Rocca operato, sulla neve forse tra novanta giorni.

Dopo la delusione alle Olimpiadi e una stagione altalenante Giorgio Rocca si rivolge ai medici per risolvere i suoi problemi fisici.
Il Campione è stato operato a Torino con l’ artroscopia. Oltre due ore di intervento una tecnica invasiva che ha permesso di ripulire il ginocchio dello sciatore, ma ha anche portato alla luce la rottura del menisco e altre lesioni.
Secondo i sanitari tornerà in piena efficenza tra mesi ma dovrà fare una programmatics riabilitazione e un allenamento continuo per ritrovare il tono muscolare.

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Le strane masturbazioni di Zurbriggen.


Curiosa la notizia nei giorni in cui le news sono offuscate dallo sciopero dei giornalisti in conflitto con gl’ Editori a causa dell’ annoso problema per il rinnovo del contratto.
Il Campione di slalom, Silvan Zurbriggen, si è preso una denuncia per atti osceni in luogo pubblico.
Non è ancora chiara la dinamica dell’ increscioso episodio, ma sembra che la splendida e fresca Alta Badia stimoli le voglie sessuali in solitario dello sciatore….
D’ altra parte la ” camporella ” o la Natura che sia è da sempre un luogo prediletto per gli amanti, per i guardoni e per gli sfoghi personali……di qualunque tipo.
I carabinieri del paese di Corvara hanno interrogato lo sportivo svizzero dopo che un abitante della zona aveva osservato a lungo un uomo masturbarsi nei pressi di una casa e poi dietro un albero.
Zurbriggen sarebbe stato riconosciuto da questa testimonianza e quindi chiamato in caserma per rispondere ai fatti.
Ammesse le sue colpe, si è giustificato del gesto spiegando di aver avuto un raptus improvviso, irresistibile…….ma forse le ragioni potrebbero essere altre…..
In attesa di avere ulteriori delucidazioni sulla vicenda, se mai ci saranno, anche i personaggi pubblici hanno i loro punti deboli…..

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Riferimenti: Le strane masturbazioni

Giorgio Rocca, ancora un fuori pista ad Aare.

Dopo una buona prima manche che lo vedeva momentaneamente in testa Giorgio Rocca all’intermedio della seconda commette un errore ed esce di gara.
Nell’ultima discesa dellla Coppa del Mondo, gia vincitore per il forfait del suo più diretto avversario Palander, l’atleta sperava di chiudere la stagione con un successo.
Vince Larsson, secondo Tissot, terzo Thomas Grandi.

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Riferimenti: Giorgio Rocca

Giorgio Rocca vince la Coppa del Mondo nello Speciale.

Dopo la delusione alle Olimpiadi di Torino 2006 Giorgio Rocca si aggiudica la Coppa del Mondo di slalom speciale. Lo favorisce molto la fortuna che in quella occasione non ebbe: si ritira a causa di un infortunio nella prova del Gigante l’unico sciatore che aveva ancora poteva contendergliela. Infatti Kalle Palander non gareggerà sicuramente e pertanto l’italiano è campione con una gara di anticipo.
Rocca nel Gigante è arrivato soltanto diciannovesimo mentre all’ottavo posto si piazza Peter Frill e al decimo Alberto Schieppati.
Giorgio Rocca succede ad Alberto Tomba che fu l’ultimo azzurro a vincere la Coppa del Mondo nel 1995.

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Riferimenti: Rocca.

Olimpiadi: addio Torino, arrivederci a Vancouver.

