Pistorius: secondo gli americani le protesi non portano alcun vantaggio.

Oscar Pistorius non si da per vinto e insieme al suo staff promette battaglia, nonostante la recente decisione dell’ organismo Iaaf che impedisce al sudafricano di gareggiare alle prossime olimpiadi che si terranno in Cina.

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Sorpresa, Marion Jones è negativa nelle contronalisi.

Marion Jones tornerà a correre in tempi brevi e magari con qualche scusa, ma non si esclude del tutto che non cia un ulteriore prova di laboratorio in futuro. La campionessa di Sidney 2000 è risultata negativa al test delle contronalisi dopo che le prime del 23 di giugno ad Indianapolis avevano dato positività all’ Epo. Caso raro e anche un pò strano, ma il secondo campione analizzato ha dato un inequivocabile responso negativo.

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Marion Jones, è doping.


Quella che da tempo era una Regina, e non di bellezza ma di sport, chiacchierata più volte sulla sua condotta morale ed etica, adesso è caduta e rialzarsi sarà più che difficile.
Marion Jones alla soglia dei trentuno anni stavolta riceve la ? medaglia nera ? e il podio ha il colore del fango.
La velocista è stata trovata positiva all? Epo ed è un bruttissimo colpo alla sua carriera se l? abuso di sostanze proibite saranno confermate nelle controanalisi. Si prevedono nell?immediato, rescissioni di contratti, rifiuti di partecipazione a meeting di atletica e anche una forte perdita di soldi. La statunitense rischia una grossa condanna e considerato la non più tenera età è facile intuire che dovrà dire addio alle grandi platee.
Le statistiche delle provette incriminate evidenziano che circa il novanta per cento delle prime prove di laboratorio riconfermano il test accusato nella ” prova del nove ” e quindi ci sono poche possibilità per uscirne pulito. ” L? ardua sentenza ” per l’ icona della corsa si dovrebbe conoscere ai primi di settembre.
Dal altra parte credere sempre in errori quando il doping è diventato quotidianità nello sport è sicuramente un utopia per quanto il fallo possa anche esistere, ma il vizio ha l?inclinazione di prendere il sopravvento quando in ballo ci sono gloria, pubblicità e denaro. E per mantenere questo status di deve ricorrere per forza all? inganno.
Il nome della Jones già in passato era stato sotto ? forte sospetto ? avendo avuto legami sentimentali con personaggi ambigui, ma era sempre stato salvato dalle indagini ufficiali con un po? di fortuna e forse anche di astuzia al momento opportuno. Il caso ? Blanco ?, scandaloso, travolse gli Stati Uniti all?inizio del Nuovo Millennio. Le dichiarazioni di ammissione di uso di sostanze dopanti da parte di Tim Montgomery, suo secondo ex compagno, fecero il giro del Mondo e la vicenda arrivò anche sui banchi politici del Congresso americano ma l? immagine della gazzella del tartan rimase per certi versi immacolata.
Il confine tra colpevolezze e innocenza era sottilissimo quanto bastava per rimanere incolume dalle accuse che correvano striscianti nel grande circo.
Se prima erano dubbi, ora purtroppo sono certezze. Dal altra parte chi esercita o è compiacente alla frode primo o poi alla lunga non può sempre sperare di farla franca o meglio ancora è bene ricordare il più classico dei proverbi. ? Chi va con lo zoppo impara a zoppicare ????
Sicuramente nelle tristi vicende della Jones sono fondamentali i suoi amori che spesso si sono sciolti come neve al sole quando sono cominciati ad arrivare i guai.
Il licenzioso fatto della tre volte oro a Sidney e bronzo nel lungo, splendida atleta sul piano puramente tecnico poiché vincitrice delle corse brevi come i cento metri e quelle medie come la staffetta 4×400, ci induce a delle riflessioni che però hanno un sapore molto amaro.
L? America, una volta era un paese che nelle discipline olimpiche trionfava ovunque. I suoi ? eroi bionici?, spesso di pelle nera, provenienti anche dai bassifondi delle metropoli, erano simbolo dell? abnegazione, di sudore, ore di allenamenti e vincevano con il sorriso sulle labbra. Taluni furono considerati le rivincite dei ? deboli ? in ambito sociale e le distanze apparivano incolmabili. Per anni hanno dominato specialità in cui gl? europei potevano anche non partecipare.
Adesso non è più così. E? crollato come una statua d? argilla il ? mito americano ?, del personaggio che si è fatto da se e che è riuscito ad arrivare su un piedistallo quasi intoccabile. Il business proibito è sporco, a tutti i livelli, menzognero, fittizio, è diventato una sorta di industria di grosse proporzioni che non ne può fare a meno e polverizza, brucia in pochi secondi esseri umani e campioni. Mai come nell? ultimo decennio la lista di colpevoli con magliette a stelle e striscie si è così sensibilmente allungata.
Landis, Gatlin in attesa di giudizio, Montgomery e lo stesso Amstrong, il ? marziano ? delle due ruote che anche se nessuno gli andrà a dissotterrare vecchi spettri di possibile assunzione di eritropoietina, non brillano più negl? annali dei record.
Sono soltanto uomini e donne di cartapesta con sangue alterato e chi ama lo sport deve assistere sempre più attonito e sbigottito.

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Riferimenti: Doping e atletica.

