Nel 115imo anniversario ricordiamo Vittorio Bottego.

Quest’ anno ricorre il 115imo anniversario della spedizione di Vittorio Bottego, che raggiunse e scoprì il Basso Corso del fiume Omo, in Etiopia.
Il lungo articolo sottostante, anche pubblicato, ma in questa occasione revisionato e aggiornato, è un fedele resoconto di appunti e commenti che Fiesoli in occasione del centenario scrisse, tra il 1994 e il 1995, ripercorrendo in un viaggio lo stesso tragitto del noto pioniere italiano.

Fotografie di Gianluca Fiesoli.
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Addis Abeba ( Etiopia )1994.

Ripercorrere a distanza di tanti anni la spedizione di Vittorio Bottego sul fiume Omo, una delle punte di diamante delle esplorazioni italiane, per un viaggiatore può essere comunque un esperienza di grande interesse e notevole suggestione.
I motivi e le tematiche di questa spedizione sono molteplici, a cominciare da quelli etnici, ambientali, antropologici, per finire agli storiografici.

LE VISIONI AMBIENTALI.

L’ Etiopia è parte dell’ Africa orientale a ridosso dei lati superiori del Corno d’ Africa, mantenendo una tendenza tabulare omogenea che però viene frequentemente sezionata da valli e canyon dove trovano assetto i laghi.
Sono d’ importante entità le propagazioni di insediamenti lavici che digradano con ripidezza nella parte sudovest del Paese, spesso sovrastate dall’ Amba il cui significato in amarico è altura, l’ elemento specifico della morfologia etiope. Quasi sempre di enorme vastità e desolate, sono molto fotogeniche, punteggiate da enormi euforbie uniche nella sua tipica forma di candelabro, similari ai più conosciuti cactus e collocate sempre vicino alle aloe, le acacie e i ginepri.
Il bacino idrografico dell’ Etiopia mette in risalto una peculiarità forse unica nel panorama africano: infatti, oltre a dar vita al Nilo nella parte nord del territorio, nelle sezioni meridionali ( Fossa Galla ) insieme al fiume Omo sono ospitati i laghi di estrazione vulcanica come lo Stefania, il Turkana, il Chamo, l’ Abaya, e numerosi altri che appartengono alla Rift Valley, quel complesso sistema di concave fratture la cui origine risale a 25 milioni di anni fa.
Questa spaccatura della litosfera, ossia la crosta terrestre, taglia verticalmente il continente dal Mar Rosso proseguendo per circa novemila chilometri.
Da tali moti tettonici, i quali scatenarono tra l?altro la separazione dell?Africa dall?Asia, i blocchi continentali galleggianti sul magma liquido a sua volta scontrandosi fecero precipitare l?uno nel mantello interno e il rimanente creò poderosi apparati vulcanici.
Questa in sintesi la dinamica della formazione della Rift Valley, dove i corsi d?acqua non avendo nessun sbocco immediato verso il mare hanno generato estesi laghi.
L?esistenza della diversificazione ambientale porta come risultato una fauna ricca e variata, dove la disposizione di parchi nazionali è ancora approssimativa. Gl’  impianti turistici sono pressoché inesistenti, alimentando così una forma animale totalmente differente dai vicini rifugi tanzaniani o kenioti.
Nell’ acrocoro etiopico, il grandioso altopiano con orli montagnosi, spiccano buoi, avvoltoi, dik-dik, gazzelle, zebre, e negl’ avvallamenti paludosi vivono in assoluta libertà coccodrilli e ippopotami. Lungo le rive dei bacini lacustri e nelle piane, eland, flamingos, struzzi, regalano uno spettacolo naturalistico festoso.

IL VILLAGGIO: L’ ANIMA DELLE POPOLAZIONI.

