
Il nome dell? ex corridore della Discovery Channel venne fuori nel fascicolo dell? Operazione Puerto, dell? oramai tristemente noto Dottor Eufemiano Fuentes.che era riuscito a creare una rete capillare per un commercio di sostanze utilizzata da molti atleti nel ciclismo professionistico. Un vasto sistema incentrato nell? autoemostrasfusione con enormi riserve di sangue alterato che venivano vendute a caro prezzo.
Intanto continuano le confessioni choc. Nei giorni scorsi il tedesco Christian Henn, olimpionico di bronzo nel 1988 a Seul e adesso Direttore sportivo della Gerolsteiner rilevò il diretta televisiva di aver assunto l? Epo e di aver subito forti ricatti nel caso si fosse rifiutato. Una vicenda squallida dove erano gli stessi medici ad offrire l? Epo.
Henn venne trovato positivo al testosterone nel 1999 e fu licenziato dalla Telekom. Prima ancora a vuotare il sacco era toccato a Zabel. Ieri è stata la volta del danese Bjarne Riis vincitore del Tour de France edizione 1996, il quale si è detto pentito ma ha ricordato che in quell? epoca doparsi era un abitudine.

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Ciclismo: Basso, amara confessione di doping.

E? un altra triste pagina del ciclismo italiano, non meno spiacevole di quella di Pantani. Dopo mesi di dubbi, accuse, sospetti e indagini Ivan Basso cede al passo dell? incalzante Giustizia Sportiva. Nei giorni scorsi il definitivo divorzio dalla squadra e ora arriva l? amara confessione di fronte al Coni.
L? ex Campione del Giro d? Italia davanti alla Commissione della Procura Antidoping ha dichiarato di voler collaborare in merito all? inchiesta su quella che viene definita ? l? Operazione Puerto ? e quindi di essersi dopato in passato. Un atto di volontà che oramai non poteva più evitare e che potrebbe consentirgli la considerazione di un lieve sconto sulla pena, che comunque si prevede pesante ed è stimabile in due anni di inattività.
Lo scandalo Puerto venne a galla alla vigilia del Tour de France 2006. Un fulmine a ciel sereno, che escluse dalla prestigiosa corsa alcuni dei migliori corridori del mondo.
Ullrich, Sevilla, Mancebo, Beloki, Serrano, in tutto 58 atleti vennero immediatamente rispediti indietro e non pedalarono neanche un giro di ruota. Poi toccò anche all? americano Floyd Landis, trovato positivo nella diciassettesima tappa durante le analisi del testosterone.
Fu la radio spagnola Cadena Ser a diffondere la notizia che fino ad allora era rimasta nascosta per via del segreto istruttorio, ma anche perché condotta con grande astuzia.
La lunga lista del Dottor Eufemiano Fuentes, il quale venne arrestato con altri collaboratori, fece il giro del pianeta e fini sulla scrivania del Ministro dello sport francese Jaime Lissavetzky e anche alla Federciclismo di Parigi.
Proprio in quel momento comparve per la prima volta il nome del corridore varesino in una sezione dell? inchiesta congiunta tra gl? investigatori della Finanza di Bergamo e la Guardia Civil di Madrid che con le consuete intercettazioni telefoniche riuscì a svelare il suo coinvolgimento.
Ivan Basso si dichiarò dichiarato estraneo alla vicenda ma con il tempo sono venuti alla luce altri importanti dettagli che hanno reso evidente la sua colpevolezza..
Fuentes era riuscito a creare una rete capillare del traffico di sostanze dopanti che non si limitava soltanto alla Spagna ma aveva oramai ramificazioni e appoggi in tutto il continente europeo, con conti bancari in Svizzera e che poteva manipolare qualsiasi corsa della stagione.

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Ciclismo: divorzio tra Basso e la Discovery.

Termina con un divorzio quella che oramai era diventata una situazione insostenibile. Ivan Basso non correrà più per il team della Discovery Channel. Il corridore in settimana scorsa aveva chiesto la risoluzione del contratto con effetto immediato in merito al suo coinvolgimento nella complessa inchiesta Operazione Puerto. Precedentemente il ciclista era stato sospeso dalla squadra. Dopo un incontro con i vertici della società, è stato dato il benestare per la rescissione- Basso probabilmente non parteciperà al prossimo Giro d’ Italia.
Nelle prossime ore dovrà rispondere alla convocazione della Procura antidoping del Coni, la quale ha ricevuto dai magistrati spagnoli il dossier completo delle indagini.

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Milano – Sanremo: ancora il sigillo di Oscar Freire.

