Vent’ anni dopo, il ritorno di Re Keith.

In due decenni sicuramente cambiano molte cose, ma le aspettative e il fascino rimangono più o meno le stesse. Quel giovane uomo, asciutto, in cui spiccavano glì’ occhiali di stampo intellettuale con i capelli ricciuti che ora sono diventati brizzolati ne ha fatta sicuramente di strada, affermandosi definitivamente come uno dei più grandi artisti jazz.

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Nicola Caglioni, stop di due anni.


La cocaina continua a mietere vittime nell’ ambito del pallone e la Disciplinare prosegue ad infliggere pene esemplari per la tutela dello sport e con l’intento di dissuadere a chi vuole andare incontro a questa strada del tutto sbagliata.
Pena molto pesante per Nicola Caglioni, portiere del Messina di soli ventiquattro anni e da oggi probabilmente un ex se l’ appello non emetterà degli sconti.
La Commissione gli ha inflitto il massimo della condanna, due anni di sospensione e non ha creduto minimamente alle possibili e per certi versi ridicole giustificazioni dell’ atleta supportato dai suoi legali.
Caglioni ha cercato di discolparsi dall’ illecito dichiarando di aver fumato una sigaretta che gli aveva offerto uno sconosciuto.
Scusa banale per chi lo giudicava considerato che fumare cocaina in Italia non è poi così diffuso. Inoltre prova di immaturità del giocatore che non dovrebbe fumare nemmeno il normale tabacco per preservare la sua carriera agonistica, figuriamoci accettarle da un estraneo.

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Riferimenti: Nicola Caglioni, condannato a due anni.

Flachi, due anni di squalifica.

Peggiora la situazione del sampdoriano Francesco Flachi implicato nella vicenda doping, nelle cui analisi furono trovate evidenti tracce di metaboliti di cocaina.
Dopo la sentenza di sedici mesi imposta dal primo grado di giudizio della Disciplinare la Caf ha accolto in pieno l’ appello della Procura antidoping del Coni.
La pena viene aumentata e quindi portata a due anni di squalifica che decorrerà dalla sospensione cautelare avvenuta il 22 febbraio di quest’ anno.
Flachi era già recidivo per altri reati.
La carriera, se non verranno fuori ulteriori elementi a favore del giocatore è veramente a forte rischio.

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Cèzanne, il successo continua anche dopo cento anni.

Che le belle mostre siano una rarità è un dato di fatto e nonostante le grandi promozioni unitamente alle onerose campagne pubblicitarie non sempre raggiungono risultati soddisfacenti. Ma l? Arte ha il suo potere e ripaga quasi sempre quando è d? indiscutibile qualità.
Cèzanne a Firenze, un successo enorme. Facile a dirsi con un genio di tale spessore, illuminazione e profondità culturale ma i numeri vanno al di là delle aspettative. La Fondazione Strozzi a quarantacinque giorni dalla chiusura rileva con soddisfazione che oltre duecentomila visitatori hanno ammirato le tele dell? artista francese e di quelli che hanno provato a ripercorre la sua creatività, in presentazione unica dalle collezioni di Charles Loeser e Paolo Fabbri.
Una media giornaliera di circa duemila spettatori che la inserisce in prima fascia alle esposizioni delle maggiori metropoli europee. Un fiume di persone provenienti da ogni parte del mondo e se consideriamo che Firenze è una tappa quasi obbligatoria per chi ama viaggiare resta sempre e comunque una città a dimensione medio provinciale.
Come ha voluto ribadire il Presidente della Cassa di Risparmio del capoluogo toscano ? L? Arte è un elemento essenziale della nostra vita sociale e come tale deve essere apprezzata e valorizzata fino in fondo ?.
Parole sante ? lo aggiungiamo noi – e speriamo che a queste iniziative ne continuino altre senza perdersi, talvolta, in tediose diatribe politico culturali, le quali porterebbero solo danno a chi vuole fermarsi a conoscere e rivedere l? espressione più autentica dell? Arte stessa.

Qui sotto reinserisco il post che scrissi al momento della apertura dell? esposizione ? link ?
http://gianlucafiesoli.blog.tiscali.it/yd3226035/

