Milan, Inter e Galliani deferiti dal procuratore Palazzi per falso in bilancio.

 

 Il procuratore della Figc, Stefano Palazzi, ha deferito Milan e Inter a conclusione dell’inchiesta sportiva sui presunti falsi in bilancio dei due club.

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Coppa America: esordio amaro per Dunga.

Parte male la stagione ufficiale di Dunga alla guida della nazionale verdeoro.
Dopo settimane di polemiche con Kaka e Ronaldinho, l? esordio del Brasile in Coppa America si è concluso con una pesante sconfitta per due reti a zero da parte del Messico. Le reti portano la firma di Castillo e Morales, ambedue nel primo tempo.
Oltre il punteggio la Selecao allenata dell? ex centrocampista della Fiorentina non è riuscita ad esprimere un gioco convincente e le assenze del milanista e del giocatore del Barcellona si sono fatte vedere più del previsto. Il Brasile anche nelle amichevoli antecedenti alla Coppa America non aveva del tutto brillato e la stampa carioca non salta occasione per metterlo sotto processo.
Carlos Dunga ha preso il posto di Parreira dopo il clamoroso fallimento ai mondiali tedeschi, ma questa scelta da parte della Federazione brasiliana non a tutti è piaciuta poichè in molti preferivano un tecnico con maggiore esperienza internazionale.
Molto meglio ha iniziato il Cile, che si aggiudica la partita con l? Ecuador. Tre a due il finale, prima rimontano e poi ribaltano il risultato. Nelle altre partite del primo turno il Perù è andato a vincere in Uruguay per tre a zero, pareggio tra Venezuela e Bolivia ( 2-2) l? Argentina stravince per quattro a uno con gl? Usa, gara senza affanni con una doppietta di Crespo, mentre il Paraguay strapazza la Colombia per cinque a zero.

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Nicola Caglioni, stop di due anni.


La cocaina continua a mietere vittime nell’ ambito del pallone e la Disciplinare prosegue ad infliggere pene esemplari per la tutela dello sport e con l’intento di dissuadere a chi vuole andare incontro a questa strada del tutto sbagliata.
Pena molto pesante per Nicola Caglioni, portiere del Messina di soli ventiquattro anni e da oggi probabilmente un ex se l’ appello non emetterà degli sconti.
La Commissione gli ha inflitto il massimo della condanna, due anni di sospensione e non ha creduto minimamente alle possibili e per certi versi ridicole giustificazioni dell’ atleta supportato dai suoi legali.
Caglioni ha cercato di discolparsi dall’ illecito dichiarando di aver fumato una sigaretta che gli aveva offerto uno sconosciuto.
Scusa banale per chi lo giudicava considerato che fumare cocaina in Italia non è poi così diffuso. Inoltre prova di immaturità del giocatore che non dovrebbe fumare nemmeno il normale tabacco per preservare la sua carriera agonistica, figuriamoci accettarle da un estraneo.

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Riferimenti: Nicola Caglioni, condannato a due anni.

Calcio: nuovi guai per Lotito, rinviato a giudizio.

Nuovi problemi per la Lazio e il suo Presidente.
Claudio Lotito e il costruttore Roberto Mezzaroma hanno ricevuto il rinvio a giudizio. L? accusa è di aggiotaggio manipolativo, informativo e ostacolo alla vigilanza per le vicende dell? acquisto di Mezzaroma di un pacchetto di azioni della società romana nell? aprile 2005.
L? acquisto sarebbe stato eseguito dall? imprenditore, per conto di Lolito, ma secondo gl? inquirenti e le recenti indagini la finalità dell? operazione sarebbe quella di modificare il prezzo delle stesse azioni.
Aggiotaggio dunque, un accusa molto pesante che i due dovranno rispondere se il Giudice darà l? assenso e valuterà gli estremi per aprire un procedimento processuale.
Già all? inizio del novembre scorso quasi il quindici per cento delle azioni della Lazio erano state confiscate dalla Guardia di Finanzia. Il Patron dei biancocelesti con Mezzaroma avrebbe assimilato in modo del tutto segreto il controllo di una quota del capitale superiore al trenta per cento, non consentito dagl? articoli della Legge se non con l? obbligatorietà di un lancio di una offerta pubblica d? acquisto, la quale consente alla vigilanza di verificarne la regolarità.
Con questo stratagemma finanziario, ma non del tutto lecito, i due avrebbero aggirato l? ostacolo.

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Euro 2008: introdotti i test del sangue per combattere il doping.