Ha bissato il successo del 2004, in quella che è considerata una delle classiche delle due ruote. Lo spagnolo Oscar Freire è il vincitore della Milano ? Sanremo 2007 che è giunta all? edizione del centenario. Adesso aggiunge questa nuova ? perla ? ad un palmares già prestigioso che comprende anche tre titoli iridati.
Secondo Davis, terzo Tom Boonen, quarto l? australiano McEwen.
Delusione degl? azzurri, molte le cadute per l’ asfalto reso viscido da una leggera pioggia.
Alessandro Petacchi è soltanto ottavo. La sua squadra lo ha supportato per tutta la corsa però l? italiano cede proprio nell? ultimi duecento metri.
A pochi km dal traguardo una fuga importante poteva essere la svolta. Riccò e il belga Gilbert, ce la mettono tutta ma non hanno il passo del gruppo che li riprende e arriva in via Roma praticamente compatto.
In volata Freire è abile a tenere una buona posizione e la spunta di quel tanto che basta per vincere.

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Riferimenti: Milano Sanremo.

Ullrich, addio alle gare.


Con un affollata conferenza stampa Jal Ullrich ha annunciato ad Amburgo il suo ritiro dall? attività agonistica. Il corridore a soli 33 anni lascia il mondo delle due ruote, ma oltre all? età avanzata, in senso sportivo naturalmente, sulla decisione grava l? accusa di doping. Per il ciclista tedesco è stato l? occasione per ribadire la totale estraneità dalle vicende sull? uso di prodotti proibiti in cui però lo hanno visto coinvolto.
La sua squadra l? estate passata lo aveva allontanato poiché il suo nome compariva nella lista di eccellenti atleti, tra cui Basso e Sevilla, dell? Operazione Puerto ?, lo scottante dossier del Dottor Fuentes.
Il fascicolo ha confermato la tesi che esisteva una rete capillare nel traffico e nella distribuzione delle sostanze dopanti. Fuentes avrebbe costruito questo imbroglio anche al di fuori dei confini iberici con la possibilità di contraffare le prestazioni degl? atleti in qualsiasi classica europea.
Ullrich è stato anche uno degl? avversari del era in cui morì il povero Pantani, ottimo passista, di fisico possente, ha vinto il Tour del 1997 due campionati del mondo a cronometro, secondo alle Olimpiadi di Sidney e altre corse minori.
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Tre anni fa moriva il Pirata.

Sono passati tre anni da quella tragica sera di San Valentino quando Marco Pantani venne ucciso da una miscela esplosiva di cocaina e altro, travolto dall’ angoscia, dalle paure e dalla solitudine in un hotel della Riviera Adriatica. Ma gl’appassionati non l’hanno mai dimenticato il tanto fango gettato sulla sua persona. Campione di ciclismo, eroe delle salite, debole dei vizi, per certi versi vittima di un Mondo e di un successo più grande di Lui, personaggio dal carattere contraddittorio e complesso, nel secondo anniversario della morte una folla composta e numerosa gli rese un commosso omaggio al cimitero di Cesenatico. Probabilmente sarà così anche quest’ anno. Non solo fans, curiosi, bambini e anche tutta la famiglia, la quale in questo tempo ha probabilmente appianato le differenze di vedute che c’erano quando ancora era in vita. Tantissimi fiori gialli sulla tomba e una Messa in suffragio l’ anno scorso, confermano che il Pirata vive ancora nella memoria di tante persone che hanno gioito ed applaudito alle sue imprese. In questi 36 mesi molte cose sono cambiate: il processo si sta concludendo, pubblicato un importante libro, “ Un Uomo in Fuga “, alcuni monumenti sono stati eretti in suo ricordo ma purtroppo c’è stato anche qualche rifiuto da parte delle autorità locali a far decollare delle nuove iniziative. Nonostante tutto, l’affetto della gente resta sicuramente il gesto più bello e significativo verso il corridore, come la fiction televisiva recentemente a Lui dedicata e una bellissima mostra fotografica al Photoshow.

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Straordinario Bettini, Campione del Mondo.


Paolo Bettini è Campione del Mondo di ciclismo su strada. Splendida prova d? intelligenza e fisica del toscano che raggiunge questo alloro dopo averlo inseguito a lungo.
A Salisburgo però tutta la squadra azzurra ha gareggiato in maniera eccellente, tampinando le fughe e le contromosse degl? altri corridori. Una lotta tattica difficile che questa gara come di consueto ci regala, però gl? avversari sono sempre stati riagguantati mentre i gregari italiani sono riusciti a tenere un ritmo alto nelle fasi cruciali della corsa.
Il campione di Atene ha saputo aspettare il momento giusto risparmiando preziose energie per tentare poi il tutto per tutto nello sprint decisivo.
Nella bagarre finale quando sembrava inglobato nel gruppone è sfuggito via come una lepre rasentando pericolosamente le transenne e mettendosi sulla scia dei tre di testa. Poi dopo l? ultima curva uno con uno scatto imperioso brucia e batte alla ruota il tedesco Erik Zabel. Una volata al cardiopalmo, ma si prende la rivincita del Mondiale in terra di Portogallo che si corse nel 2001, dove arrivò secondo.
Al terzo e quarto posto gli spagnoli Valverde e Sanchez.
L? italiano è stato favorito da un circuito abbastanza appropriato alle sue caratteristiche, che però non sminuisce l? importanza e il valore dello straordinario successo.
Bettini, soprannominato ? grillo ? è da una decina di anni professionista, predilige le classiche invece che il Tour oppure il Giro d? Italia, anche se in quest? ultimo ha trionfato in diverse tappe.
Ha vinto una Milano ? Sanremo, la Liegi – Bastogne – Liegi, il Giro di Lombardia e le Olimpiadi nel 2004.