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In occasione del centenario dalla sua morte si è aperta da alcuni giorni la straordinaria mostra di Paul Cézanne a Palazzo Strozzi in Firenze.
L’ esposizione, una delle più pregevoli degl’ ultimi anni, ha la particolarità non indifferente di essere riuscita a riunire le notevoli opere delle personali raccolte di Charles Loeser e di Egisto Paolo Fabbri che vennero momentaneamente disperse nel travagliato periodo tra le due grandi Guerre.
Le tavole provengono dalle maggiori pinacoteche del Mondo, pubbliche e private. Non si tratta di una retrospettiva di uno dei maggiori artisti dell’ Ottocento, ma l’ opportunità di un confronto di grande spessore in quella che fu una fervida stagione intellettuale e che ripercorre la storia dei due collezionisti.
Infatti, in sintonia espositiva si possono ammirare importantissime tele di Pissarro, Cassatt, La Farge, Sargent, Matisse e geni italiani della pittura e della scultura, come Rosai, Carena, Ghiglia, Andreotti e Medardo Rosso che hanno poi liberamente interpretato il maestro francese, senza però riuscire a raggiungerne l’ intensità espressiva.
Paul Cézanne è diventato, ma meglio ancora dobbiamo dire totalmente riconosciuto, un ? Mito dell’ Arte ? solamente dopo la fine dell’ esistenza terrena.
Figlio di un banchiere astuto, con il quale ebbe un conflitto non solo generazionale, la figura imponente e autoritaria del Padre lo influenzerà caratterialmente per tutta la Vita. L’ artista però dovrà dire grazie ai genitori per l’ agiatezza che gli consentirono di diventare un esegeta fuori dai tradizionalismi e sopratutto indipendente.
Cézanne, a dispetto della sorte che lo renderà celebre, venne rifiutato e biasimato dall’ Accademia parigina delle Belle Arti, la quale considerò il giovane talento un colorista sproporzionato.
L’ emarginazione, tra l’ altro affrettata, convinse il pittore a intraprendere la strada dell’ autodidatta e ad entrare spesso in forte dissenso con l’ entourage della cultura francese e la stampa.
Nei primi anni della sua parabola artistica fece parte della corrente degl’ Impressionisti esponendo assieme in delle collettive, ma poi sentì la necessità di un graduale distaccamento. Per quanto partecipe anche a livello di pensiero, in lui nacque una sorta di ” ribellione ” che lo portò a scelte coraggiose e per certi versi progressiste. Il bisogno di un evoluzione interiore e artistica sarà un fattore stimolante per estrapolare la linfa della creatività.
Di carattere solitario, spesso riservato nei rapporti con l’ Universo femminile anche quando lo ritraeva, un po’ egocentrico e umorale, alternò i principali lavori nei suoi atelier tra la solare Provenza e Parigi e soventemente ripeteva di voler creare ? un qualcosa di solido che riuscisse a durare nel tempo ?.
Ma poi di questo idealismo ne inventò praticamente uno stile con la forma e lo stravolgimento dello spazio insito nelle composizioni, che vennero successivamente approfondite dal movimento pittorico del Cubismo agl’ albori del ventesimo secolo. Questa scuola lo indica come uno dei promotori dell’ arte moderna.
Paul Cézanne iniziò a dipingere paesaggi dove si denota quasi sempre l’ assenza dell’ Essere umano. L’ idea del paesaggio era contemplativa, con un desiderio intrinseco che raffigurasse la sospensione del tempo. Ne venne fuori un rapporto quasi viscerale con la Natura, e se vogliamo traumatico, poiché nelle svolte della carriera il pittore più volte ritornerà a revisionare l’ ambiente naturale, quasi come non potesse farne a meno.
Non si tratta solo d’ ispirazione, la sua maniera di percepire e di trasportare il disegno sulla tela è istintiva e dettata da una ipersensibilità che sfocia nella realizzazione di un arte nobile e assoluta, dominata da un vortice di colori costruttivi.
In età giovanile dette ampio spazio alla ritrattistica. Visioni cupe di omicidi, stupri, disagi sociali che riflettono paure ed evidenziano la volontà di contestare le ambigue morali nella società borghese. Queste apprensioni riuscirà a superarle più avanti, quando illustra il ciclo delle ? Bagnanti ? affrontando così il confronto diretto della sessualità. Sono acquerelli, dipinti ad olio e disegni a matita più spontanei, brillanti, genuini, con evidenti riferimenti al Neoclassicismo. Inizialmente figure meno sbozzate, poi rettificate ed esposte con un linguaggio corporeo ben modellato e intercalato nei tanto amati sfondi naturali.
Uomini e donne si uniscono, non nel senso del coinvolgimento fisico, ma bensì nella configurazione dell’ anima e lo spirito di un comune accordo.
Poi misurò il concetto del colore e della creatività in splendide e calde nature morte, le quali per la prima volta gli portarono quei giudizi della critica che ammetteva qualità pittoriche fuori dal comune.
E proprio in questo periodo che si estende dal 1880 sino alla morte avvenuta nel 1906 che Cézanne riesce a elargire quella maturità di espressione che fino ad allora non era stata del tutto compresa.
Per quanto nei secoli la natura morta sia stato un tema più che sfruttato, all’ epoca segnò uno sviluppo di realismo, una ventata fresca rispetto alla pittura paesaggistica.
Cézanne ebbe l’ ingegnosità di renderla incredibilmente strabiliante con l’ interdipendenza tra la composizione elementare e la laboriosità della ricchezza che manifestano i valori e le variazioni del cromatismo.
Gli sfumati passaggi di luce, gentilmente intessuti da sapienti pennellate, fanno si che diventino quasi un poetico gioco di riflessi, che non è solo tecnica pittorica ma anche potenza dell’ immaginazione e della fantasia nell’ intelletto. L’ essenzialità dell’ oggettistica si unisce squisitamente e accentua le geometrie dei tavoli, spesso resi più dinamici con la flessuosità di una tenda o di una tovaglia in funzione ornamentale, oppure dall’ esuberanza di un cesto, andandosi così ad incorporarsi sulla plasticità delle forme rotonde ed ellittiche della frutta.
L’ artista è abile anche a raffigurare scene molto ristrette comprimendo la visuale prospettica, mentre in altre allarga con maggiore convinzione la profondità di campo, la quale talvolta finisce per riprendere buona parte della stanza ritratta, in cui i toni saturi riescono a magnificare i colori marroni, verde, giallo e porpora che restano i suoi preferiti.