Sotto il profilo dei caratteri etnici il paese è un vero mosaico. Il protrarsi di elementi di cultura e soprattutto con principi differenti ha costituito assimilazioni ma non ha prodotto nessun livellamento. La struttura patriarcale è la condizione di base di tutti i raggruppamenti umani dove ruota la formazione della società, perciò la famiglia è quasi sempre numerosa. Malgrado flebili segnali di civilizzazione moderna siano in atto, le figure distintive delle razze sono in gran parte arcaiche.
Le unità insediate si disperdono nell’ enormità, la durezza del territorio rurale e la povertà, aumentandone così la segregazione, mentre il naturale sviluppo è fortemente ostacolato dalla difficoltà di comunicazione che porta ad annullare qualsiasi tentativo di relazione sociale al di fuori della loro area di appartenenza.
Per questo motivo il mercato diventa un punto d?incontro importantissimo e si svolge generalmente una volta alla settimana nei centri maggiori, quasi sempre lo stesso giorno e intitolato con il nome di esso. La gente vi arriva da lontano, incamminandosi a notte inoltrata e per l?occasione cercano di trattenersi più a lungo possibile,  ma al calare del sole devono rientrare nelle capanne di provenienza.
Con una adesione assoluta, il mercato è il luogo di scambio per modeste merci artigianali , senza eccessiva distinzione, in cui trovano la vendita il surplus cerealicolo, il tegg ( idromele ), l’ ingera ( la foglia spugnosa di pane ),il sorgo e la negoziazione del bestiame.
Dimaka, Jinka, Arba Minch, Maji e Dorze sono i luoghi di maggiore contrattazione e scambio.
Se il mercato è l’ unica possibilità per ampliare la potenzialità delle relazioni, il villaggio rimane con le sue limitazioni l’ anima di ogni gruppo razziale. La ripartizione è priva di regole ben precise e talvolta derivate anche da fattori climatici: nell?arida steppa è distribuito compattamente, mentre nei freschi rilievi collinari ha una tendenza ad allargarsi.
Sull’ altipiano della regione del Goggiam i locali hanno una disciplina fuori della normalità, avendo nell?ordine e l’ assenza di sporcizia l’ elemento costitutivo di raffinatezza che non si ritrova nelle altre zone.
Prima della riforma agraria ogni villaggio aveva un suo Umland con il quale istituiva un?unità indivisibile e formava a sua volta con altri collocamenti abitativi l’ Agher, il quale dipendeva da un capo oppure da una dinastia.
L’ Agher è un antichissima occupazione dei terreni che scaturirono la formula Rest della proprietà terriera.
Si basava sul diritto ereditario e i nuclei familiari esercitavano la podestà sopra l’ appezzamento da coltivare e veniva assegnato secondo avvicendamenti pluriennali.
Le metamorfosi politiche, l’ espansioni demografiche e i primordi della civiltà hanno cambiato nel tempo questi criteri.
Le capanne hanno delle varianti, ma nelle più comuni prevale una costruzione combinata da un impasto argilloso con erbe e rami. Circolari e con il caratteristico tetto conico ( tucul ) le rendono pratiche e per certi versi pittoresche
Nei villaggi emergono ampi spazi per la battitura dei cereali, una prerogativa collettiva ma che non offre nessuna altra tipologia lavorativa.
Alcuni dati statistici degl’ ultimi decenni hanno portato alla realtà un fenomeno negativo: l’ urbanesimo. Una massa umana che va ad aggravare le città del nord più evolute, soprattutto nella zona della capitale, dove sono sorti ghetti periferici appesantiti da quella che è stata una sfibrante guerra con l’ Eritrea e numerose siccità.
Nonostante tutto l’ esodo dalle campagne non è ancora di dimensioni preoccupanti e la trasformazione agraria ha stravolto completamente il sistema produttivo. L’ urbanesimo ha portato però una tendenza generale nelle città ad afferrare e attingere gusti, usanze, status symbol di provenienza occidentale a scapito dei costumi e delle tradizioni locali.

Senza titolo-2I GRUPPI ETNICI DEL IL BASSO CORSO DELL’OMO.