Se il doping si rileva una piaga quasi insormontabile per lo sport ad alto livello, l’ organismo dell’ Uefa vara proprio in questi giorni nuove normative per cercare di combatterlo.
Le oltre trenta partite degl’ europei del 2008, che si giocheranno nella fase finale in Austria e Svizzera, saranno caratterizzate da controlli più severi. Lo riferisce l’ esecutivo dell’ Uefa che ha preso questa decisione dopo aver attentamente esaminato i dati dell’ ultimo triennio in merito alle contestazioni e i risultati dei test antidoping, i quali hanno rilevato il problema in netta crescita.
Le analisi saranno effettuate su campioni sanguigni degl’ atleti e sono previsti anche test a sorpresa e fuori dall’ ambito delle stesse partite. Praticamente si potranno richiedere ed effettuare in qualsiasi momento della manifestazione.

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Riferimenti: Euro 2008.

Donadoni assolto nel processo per usura.

L? accusa era gravissima ma si è trasformata in una bolla di sapone. L? attuale Commissario tecnico della nazionale Italiana è stato assolto a Milano perché il fatto non sussiste e quindi niente usura nei confronti della Famiglia Caprotti. Tutto si è risolto abbastanza rapidamente e nel dibattimento lo stesso pubblico Ministero aveva chiesto l? archiviazione del caso. Una storia di una compravendita di un immobile nel pieno centro di Milano. La famiglia Caprotti aveva denunciato l? allenatore che secondo i loro legali chiedeva oltre il cinquanta per cento degl? interessi che una somma che Donadoni avrebbe versato a loro, ricevendo un appartamento come avallo.
Ma per il Ct quel denaro era un anticipo per comprare l? abitazione e i proprietari intravidero la possibilità di vendere l? intero immobile gli chiesero di andare avanti con il rogito. Il tecnico rispose positivamente ma chiese che gli fosse corrisposto la differenza di valore e gl? interessi pagati alla banca per iniziare il mutuo.

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Il rompipallone


Messi come Maradona.
Dopo aver segnato una rete dribblando mezza squadra avversaria,
dopo aver beffato l’ arbitro, con un gol di mano, proprio ieri ha raccontato tutta la sua vita a Gianni Minà…

Tratto da il rompipallone, ( per qualcuno anche rompiballe….) a firma di Gene Gnocchi, piccolissima rubrica sulla Gazzetta – I diritti sono riservati.

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Deschamps, addio alla Juve.

La notizia era nell? aria ma resta ufficiosa poiché non è stata confermata dal club torinese, ma viene comunque battuta dalle agenzie di stampa. Didier Deschamps non è più l? allenatore della Juventus nonostante abbia un contratto firmato fino al giugno del 2008. Lo rileva Sky in tarda serata con tanto di esclusiva che racconta di una nervosa riunione. Il francese però dovrebbe essere in panchina oggi con il Mantova. La rottura avviene con le dimissioni verbali del tecnico sbattendo però la porta.
A niente sarebbe valso il tanto chiacchierato colloquio con l? Ad Blanc e soci che doveva delucidarne la sua posizione e portare ad una serena riappacificazione.
Al di là di come andrà a finire tutta la vicenda, per questo allenatore che si è assunto la bega di riportare la Juve in serie A, c? è la certezza di non essere amato dall? attuale dirigenza bianconera.
Proprio in questi ultimi giorni si sono rincorse numerose e consistenti voci di una sua sostituzione. Si parla di Fabio Capello oppure di Marcello Lippi, che sebbene abbia da tempo dichiarato di voler fare un esperienza all? estero non avrebbe nessun vincolo particolare per tornare rapidamente a sedere sulla panchina del Comunale. I dirigenti juventini, a cominciare da Alessio Secco, gli hanno più volte dimostrato di non tenerlo molto in considerazione e anche il tipo di gioco non piace.
Le critiche e i battibecchi sono finiti sulle pagine dei quotidiani sportivi e si è creato n clima teso con una spaccatura profonda che neanche la gioia della promozione è riuscito ad attenuare.
Deschamps chiede garanzie , nomi di giocatori importanti e un prolungamento di contratto, con tanto di probabile ritocco, per avere un certa tutela in un progetto di media e lunga scadenza.
Alla base di tutto però è che la Juve vorrebbe un tecnico più esperto prima di investire molto denaro nelle operazioni di mercato che dovrebbero riportarla in tempi per così dire relativamente brevi ai vertici del calcio italiano e poi in Europa.
In parole molto povere la società di Corso Ferraris desidera scaricarlo, però non sa come dirglielo, il transalpino vuole rimanere in quella che è considerata una delle più grosse opportunità della sua giovane carriera, ma con ogni probabilità si trasformerà in una cocente delusione.