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Riferimenti: Cèzanne.

Blatter, sul trono della Fifa per altri quattro anni.

Ce lo dovremo sopportare per altri quattro lunghi anni. Sicuramente questo pensiero sarà venuto a diversi, soprattutto nell? ambiente dei Media, dopo la riconferma fino al 2011 come monarca assoluto dell? Impero Fifa.
Joseph Blatter quindi rimane sul trono del pallone. Gl? oltre duecento delegati delle Federazioni Internazionali non hanno avuto il minimo dubbio. Tutto come previsto e in tempi relativamente brevi nell? importante congresso che ha visto alcune riappacificazioni a livello politico ma anche possibili variazioni dei regolamenti di un mondo che non si limita solamente ai novanta minuti di una partita di calcio.
Che lo svizzero settantunenne, il quale per il momento non vuole sentir parlare di pensione, sia un personaggio ritenuto poco simpatico soprattutto nel fair play e con alcuni paesi, è un dato oramai di fatto, ma quello che conta per il maggior organismo mondiale del pallone sono soprattutto i soldi.
Blatter in questo è abile, ma in passato accuse di corruzione hanno gettato sulla sua figura delle inquietanti ombre. E? riuscito in questi nove anni non solo far crescere i bilanci in positivo ma a consolidare una macchina organizzativa che per il momento non teme scossoni.
Michel Platini è stato eletto vicepresidente mentre l? ex libero bavarese Franz Beckenbauer è nell? esecutivo. Il tedesco è considerato il naturale erede dell? attuale leader, ma visto la longevità di alcuni predecessori, come Havelange dovrà aspettare ancora molto per concretizzare un ambizione che non ha mai nascosto pubblicamente.
Il meeting di Zurigo ha rispettato l? agenda di programma che prevedeva l? ingresso del Montenegro. Questo piccolo paese era rappresentato da Dejan Savicevic, squisito genio sul rettangolo di gioco, il quale sembra si stia avviando ad una carriera rapida e luminosa anche da dietro una scrivania. L? ex milanista, ancora molto amato in Italia, è l? attuale numero uno della Confederazione locale.
Durante il discorso di ringraziamento ha voluto richiamare alla memoria i recenti lutti che hanno colpito una parte della Storia dello sport. Un minuto di silenzio e parole di affetto per il leggendario Puskas, il terzino Rava, Giacinto Facchetti e l? agente Filippo Raciti rimasto ucciso in una delle pagine più stupide e di ordinaria follia che il calcio italiano abbia mai potuto vedere.
Ma oltre alla riconferma e al plauso per Blatter non mancano le spine su di una poltrona che per quanto possa essere prestigiosa potrebbe riservargli delle amarezze.
L? appello al G14 la dice lunga, un tentativo di apertura, di smussare le divergenze e soprattutto di risolvere le questioni legali che confermano di fatto come la frattura sia profonda.
I club europei che dissentono comprovano quello che da sempre è un rapporto difficile tra le nazionali e le stesse società. Avviene anche tra le nostra mura dove le polemiche per gl? azzurri che richiedono sempre più spazio in occasione dei grandi avvenimenti entra spesso in contrasto con la disponibilità della Lega Professionisti.
Il prestito di giocatori da una parte viene visto come un obbligo, dall? altra però chiede garantismo e tutela per eventuali incidenti che possono compromettere la carriera dei loro campioni e pertanto influenzare la stagione in corso.
La battaglia sarà lunga, i ricorsi non mancheranno e la Fifa potrebbe ritrovarsi a pagare forti esborsi nell? eventualità di gravi infortuni.
Blatter ha confermato che il mondiale del 2010 si giocherà in Sudafrica. Sarà un evento di molto valore destinato ad essere organizzato da uno stato dove le differenze sociali e la discriminazione razziale hanno inciso sensibilmente in tutto il resto del continente. Una scelta che definisce giusta e in un futuro potrebbe toccare anche ad altri paesi che non ne hanno mai avuto l? opportunità.
Sul piano giuridico la Fifa potrà ricorrere al Tas di Losanna, la Corte Arbitrale dello Sport, se non sarà d? accordo con le sanzioni imposte dai tribunali federali in fatti che riguardano le assunzioni di sostanze proibite.
L? istituzione di una speciale commissione avrà il compito di vigilare e di proporre soluzioni ai maggiori mali che addolorano la sfera. Scommesse, doping, cocaina, razzismo, violenza negli stadi e tentativi di alterazione dei match saranno gl? argomenti primari di questo tavolo composto da diversificati addetti ed esponenti.
La Fifa con il convegno odierno ha deliberato un periodo di sperimentazione dei quattro guardalinee. Un novità richiesta da tempo dagl? esperti e dagl? allenatori, la quale potrebbe decifrare i dubbi in alcune fasi degl? incontri.
La decisione finale su di un fallo, di un fuorigioco oppure di un rigore però spetterà sempre all? arbitro. I guardalinee con tale soluzione compieranno metà distanze del manto erboso di quelle che fanno adesso. Oltre alla minor fatica va ad aggiungersi una maggiore lucidità mentale nei momenti topici e poi otto occhi vedono sicuramente meglio di quattro??