Arba Minch è l’ ultimo avamposto civile per rifornirsi di approvvigionamenti e benzina prima di discendere l?altopiano e raggiungere la valle dell’ Omo. La cittadina sorge sul lago Abaya che Bottego ribattezzo Regina Margherita, precedentemente nominato Pagadè.
Dirigendosi verso JInka, dopo settanta chilometri di pista ghiaiosa, s?incontrano i Konso, una specie negroide che conservano tuttora vecchie consuetudini popolari come l?adorazione di Uaca, il Dio del cielo, accompagnate soventemente da rituali magici.
I loro corpi esaltano una vitalità muscolare che li rende agili negli spostamenti, mentre le donne si ornano con monili di pregevole fattura, adornando le membra e il volto.
Ottimi contadini, coltivano il mais e le tombe evidenziano un lavoro scultoreo non indifferente, ma i capifamiglia sono sempre molto restii a farle visitare ad estranei, poiché nutrono un forte rispetto per i loro antenati.
Vestono con tele cotonose, l’ Uomo ha una pelle scura e ben modellata, abili cacciatori, gli studiosi sostengono che i presupposti della loro organizzazione sociale all’ interno della tribù siano state introdotte dai conquistatori Galla.
Vivono in capanne di paglia e nel cardine estremo spesso infilano recipienti di terracotta.
Capitan Bottego ricordava nei suoi taccuini di viaggio la sua titubanza per l?asprezza caratteriale dei Karo. Oggi dopo un secolo sono rimasti solamente qualche migliaio, pescatori, navigano il fiume con imbarcazioni create da tronchi di albero, remando con levigate pagaie.
Bassi indigeni, i Karo hanno una forte propensione per la decorazione corporea, in special modo attorno agl?occhi e sulla fronte. Le femmine sono abbigliate con pellame di capra che ha una funzione di gonna, mostrano i seni, sovrastati da numerose collane, mentre i capelli sono impomatati con grasso animale. Visi rotondi, non di rado hanno un chiodo infilato nel labbro inferiore.
Nel panorama etnico dell?Omo, gli Hamer presentano delle caratteristiche che sono assenti nei gruppi attigui. Questa popolazione è dedita alla pastorizia: nomadi all? eterna ricerca di possibili fiorenti pascoli e abbeveratoi per calmare la sete delle mandrie.
Essendo in continuo movimento gli Hamer non costruiscono agglomerati stabili, le loro dimore non sono mai numerose e sono delineate da intrecci spinosi che distruggeranno prima di iniziare ulteriori spostamenti.
La donna veste con pellame appesantito da numerosi vezzi metallici, mentre i seni sono quasi sempre formosi. Le nubili hanno una bizzarra visiera che viene chiamata Kallè, i capelli sono sempre a zazzera con una cascata di treccine.
Le incisioni sotto pelle indicano il ? ceto ? di appartenenza, mentre l?estetica corporea espone energiche e irregolari forme: talune slanciate altre tozze e robuste. La faccia ha tratti somatici fini ma non negroidi, dove spicca una bocca con labbra molto carnose di chiara impronta sensuale.
Senza alcuna ombra di dubbio i Mursi o Mauyù odierni hanno imparato molto bene certe intenzioni malvagie di scaltrezza e furbizia. Renitenti nel farsi vedere sono pienamente coscienti di poter sfruttare la loro singolarità, il piattello labiale, e perciò non riescono ad avere un contatto sereno con l?esterno.
Spesso sono stati accusati di aver rapinato i pochi stranieri che giungono quaggiù, lo stesso Renzo Milanesio lo racconta in libro del 1987.
Questo gruppo esercita un forte fascino, praticano la poligamia, umili lavoratori, usano con innegabile maestria le lance e i bastoni, adesso sostituiti con i kalashikov.
Le donne esibiscono il disco argilloso che viene inserito dopo essere stato inciso da segni indecifrabili nel labbro inferiore, quando ancora sono fanciulle. Man mano che passa il tempo lo sostituiscono con altri più grandi e nelle operazioni vengono anche estratti quattro o cinque denti della divisione frontale.
Il medesimo procedimento avviene per le orecchie.
Spoglio di corollari l’ Omo Mursi stravede per l’ inusuale abbellimento, poiché esso aggiunge una carica di attrattiva sessuale, mentre la donna è stimolata perché più grande sarà il piattello, maggiori saranno le speranze di conquistare un marito.
I Galeb sono un clan seminomade: le capanne sono disposte a cerchio chiuso, i tetti appiastrati di stracci, vivono nelle aride piane del sud, dove in estate la temperatura raggiunge anche cinquanta gradi. Un portatore mi spiegava che praticano ancora la clitoridectomia, un usanza atavica che si svolge in primavera alle ragazze molto giovani.
Anche i piccoli Bume vivono accanto alle correnti rossastre del fiume Omo: lineamenti marcati, zigomi prominenti, adornano la parte parietale con anelli di piombo.
Risalendo la pista sassosa della catena dei monti Nyalibong, non lontano dal Sudan, i pochi BodyMursi accolgono gli estranei con molta diffidenza: vestiari variopinti, questo sottogruppo è da sempre in contrasto con i cugini OmoMursi.
Attraversando il Sagan, un bassopiano brullo e torrido s’ incontrano i pacifici Benna: vivono molto isolati e hanno rari contatti con gli altri gruppi. Vestiti analogamente ai Konso portano una zucca vuota come fosse un cappello. Idolatri parlano un linguaggio di difficile comprensione.
Infine i Surma, pittori del corpo con grafici e scarificazioni di un lessico estetico. Questa tradizione di pittura corporale era già in uso in epoche molto remote, quando veniva sparsa l’ ocra rossa sui morti con l’ intenzione di ridargli una nuova esistenza. La scarificazione e la pittura in questo caso coesistano: se la prima è immutabile, un incisione sottocutanea che provoca la formazione di una cicatrice e riveste un ruolo personale identificativo, la seconda svolge un esercizio fugace e tramutabile.
Tutto questo è il risultato multifunzionale che può investire qualsiasi tema con un valore filosofico culturale o puramente artistico.
I Surma come i Dogon nel Mali, fanno parte di quelle ristrette etnie che vivono in spazi dimenticati e inospitali, ma che non vogliono distaccarsi da particolari leggende.
L’ uomo brandisce un bacchio di legno molto resistente, il quale viene impiegato per conquistare una sposa o combattere un dissenso eterno con il gruppo dei Bume.
I duelli  donga si compiono dopo la stagione delle piogge. Al centro della comunità, accerchiati da tutti i componenti del villaggio, si sfidano senza uccidersi in infiniti combattimenti.
I guerrieri Surma vivono ancora nel Kibish e sulle alture del Cormo, ma è facile vederli attraversare il fiume Omo.