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Il sogno che si è avverato, di Paolo Maldini. La festa continua stasera.


Qui sotto la lettera pubblicata sul Corriere della sera a firma di Capitan Maldini ©.
A San Siro alle ore 21.00 la festa prosegue.
Ingresso gratis per gli abbonati, cifra simbolica di un euro per tutti gl’ altri.
Il ricavato andrà alla Fondazione Milan.

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Tornare in città con la coppa. Attraversare le strade, le nostre strade, che dall’altra notte sono rossonere. Vedo le bandiere che sventolano dalle finestre e dai balconi. Guardo le sciarpe che compaiono qua e là: sui cruscotti delle auto, fuori dai finestrini, nelle vetrine dei negozi e sui banconi dei bar. E penso che dietro ogni segno rossonero di cui oggi è colorata Milano c’è una storia. Ci sono figli che hanno vissuto la notte magica di Atene accanto ai padri, ci sono famiglie che sono state attaccate alla Tv, e poi migliaia di bambini. Oggi riesco quasi ad immaginare le loro facce, tutte insieme, mentre soffrivano durante gli attacchi del Liverpool, si illuminavano di meraviglia per le giocate di Kakà, sono esplose di gioia per i gol di Pippo. Ecco, noi eravamo là a correre e lottare anche per loro, per tutti loro. E non conta quante volte hai vinto la Champions League. Perché le emozioni di una città sono sempre nuove, intense e profonde, e tornando a casa riesci a percepirle come se fossero una cosa sola, un’aria comune. E allora pensi che vuoi andare avanti, vuoi continuare ad allenarti, faticare e vincere. Soprattutto per loro, per tutti i bambini e i tifosi. Quelli che oggi dicono grazie al Milan. Con un segno rossonero sui palazzi di Milano.

Paolo Maldini.

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Chapeau, doppietta di Pippo Inzaghi, Milan Re di Coppe.

La vendetta è un piatto che deve essere servito freddo, Instanbul sarà sempre un triste ricordo ma da ieri sera è meno doloroso. Il Milan vince la Champions, sfida non bellissima, sofferta fino all’ ultimo secondo ma sale ancora una volta in cima all’ Europa.

Due a uno il finale. Inzaghi firma una doppietta e allo scadere Kyut riduce le distanze. Gara con molto tatticismo, il Liverpool si conferma avversario ostico, mentre il Diavolo ha saputo aspettare i momenti giusti e un po’ fortunosi. Primo tempo poco emozionante, i tiri in porta si contano sulle dita di una mano.

I Reds sono ben disposti in campo, si rendono subito solerti e raccolgono un paio di possibilità favorevoli mentre il Milan stenta a prendere le misure per fluidificare il gioco. Jankulowski si trova a disagio sulla fascia sinistra, l’ agile Pennant lo supera frequentemente facendolo innervosire, mentre Kaka non riesce ad incidere nelle percussioni. Mascherano e all’ occorrenza Riise lo tampinano in continuazione.

La fitta ragnatela di centrocampo rende i ritmi altalenanti. Benitez fin dall’ avvio ripropone la stessa formazione della semifinale di andata in casa del Chelsea, lasciando in panchina Chrouch e per quanto riguarda la mole di palloni giocati questo modulo lo ripaga, sprecando però diverse energie e senza riuscire ad esercitare una finalizzazione concreta.

E’ sorprendente vedere là davanti in alcune fasi del match Gerrard fare l’ unica punta attorniato dal muro milanista. Questa è sicuramente una chiave indecifrabile dell’ incontro e non si capisce perché il coach spagnolo abbia voluto attuare tale tattica quando già a Londra la sua squadra nei primi quarantacinque minuti esibì una prestazione poco brillante. Mentre il pubblico dell’ Olimpo di Atene attende il fischio per l’ intervallo, una punizione di Pirlo dal limite è deviata da un braccio involontario di Inzaghi che spiazza l’ incolpevole Reina.

L’ attaccante è abile a trovarsi nel posto giusto al momento adatto al di là della barriera. Il vantaggio è una panacea inaspettata per gli italiani e si ripercuote immediatamente sul fattore psicologico. Andare al riposo sull’ uno a zero senza mai aver tirato praticamente in porta mette il Milan sul binario giusto.