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Francesco Moser, scheletri nell’ armadio ?


Lasciano sbigottiti e con diversi punti interrogativi le parole di Francesco Moser apparse in queste ore sui giornali e sulle agenzie di stampa L? ex campione della pedalata ha voluto esternare una sua opinione, per quanto da rispettare, ma soprattutto passibile di critiche, nei confronti del problema del doping che sta investendo sempre di più il mondo del ciclismo.
Moser si è detto convinto che se le autorità sportive riusciranno a mettere sullo stesso piano i controlli antidoping sarà bene continuare a ispezionare i tentativi di illecito, se no la soluzione giusta è quella di liberalizzare le sostanze dopanti.
Ci auguriamo che le frasi di Moser, a cui resta la stima di milioni di italiani per quello che ha dato allo sport e le emozioni che ci ha regalato, siano soltanto un parere strettamente personale che per puro caso è uscito dalla sua bocca in un momento di distrazione???
In un epoca dove c? è gia chi pensa proporre di fare le stanze del buco per illudersi di risolvere la piaga dell? eroina, tra l? altro tentativo simile già sperimentato in altri paesi con la creazione di alcune specifiche zone, vedi la Svizzera, ma che non ha per niente risolto il caso difficile e sociale, resta il fatto che Moser, vista la grande esperienza nel settore può consigliare a dare soluzioni ad un apparato di verifica che più volte ha suscitato molti dubbi sullo svolgimento e i metodi, ma non indurre ad arrendersi a quello che sicuramente oggi è una componente negativa molto diffusa anche a livello non agonistico
Se il problema fosse solamente ristretto ai singoli corridori e al ciclismo stesso le sue frasi potrebbero anche essere al limite concepibili, ma purtroppo non è così, perché l? assunzione di stimolanti e affini investono totalmente qualsiasi disciplina del professionismo.
Una liberalizzazione porta a una sorta di deregulation e significa istigare a intraprendere una strada fasulla dove in casi estremi può arrivare ad una morte prematura o anche ad effetti devastanti sul proprio corpo, mentre per quanto riguarda i giovani che si avvicinano allo sport è un pericolo ulteriore se addirittura togliamo la prevenzione e la condanna.
E? una risposta di qualunquismo e per certi versi anche molto superficiale giustificare ? che nel mondo di pericoli ce ne sono tantissimi ? come ha fatto Francesco Moser.
Abbassare la guardia di fronte al doping è come ammettere una sconfitta e non incentivare il lavoro e la funzione, per quanto ardue, della Giustizia Sportiva e anche penale.
L? Uomo e la società stessa, nonostante le tante battaglie perse, hanno da sempre il dovere di combattere con principi morali e etici anche se esistano una schiera di persone che pur di arrivare ad un passeggero successo e una fetta cospicua di soldi mettano in gioco la propria pelle.
Viene da chiedersi a questo punto, non sarà che anche il Campione del Mondo del 1977 non abbia qualche scheletro dentro il proprio armadio ?.

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Riferimenti: Moser e doping.

Landis, è doping anche nelle controanalisi.

Quello che si temeva si è puntalmente avverato, nonostante i tentativi di discolparsi da parte del ciclista americano con dichiarazioni sulla stampa internazionale incentrate a far intendere di essere vittima di un clamoroso errore.
Non è così, Floyd Landis, il vincitore dell’ ultimo tour de France è risultato positivo anche nelle controanalisi. Lo statunitense è stato licenziato dalla Phonak, adesso dovrà probabilmente scontare una squalifica che potrebbe anche essere di due anni e che comprometterà seriamente la sua carriera.

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Landis, nuove accuse americane.

Vengono propio dall’ america le nuove accuse allo statunitense Floyd Landis. Secondo il New York Times il testosterone sarebbe sintetico, e pertanto volutamente preso per migliorare le prestazioni e guarda caso in una tappa di montagna dove vinse nettamente.
Aspettando le controanalisi, che dovrebbero arrivare in settimana, la sua squadra, la Phonak, lo ha temporaneamente sospeso dalle corse.

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