IL LAGO TURKANA E LO STEFANIA.

Turmi, Etiopia 1995.

Raggiungere il Turkana porta un intima soddisfazione: dopo tanti faticosi chilometri di pista questo immenso lago appartiene quasi completamente al Kenia. Alimentato da tre fiumi, Turkwell, Omo e Kibisch, nel salmastro bacino endoreico si alzano isolotti di origine vulcanica. Le acque si riducono progressivamente a causa di una forte evaporazione aumentandone pertanto la salinità.
L’ ex lago Rodolfo è stato scoperto nel lontano 1888 da una spedizione austro-ungarica e venne così chiamato in ossequio del Principe di Asburgo che aveva finanziato la spedizione.
Oggetto di studio per i paleontologici, sono stati ritrovati fossili utili alla documentazione delle tappe evolutive degl?ominidi.
Nell’ area occidentale del Sidama è stato rinvenuto uno scheletro pressoché integro di Homo Erectus, datato 1,6 milioni di anni. Anche la foce dell’ Omo ha fatto ritrovare elementi interessanti di Homo Abilis: crani di uomini anatomicamente moderni.
Qui vivono il gruppo etnico dei Turkana, pastori nomadi che appartengono al grande ceppo dei niloto-camiti, più noti come camitoidi, e sparsi in Sudan, Kenia e Uganda.
Omaggiano le divinità iraniche e solari, espongono i cadaveri dei loro cari senza sotterrarli , sono riconoscibili per le elaborate acconciature maschili.
I loro idiomi, sono il Mekan e il Bekko due eloquenze monosillabiche con mancanza grammaticale.
Gli autoctoni lo chiamano Basso Ebor,  Acqua Bianca, però il lago Stefania è una stupenda depressione di sedimenti acquatici. Addentrandosi si gioisce di un panorama estremamente emotivo, il quale ti consente di vivere momenti di libertà psicologica.
Infiniti silenzi dominano la piana crepata da un rovente sole, intanto che all’ orizzonte laddove il cielo e la terra si uniscono , nasce il miraggio, quel fenomeno dovuto alla rifrazione atmosferica e a un totale riflesso, per cui sembra di vedere l’ acqua ma è soltanto un illusione…….
Il lago Stefania riesce a far sostenere alcune disinvolte sensazioni che solo la bellezza di una Natura perfettamente intatta è capace di offrire all’ Essere Umano.

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VITTORIO BOTTEGO IL PIONIERE PATRIOTTICO.

Vittorio Bottego, parmense, nacque nel 1860. Giovanissimo iniziò la carriera militare. Di carattere ambizioso, versatile, molto orgoglioso, aveva delle ottime qualità organizzative e soprattutto coraggioso.  Di lui si narra che niente gli faceva paura fino a tal punto di soprannominarlo il Leone del Giuba.

A soli 17 anni era già Ufficiale di Artiglieria e venne mandato in Eritrea per svolgere delle ricerche scientifiche. Conquistò Cheren dopo la campagna di Saati e fece una pericolosa spedizione in Dancalia.
Pochi anni dopo divenne Capitano e socio del Bollettino della Società Geografica da cui riuscì ad ottenere un cospicuo finanziamento per l’ esplorazione del Giuba.

Una vita avventurosa e molto intensa, con il solo amore di Corinna una fanciulla fiorentina che però non riuscì a fermarlo per un ritorno in Africa.
Per scopi militari, politici, geografici e di studio raggiunse il Basso Corso dell’ Omo appurando che il misterioso fiume sfocia nel lago Rodolfo, coronando così quello che definiva il sogno della sua vita.
Ma la sfortuna volle che sulla via del ritorno l’ esploratore e i suoi ascari vennero circondati dagl’ uomini del Negus Menelik. Tentò di aprirsi un varco con uno scontro a viso aperto, come era poi nel suo carattere, ma il suo destino terminò sul Daga Roba.
I dettagli di questa tragedia li racconteranno più tardi gl’ unici due superstiti, Citerni e Vannutelli.  Un bellissimo racconto nel libro “ L’ Omo, viaggio di esplorazione nell’ Africa Orientale “ edito nel maggio del 1899 a Milano.
Ma l’ Etiopia ha visto scorrere molto sangue italiano: Sacconi e Porto morirono nel bollente Ogaden e in Harar.  Il principe Ruspoli perì alle sorgenti del Giuba, il Marchese Antinori in una battuta di caccia.