Nella ripresa ci si attende il forcing del Liverpool che però si affaccia solamente una volta in maniera veramente pericolosa dalle parti di Dida. Il resto sono soltanto tentativi imprecisi. Rafa Benitez allora decide di cambiare qualcosa. Butta dentro Kewell per l’ affaticato Zenden. Gerrard è bravissimo a smarcarsi tra le maglie rossonere, sfruttando una sbavatura di Gattuso e con l’ esterno indirizza la sfera verso il palo più lontano. Dida però è attento e altrettanto valente nel distendersi con le sue leve, chiude lo specchio della porta e blocca con sicurezza.

Le squadre si allungano, la tensione resta alta, poi arriva il momento di Crouch nell’ avvicendamento con Mascherano, ma le cose non cambiano.

A otto minuti dalla fine un passaggio filtrante di Kakà fa involare Inzaghi. Il centravanti non se lo fa ripetere due volte, brucia sul tempo l’ immobile e incredula difesa inglese, aggira con un guizzo Reina e da posizione defilata da il colpetto decisivo che manda il pallone lentamente ad insaccarsi in fondo alla porta. Un classico gol del suo repertorio.

Sembra fatta ma non sarà così semplice. Saltano tutti gli schemi. A due minuti dalla fine Kuyt spunta dal mucchio e dimezza il punteggio. Per una volta la difesa milanista è distratta. Il quarto uomo alza il tabellone luminoso del tempo di recupero. Il conto è facile tre più due è uguale a cinque. Per un attimo riappaiono i fantasmi dell’ incubo di Istanbul. Sugli spalti si chiedono se allora incassammo tre reti in sei minuti ora possono pareggiare. La beffa però non si ripeterà. E’ la notte del Milan e deve rimanere tale.

Il triplice fischio del tedesco Fandel, il quale ha arbitrato abbastanza bene, è comunque una liberazione e un urlo collettivo di gioia. Il Milan si aggiudica la settima Coppa dei Campioni, un obbiettivo raggiunto con merito, un lavoro che ripaga un annata avara di soddisfazioni.

E’ chiaro che questa squadra esprime il meglio di se a livello internazionale, dove riesce ad esaltarsi e a tirare fuori un inesauribile vivacità nei momenti più duri. Nessuno avrebbe creduto a questo risultato l’ estate scorsa.

Condannato dalle sentenze del caos Calciopoli, contestato da qualche frangia della tifoseria, l’ Uefa che l’ accetta con riserva sfiorando addirittura il ridicolo, gli scomodi preliminari che costringono a cambiare quasi totalmente la preparazione atletica per entrare in forma prima. Alcuni infortuni strada facendo hanno poi rincarato la dose.

Gl’ impegni sono stati numerosi, le difficoltà pure, ma il Milan si è rimboccato le maniche. Questo trofeo con le orecchie è il frutto della determinazione e la sagacità unitamente alla pazienza di Carlo Ancelotti, nel saper plasmare le formazioni e nel centellinare l’ utilizzo della rosa.

La vittoria di stasera ci ricorda per certi versi le squadre guidate da Giovanni Trapattoni, un maestro in questo genere di battaglie e nell’ insegnare l’ umiltà sportiva. Il Milan dell’ Olimpo di Atene ha buttato anche qualche pallone in tribuna, fregandosene del mancato spettacolo, con una manovra un po’ speculare e tantissimo mestiere. Alessandro Nesta che perde tempo, Filippo Inzaghi che cade per una botta inesistente e mima un atroce dolore allo stomaco, poi si rialza come se niente fosse….

Il calcio e il suo destino possono essere dolci quanto amari ed è per ciò che viene tanto amato, nonostante i maneggioni che ci gravitano. L’ imprevedibilità e gli scherzi del pallone sono capaci di portarti in alto o gettarti nella crisi più buia.

Al Milan dopo lo straordinario successo greco si spalancano diverse opportunità per replicare. Lo attende il confronto con il Siviglia nella Supercoppa europea, prima di Natale l’ Intercontinentale nel lontano Oriente.

Al via del prossimo campionato ripartirà alla pari con tutti. Sfoltendo qualcosa e con alcuni mirati ma importanti acquisti rientrerà di diritto nella stretta cerchia dei favoriti nella corsa per lo Scudetto. Negl’ ultimi mesi in molti lo davano per finito, da adesso può aprire un nuovo ciclo. Tanto di cappello caro vecchio Milan.

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