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Cesare Prandelli, altri quattro anni alla Fiorentina.

La firma era oramai attesa da mesi e si pensava che avvenisse alla conclusione del campionato, ma i Della Valle hanno preceduto tutti sul tempo e lo hanno reso alla stampa soltanto oggi. Nei giorni scorsi Cesare Prandelli ha prolungato il contratto con la Fiorentina per altre quattro stagioni. Un premio meritato ad un allenatore serio, competente e che ha saputo far traghettare i viola nella maniera migliore in un anno che non è stato assolutamente facile.
Il dopo Calciopoli ha visto partire la Fiorentina in mezzo allo scetticismo generale, ma soprattutto penalizzata nel conteggio dei punti. Le prime giornate non furono semplici, contestazioni, polemiche con il Palazzo, minacce di andare al Tar, Luca Toni svogliato che non voleva accettare all’ idea di rinunciare all? Inter, una squadra che invece di fare le Coppe Europee si ritrovava a lottare per la salvezza.
E difatti persero alcune partite. Poi la svolta di un ritrovato orgoglio. La forza di Prandelli è che ha saputo gestire un gruppo dove in qualsiasi momento poteva affiorare il malumore. Sembrava un annata persa completamente in cui lo spettro della B non era del tutto scongiurato, invece i viola con la volontà e qualche sconto si apprestano a chiudere al quinto posto, grazie alla vittoria odierna sul Cagliari.
Una risposta sul campo dopo che li aveva visti implicati in uno scandalo le cui colpevolezze non sono state del tutto definite. Prandelli resta il miglior acquisto della società viola. Adesso a detta delle parole del Patron calzaturiero Diego Della Valle, il quale ha intenzione di rafforzare l? organico, l? anno prossimo le ambizioni saranno alte. Dopo la momentanea interruzione si ricomincerà a pensare a quel progetto chiamato Scudetto che è assente da troppi anni sulle sponde dell’ Arno.
Per un matrimonio che continua, un altro che finisce. Il probabile l? addio di Toni sembra non scuotere più di tanto la piazza. Se ciò avverrà la cessione porterà denaro fresco nelle casse della società per poi impiegarlo in altre compravendite.
Molte le voci di trattative in corso: da Tevez ad Ambrosini, da Muntari dell’ Udinese al romanista Chivu, Kaboul difensore dell’ Auxerre e Semioli del Chievo.
Il popolo viola aspetta con rinnovata fiducia.

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Riferimenti: Cesare Prandelli.

Franzoni: per la seconda volta colpevole, condannata a sedici anni.

Si è concluso il processo di appello di Cogne, ma ci sarà in futuro la Cassazione.
Da pochi minuti è stato letto il verdetto.
Annamaria Franzoni è stata condannata a sedici anni.
Riduzione della pena attribuite probabilmente alle attenuanti generiche, ma comunque colpevole.
Si aspettano le motivazioni della sentenza.

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