Il Conte Antonelli e Maria Giulietti nel terribile deserto della Dancalia, uccisi con la loro missione da cruenti banditi che gli tesero un trappola.
Vittorio Bottego è forse la massima espressione del pionierismo italiano ed è stato insignito medaglia d’ oro al valore militare.

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Parigi, addio agl’ antichi librai.


In un mondo sempre più tecnologico dove il virtuale e lo sfrenato modernismo la fanno da padrone, alcuni mestieri stanno giungendo lentamente al capolinea, soppiantati anche da una crisi settoriale.
Parigi come Firenze, quest’ ultima soventemente chiude botteghe e artigiani storici per far posto a orribili fast food o quant’ altro.
Nella metropoli francese l’ Unesco da tempo ha decretato i librai sul
lungosenna Patrimonio dell’ Umanità. Persone che hanno dedicato la
loro vita alla cultura e alla passione di pubblicazioni talvolta rarissime e preziose, ma adesso potrebbe non più bastare.
Venditori ambulanti che sullo straordinario belvedere del placido scorrere del fiume, al freddo e al caldo espongono sulle tipiche bancarelle verdi
quello che il tempo sembra aver dimenticato e che furono in passato anche punto d’ incontro di artisti ed esponenti della letteratura.
I ” bouquinistes ” francesi non hanno mai ricavato enormi profitti da questa occupazione, come lo è la cultura in genere. Adesso sono in molti
che per campare devono vendere statuette, manifesti e gadget di ogni tipo, dove le orde umane del turismo preferiscono un genere materiale di
qualunquismo ad uso e getta, a dispetto di un vero approfondimento letterale.
E’ la spietata Legge del mercato che qualcuno lo definirà globale….
Le nuove generazioni ambiscono a lavori più sicuri e magari con tanto di pensione assicurata per cui il ricambio diventa difficile, ma anche chi ha
voglia di intraprendere questa attività incontra notevoli ostacoli per le lungaggini burocratiche e regolamenti dove sembra che i controlli
difettano da parte del Comune.
Hemingway scrisse in uno dei suoi libri: ” Per Parigi non vi sarà mai fine….” ed aveva ragione visto che il ” fiore all’ occhiello della Francia ” è riuscita a sopravvivere anche alla tragica e cruenta epoca del Nazismo. Ma la Capitale per eccellenza dell’ Arte e dei Musei negl’ ultimi decenni ha subito una metamorfosi vistosa, con la complicità di saper essere in alcune zone del centro effimera e un pò volgare, esibendo diversi sexyshop e ambigui locali d’ alto bordo.
La deformazione, talvolta massificata, non si fermerà: ( vedi la Piramide all’ interno della regalità di Place de Louvre, tanto per dirne una,
sopratutto discutibile sul piano architettonico e dell’ estetica ) e farà sì che riesca a ” catturare ” gl’ ultimi amanti di una tradizione che
stimolava l’ intelletto dei parigini e non solo.

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Foto: Parigi, sulla Senna, 2005 – Fiesoli ©.
Riferimenti: Parigi.

Sabbia bianca……

La brezza soffia delicatamente, il silenzio ti avvolge come non volesse mai lasciarti, l’ imponenza degli spazi rivela l’ energia ambientale con un senso quasi epico. Il bianco immacolato e luccicante della dune a mezzodì si tramuta incredibilmente al crepuscolo in diverse sfumature di colori pastello, le quali riscaldano quei disegni e foggie impregnati di astrattismo che potrebbero accostarsi a pitture informali e materiche. Le creste e i profili sabbiosi s’ intrecciano, si rincorrono come un gioco suadente che soltanto la Natura può regalarti, le ombre diventano intense con il calar della luce e le venature sembrano essere più profonde…….. l’ Uomo non potrà mai arrivare a così tanto….. E’ una sensazione stupenda, una gioia per gl’ occhi e per i pensieri che volano lontano. Per un attimo viene voglia di costruirsi un castello di sogni che ti lasciano completamente meditabondo davanti alla straordinarietà del paesaggio. Ovunque ti giri c’ è sabbia bianca………il Tularosa Basin, cuore selvaggio di questi meravigliosi luoghi, si estende alla fine dell’ arido deserto del Chihuan mentre all’ orizzonte si staglia la sagoma oscura e frastagliata delle Sacramento Mountains, che con i loro ottomila piedi di elevatezza sovrastano il desolato Alkali Flat, tutt’ora chiuso per esperimenti missilistici che si svolgono ogni settimana sotto il controllo della Holloman Base. Ci sono voluti ben oltre duecento milioni di anni, solfato di calcio, pietra di gesso, erosi da continue correnti del SouthWest insieme alla complicità delle piogge e della neve che li dissolvono dalle rocce per depositarli a livelli inferiori. Dune trasversali, dune paraboliche, crescenti e a forma di cupola caratterizzano questa particolare area geologica. Diverse miglia a sud il grande Lake Lucero, il punto più basso di tutto il bacino che occasionalmente si riempie di acqua e poi dopo una lenta evaporazione il gesso si lascia cadere sulla superficie. La stagione umida cristallizza questi sedimenti i quali vengono chiamati seleniti, poi gl’ elementi naturali li disintegrano spazzandoli via con il vento e li accumula in miliardi di particelle che formano nei secoli le collinette sabbiose. Un Kit Fox mi osserva incuriosito a debita distanza da dietro una spinosa Yucca mentre un Lizard si affanna a crearsi una piccola buca che sarà la tana per la notte…. E’ già tempo di ritornare.