Addio ad Arturo Maffei.

I nostri padri se lo ricorderanno certamente, i più giovani lo avranno visto invece in qualche filmato o fotografia in bianco e nero della televisione italiana.
Arrivò quarto in quelle storiche, ma anche in odor di guerra, Olimpiadi di Berlino del lontano 1936. Allora vinse quel ” mostro sacro ” di Jessie Owens.
Visto che ” volava ” così bene durante la carriera è stato anche portiere di riserva della Fiorentina ma poi non potette conciliare tutte e due le specialità sportive.
E’ morto alla veneranda età di 97 anni Arturo Maffei campione di salto in lungo.

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Riferimenti: Atletica

Baldini, Imperatore della Maratona di Euro 2006.

A trentacinque anni Stefano Baldini ritorna sul trono d’ Europa il cui teatro è la Svezia. Gara di tatticismo oculato fino a pochi chilometri dalla fine, restando sempre nei gruppetti di testa che man mano si scremavano, ma senza farsi prendere dalla frenesia della fuga anticipata. Poi la stoccata nel finale con un vantaggio di circa mezzo minuto sull’elvetico Rothlin e conferma, nonostante il passare degl’ anni, uno straordinario momento di forma fisica e psichica che già aveva preannunciato alla vigilia.
Un successo intelligente anche se duro, dove non sono mancati i soliti problemi di crampi e caratterizzato da un tempo inclemente.
Un trionfo che possiamo definire la splendida copia di Budapest 1998, senza dimenticare l’ oro olimpico di Atene, in quella che viene definita la corsa forse più appassionante e più vera dell’ atletica leggera.
Il corridore a fine gara ha voluto dedicare la vittoria ai genitori.

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Riferimenti: Baldini

Mondiali: si alza la polemica, squalificato Frings.


Si alza la polemica e il clima diventa rovente alla vigilia della partitissima Germania – Italia. La stampa tedesca continua ad accusare la Fgic di essersi intromessa sul caso Frings, ma tutta la faccenda appare una grossa caduta di stile della Fifa e sopratutto di Blatter che rischia di sfociare nel ridicolo. Il cambiare opinione nel giro di poche ore lascia dei dubbi sull’organismo mondiale del calcio.
Per quanto deludente la questione comunque è un punto cardine, al di la dei fatti e di come sono avvenuti, molto importante e che peserà nella sfida in campo che si annuncia accesa e con probabili rancori.
Il giocatore sembrava che non dovesse subire inizialmente alcuna sanzione, poi la commissione disciplinare ha chiesto alla Federazione tedesca e allo stesso giocatore, chiarimenti sugl’incresciosi fatti del dopopartita con l’ Argentina che è finita in una squallida maxirissa verbale con qualche colpo probito nel parapiglia e che ha coinvolto anche alcuni dirigenti e addetti ai lavori.
Non è bastata però dichiarare la negazione di Frings di aver colpito qualcuno, anzi il giocatore la butta sulla legittima difesa e sul fatto di aver messo soltanto le mani avanti per proteggersi. Ma il filmato Sky, ” l’occhio imparziale ” sempre pronto a smentire insieme a decine di telecamere a bordo campo e sugli spalti, e altri innumerevoli cassette televisive messe a disposizione alla commissione, hanno evidenziato un pugno galeotto un pò mosso e indirizzato a Cruz da parte di Torsten Frings che però non è pesantissimo. Il colpo non aveva niente di difensivo ma bensì pare fosse chiaramente intenzionale ed per questo che scattata l’esclusione.
Due giornate di squalifica sull’intenzionalità si possono dare, di cui una poi con la condizionale.
Frings salta la semifinale con l’Italia e la Germania perde una pedina del suo scacchiere poichè l’idolo locale è dotato di grande equilibrio.
Nessuna sanzione invece per Oliver Bierhoff.
Con Archundia a dirigere che sembra non dia assolute garanzie, considerata la grande posta in palio e la rivalità storica, la squalifica di Frings è un ” motivo valido ” per quelli che vogliono far nascere provocazioni durante la gara. Il condizionamento psicologico latente, attuabile con qualche ” errore o svista ” arbitrale, è un anomalia che potrebbe accadere, di cui l’ Avvocato messicano non è del tutto esente in quanto si è già potuto vedere in alcuni precedenti incontri.
Sul piano tecnico la mancanza di Frings nei bianchi è un punto di vantaggio per gl’ Azzurri di Lippi.
Il centrocampista è tra i più completi e i più positivi di quelli che Klinsmann ha a disposizione, anche se va detto che a questi livelli gl’ eventuali sostituti sono pronti a tutto e possono non far rimpiangere i titolari.
Gl’Azzurri intanto si stanno preparando, allenamento con il pubblico, Nesta non ci sarà, dubbi non ancora sciolti per Camoranesi se dovesse giocare.

Riferimenti: Frings

Kenteris e Thanou, ammessa la colpevolezza.

La vicenda è stata molto torbida, furbesca, come quasi tutte quelle che s’ intrecciano con il doping. la Iaaf tramite internet comunica che gl’ atleti K. Kenteris e Ekaterina Thanou hanno confessato e quindi ammesso le loro colpe per aver violato il regolamento antidoping, dove avevano eluso nell’estate del 2004 i controlli, addirittura simulando anche un incidente motociclistico.

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