Continua a leggere “Sabbia bianca……”

Aerei e aereporti: arrivano le nuove norme UE in vigore da lunedì prossimo.


Da Lunedì 6 novembre 2006 entrano in vigore le nuove regole di sicurezza negl? aeroporti. Diverse le novità tutte operative nell? Unione Europea. Per ulteriori informazioni consultare il sito web dell? Enac ( http://www.enac-italia.it ) Ente Nazionale Aviazione Civile.
Qui sotto il regolamento sia per i bagagli a mano che per quelli della stiva con cosa cambierà e cosa rimarrà invariato.

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Nuove Regole di Sicurezza negli Aeroporti dell’ Unione Europea.

Al fine di proteggere i passeggeri dalla nuova minaccia terroristica
costituita dagli esplosivi in forma liquida, l’ Unione Europea (UE)
ha adottato nuove regole di sicurezza che limitano la quantità di sostanze liquide al di fuori del sacchetto.
Non sono soggetti a limitazione di volume, le medicine
ed i liquidi prescritti a fini dietetici, come gli alimenti per bambini.

In Aeroporto Al fine di agevolare i controlli è obbligatorio:

presentare agli addetti ai controlli di sicurezza tutti i liquidi
trasportati come bagaglio a mano, affinché siano esaminati;

togliersi giacca e soprabito: essi verranno sottoposti
separatamente ad ispezione;

estrarre dal bagaglio a mano i computer portatili e gli altri
dispositivi elettrici ed elettronici di grande dimensione. Essi
verranno ispezionati separatamente rispetto al bagaglio a mano.

I liquidi comprendono:

* acqua ed altre bevande, minestre, sciroppi
* creme, lozioni ed olii
* profumi
* sprays
* gel, inclusi quelli per i capelli e per la doccia.
* contenuto di recipienti sotto pressione, incluse schiume da barba,
altre schiume e deodoranti
* sostanze in pasta, incluso dentifricio
* miscele di liquidi e solidi
* mascara
* ogni altro prodotto di analoga consistenza.

COSA NON CAMBIERA’ CON QUESTE NORME:

E’ ancora possibile:

trasportare liquidi all’ interno del bagaglio da stiva (come
già accennato, le nuove regole riguardano solo il bagaglio a
mano);

trasportare, all’ interno del bagaglio a mano, possibilmente
limitandoli a quanto necessario per il viaggio aereo,
medicinali e prodotti dietetici, come gli alimenti per
bambini. Potrebbe essere necessario fornire prova
dell? effettiva necessità ed autenticità di tali articoli;

comprare liquidi come bevande e profumi, conservandone la
prova d’ acquisto, nei negozi, nei Duty Free situati oltre i
punti di controllo di sicurezza, ed a bordo degli aeromobili
utilizzati dalle Compagnie Aeree dell?Unione Europea. I
prodotti acquistati presso i Duty Free ed a bordo dei suddetti
aeromobili saranno consegnati in sacchetti sigillati che si
consiglia di non aprire prima di essere arrivati alla
destinazione finale. In caso contrario, transitando presso gli
eventuali aeroporti intermedi, i liquidi acquistati potrebbero
essere sequestrati ai controlli di sicurezza.

Tutti questi liquidi sono in aggiunta alle quantità che devono
essere contenute nel sacchetto di plastica trasparente e
richiudibile precedentemente menzionato.

In caso di dubbi, prima di intraprendere il viaggio è bene
rivolgersi alla propria compagnia aerea o agente di viaggio.

Si prega di essere cortesi e di collaborare con gli addetti alla
sicurezza ed il personale della compagnia aerea.

Questo documento è stato sviluppato sulla base dell’informativa
“New EU Security Rules at Airports – A Brief guide to help you
? elaborato dalla Commissione Europea,
dall’ Associazione delle Compagnie Aeree Europee e dall?Associazione
Internazionale degli Aeroporti. Il suo contenuto è informativo e
sintetizza gli elementi principali contenuti nella normativa UE;
ogni azione legale o reclamo, pertanto, dovrà basarsi unicamente
sull’ effettivo testo di legge (Reg. CE 1546/2006 del 4 ottobre 2006).

Ente Nazionale per l’Aviazione Civile

Regole di Sicurezza negli Aeroporti

E’ CONSENTITO il trasporto in cabina dei seguenti articoli:

un bagaglio a mano, la cui somma delle dimensioni non superi
complessivamente i 115 cm.

Dal 6 maggio 2007 le dimensioni del bagaglio a mano non
dovranno essere superiori a 56 cm x 45 cm. x 25 cm.

Le dimensioni includono le maniglie, cinghie, fasce, tasche, ruote ed ogni altro
oggetto sporgente, incluso il contenuto sporgente della borsa
medesima).

una borsetta o borsa porta documenti o personal computer portatile

un apparecchio fotografico, videocamera o lettore di CD

un soprabito o impermeabile

un ombrello o bastone da passeggio

un paio di stampelle o altro mezzo per deambulare

articoli da lettura per il viaggio

culla portatile/passeggino e latte/cibo per bambini, necessario
per il viaggio

articoli acquistati presso i duty free ed esercizi commerciali
all ‘ interno dell’ aeroporto e sugli aeromobili (in quantità e peso
limitati)

medicinali liquidi/solidi indispensabili per scopi
medico-terapeutici e dietetici strettamente personali e necessari
per la durata del viaggio. Per quanto riguarda i predetti
medicinali liquidi è necessaria apposita prescrizione medica

liquidi, contenuti in recipienti individuali di capacità non
superiore a 100 millilitri o equivalente (es. 100 grammi), da
trasportare in una busta/sacchetto/borsa di plastica trasparente,
richiudibile, completamente chiusa, di capacità non eccedente 1
litro (ovvero di dimensioni pari, ad esempio, a circa cm 18 x 20)
separatamente dall? altro bagaglio a mano.

I liquidi in questione comprendono: acqua ed altre
bevande, minestre, sciroppi, creme, lozioni ed olii, profumi,
sprays, gel, inclusi quelli per i capelli e per la doccia, contenuto
di recipienti sotto pressione, incluse schiume da barba, altre
schiume e deodoranti, sostanze in pasta, incluso dentifricio,
miscele di liquidi e solidi, mascara, ogni altro prodotto di analoga
consistenza.

Per busta di plastica e sacchetto trasparente richiudibile deve
intendersi un contenitore che consente di vedere facilmente il
contenuto, senza che sia necessario aprirlo e che sia dotato di un
sistema integralmente sigillante, come zip oppure chiusure a
pressione o comunque una chiusura che dopo essere stata aperta possa essere richiusa.

E’ VIETATO il trasporto in cabina dei seguenti articoli:

? Pistole, armi da fuoco e altre armi

tutte le armi da fuoco (pistole, rivoltelle, carabine, fucili, ecc.)

? repliche e imitazioni di armi da fuoco

? componenti di armi da fuoco (eccetto dispositivi di visione
telescopica )

? pistole e carabine ad aria e fucili a pallini

? pistole lanciarazzi e pistole per starter e armi giocattolo di ogni tipo

? pistole a sfere (ball bearing gun)

? pistole industriali con dardi e pistole fissachiodi

? balestre e fionde

? lanciarpioni e fucili subacquei

? strumenti per uccidere gli animali senza dolore (humane killer )

? dispositivi per stordire o scioccare, quali fruste elettriche per
vaccai, armi balistiche ad energia proiettata (laser)

? accendini in forma di arma da fuoco

? Armi appuntite o con spigoli e oggetti taglienti

? asce, accette, frecce e dardi.

? Ramponi, arpioni e fiocine

? piccozze da ghiaccio e rompighiaccio (arnesi a punta)

? pattini su ghiaccio

? temperini e coltelli a serramanico con lame di qualsiasi lunghezza – coltelli, fra cui
? coltelli cerimoniali, con lame pari o superiori a 6 cm., di metallo o di qualsiasi altro
? materiale sufficientemente robusto da farne armi potenziali.

? mannaie da macellaio

? machete

? rasoi aperti e lamette (eccetto rasoi di sicurezza o usa e getta
? con lame incorporate nella cartuccia)

? sciabole, spade e bastoni da stocco

? bisturi

? forbici con lame pari o superiori a 6 cm di lunghezza

? racchette da sci e bastoni da passeggio e per escursionismo

? stelle da lancio.

? attrezzi che possono essere usati come armi a punta o a spigolo,
? p.es. trapani e punte di trapano, cutter, coltelli utensili, tutte
? le seghe, cacciaviti, piedi di porco, martelli, pinze, chiavi
inglesi, lanciafiamme

? Strumenti smussati

? mazze da baseball e da softball

? mazze o bastoni (rigidi o flessibili), manganelli,
? sfollagente e affini

? mazze da cricket e mazze da golf e mazze da hockey / mazze da lacrosse

? pagaie per kayak e canoe

? skate-board

? stecche da biliardo e affini

? canne da pesca

? equipaggiamenti per arti marziali, p.es. tirapugni, mazze,
? corpi contundenti, rice flail, num chuck, kubaton, kubasaunt.

? Esplosivi e sostanze infiammabili

? munizioni

? detonator

? detonatori e micce.

? esplosivi e dispositivi esplosivi

? repliche o imitazioni di materiali o dispositivi esplosivi

? mine ed altri rifornimenti militari esplosivi e granate di tutti i tipi.

? gas e contenitori di gas, p.es. butano, propano, acetilene,
? ossigeno (in grosse quantità)

fuochi d? artificio, razzi di qualsiasi tipo ed altri articoli
pirotecnici (fra cui petardi e cartucce giocattolo)

fiammiferi non di sicurezza

candelotti o cartucce da fumo

combustibili liquidi infiammabili, p.es. benzina, gasolio,
combustibile per accendini, alcool, etanol

vernice a spruzzo con aerosol
acquaragia e solvente di vernice

bevande alcoliche con contenuto di alcool superiore a 70 gradi.

Sostanze chimiche e tossiche.

acidi e alcali, p.es. batterie bagnate versabili

sostanze corrosive o candeggianti, p.es. mercurio, candeggina

spray disabilitanti o immobilizzanti, p.es. mace, pepper spray,
gas lacrimogeno

materiale radioattivo, p.es. isotopi medici o commerciali

veleni

materiali infettivi o pericolosi, p.es. sangue infettato, batteri
e virus

materiali ad accensione o combustione spontanea

estintori

Liquidi, acqua ed altre bevande, minestre, sciroppi

creme, lozioni ed olii e profumi, sprays

gel, inclusi quelli per i capelli e per la doccia.

contenuto di recipienti sotto pressione, incluse schiume da barba,
altre schiume e deodoranti

sostanze in pasta, incluso dentifricio e miscele di liquidi e solidi

mascara-

Inoltre ogni altro prodotto di analoga consistenza.

a meno che tali liquidi non siano contenuti in recipienti individuali di
capacità non superiore a 100 millilitri o equivalente (es. 100 grammi),
da trasportare in una busta/sacchetto/borsa di plastica trasparente,
richiudibile, completamente chiusa, di capacità non eccedente 1 litro
(ovvero di dimensioni pari, ad esempio, a circa cm 18 x 20)
separatamente dall?altro bagaglio a mano.

Per busta/sacchetto/busta di plastica trasparente richiudibile deve
intendersi un contenitore che consente di vedere facilmente il
contenuto, senza che sia necessario aprirlo e che sia dotato di un
sistema integralmente sigillante, come zip oppure chiusure a pressione o
comunque una chiusura che dopo essere stata aperta possa essere richiusa.

E’ VIETATO il trasporto nella stiva dei seguenti articoli:

esplosivi, fra cui detonatori, micce, granate, mine ed esplosivi

gas compressi (infiammabili, non infiammabili, refrigeranti,
irritanti e velenosi) come i gas da campeggio, bombolette spray
per difesa personale, pistole lanciarazzi e pistole per starter

sostanze infiammabili (liquide e solide) compreso alcool superiore
a 70 gradi; sostanze infettive e velenose

sostanze corrosive e sostanze radioattive

sostanze ossidanti e sostanze magnetizzanti

congegni di allarme e torcia subacquea con batterie inserite.

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Foto: un 747 della Singapore Airlines – Fiesoli ©.
Riferimenti: Nuovo regolamento UE.

Niger, rapiti e ritrovati 21 italiani.

Continuano i problemi dei turisti italiani e non solo all’ estero. Al confine tra il Niger e il Ciad, in una zona remota sarebbero stati rapiti una ventina di turisti nel Sahara meridionale. Anche se non è chiara ancora la dinamica, vista la frammentazione delle notizie che arrivano sull’ accaduto, la comitiva sarebbe stata assaltata circa 24 ore fa.
Un cittadino tedesco che faceva parte della spedizione è riuscito a sfuggire all’ assalto dei banditi ed ha avvisato le autorità locali.
La Farnesina ha immeditamente attivato un numero telefonico per chi come parenti o familiari vogliono sapere dei possibili aggiornamenti sulla vicenda. Il numero è 06 – 36225.
Oltre agl’ italiani nel gruppo ci sarebbero altre persone di varie nazionalità.
Poi la Farnesina ha poi reso noto che il gruppo è stato ritrovato.

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Riferimenti: Niger.