Si è chiusa con una cerimonia sontuosa fatta di fuochi d’artificio, maschere di Carnevale, musica e danze l’Olimpiadi di Torino 2006, un esperienza che a detta di molti è stata di ottimo livello organizzativo e l’Italia si è trovata al centro del Mondo per due settimane. Adesso passeranno diversi decenni prima che le luci sportive dei cinque cerchi si riaccendono sullo Stivale. Nel medagliere composto di undici medaglie, cinque ori e sei bronzi, gli alfieri nostrani della neve si collocano a metà classifica e francamente rispetto a Salt Lake City abbiamo un’ oro in più ma meno medaglie in complessivo. Curioso il fatto che non abbiamo conquista nemmeno un’argento…….. Sul piano sportivo la vittoria del friulano e brigadiere Giorgio Di Centa è stata forse la nota più bella, sia perché è avvenuta in chiusura dei giochi, sia per la specialità tra le più massacranti, l’interminabile 50 km di fondo conclusasi con uno sprint mozzafiato e infine si è tolto una bella soddisfazione dopo anni di piazzamenti d’onore. Zoeggeler si è confermato nuovamente nello slittino singolo, mentre Enrico Fabris è riuscito a conquistare due ori e un bronzo in uno sport povero di tesserati, il pattinaggio, con pochi finanziamenti e spesso dominato da americani e canadesi. La delusione più grande è arriva da Giorgio Rocca quando molti, a cominciare da lui stesso, avevano già considerato di salire sul podio. Il peso della responsabilità, la presione dei Media e forse dell’altro gli fanno fare una combinata anomala e uno speciale senza nemmeno concludere la prova. In più una misteriosa rinuncia del Super G e nel Gigante, prove dove forse non erano la sua specialità, ma che comunque avrebbe avuto il dovere di tentarci. Il resto della Valanga Azzurra è scomparso nelle nebbie dei dintorni torinesi. Le donne nel complesso hanno conquistato meno degl’uomini, ma il bronzo della Weissensteiner è da sottolineare: arriva alla soglia dei quarant’anni, nel bob a due, una gara dove necessitano oltre alla preparazione fisica, nervi saldi, prontezza di riflessi per scivolare sul ghiaccio ad alte velocità. Un impresa non indifferente che fa trasparire quanto sia importante la volontà di non mollare mai e che allunga il tempo dell’età nell’agonismo ad altissimo livello. Uno sport dove non ci sono riflettori accesi tutto l’anno, come nel calcio, nel tennis o l’automobilismo, per non parlare poi dei non moltissimi soldi che arrivano nei portafogli…. Ombre di doping come sempre sono uscite fuori a Torino 2006 a dimostrazione che per qualcuno uno steroide è più importante del sudore, ma tutto sommato le Olimpiadi sono state un affare e abbastanza belle come lo conferma l’inno di Mameli suonato ben due volte nella notte finale. Arrivederci a Vancouver 2010.

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Giorgio Rocca: il sogno dura trenta secondi……..


Si era fatto intervistare dalla Rai in palestra tra un esercizio e l’altro e uno stato d’animo molto tirato s’intravedeva dalla immagini.
Si sentiva convinto delle proprie possibilità e diceva che stavolta gl’avversari non avrebbero avuto nessuna chance. ” Attaccherò fin dal primo momento e la medaglia d’oro sarà mia…….” in sintesi queste le sue parole.
Oltre all’ostentata determinazione forse un eccesso di presunzione…..Giorgio Rocca nella gara più attesa davanti ad un pubblico elettrizzato, nel penultimo giorno di Torino 2006 cade solamente dopo mezzo minuto, gara finita…… trionfo perduto……
Con il pettorale numero 1 si ritrova improvvisamente fuori, la delusione è grande lungo la pista e sugli schermi televisivi. Un Italia quasi intera, figlia delle Alpi e dell’amore per la montagna, per la neve, per le discese e anche per lo sport è rimasta profondamente delusa nella giornata più importante.
Ma anche il resto della valanga azzurra ha tradito le aspettative.
Probabilmente non ci saranno altre occasioni almeno per quanto riguarda le medaglie: lo sciatore ha già compiuto trent’anni e aspettare altre quattro stagioni per raggiugere un sogno sono francamente troppi.
Il tempo e lo sci non danno molta possibilità di rivincita e pertanto si chiude per certi versi anche un’epoca.
Rocca resta un ottimo atleta, ma la pressione delle Olimpiadi è qualcosa di molto forte e potrebbe aver avuto un ruolo non indifferente.
Dopo l’incolore combinata, la rinuncia al Gigante e Super G, due decisioni personali ma anche discutibili, oggi il disastroso e sfortunato slalom.
Peccato.

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Riferimenti: Rocca, sci.

Torino 2006: è il grande giorno delle Olimpiadi invernali.


La magia delle Olimpiadi rimane intatta dopo esattamente mezzo secolo da Cortina d?Ampezzo, in quel 1956 in cui l?Italia iniziava a vivere il miracolo socioeconomico di un dopoguerra difficile, la Fiat non aveva i problemi di oggi e la musica Pop dei mitici anni sessanta era oramai alle porte.
Nonostante le consuete polemiche organizzative, la Tav e l?ambiente circostante deteriorato, gl? ambigui errori arbitrali in Serie A, i no Global e le minacce, le vignette sfrontate, satiriche e antireligiose, una campagna elettorale al veleno e la supersfida di Domenica sera tra Juve e Inter, tutte questioni che hanno riempito d?inchiostro le pagine dei quotidiani nelle ultime ore, stasera centinaia di milioni di spettatori guarderanno con emozione una cerimonia sfarzosa in quel Vecchio Comunale, che ci ha già regalato tantissime emozioni e scritto capitoli del calcio italiano, terreno di prodezze per Boniek, Platini per finire a Giampiero Boniperti.
Saranno le Olimpiadi bianche della sicurezza, le seconde dopo quell? Undici Settembre, una data che non riusciamo ancora a dimenticare e che ad ogni gigantesca manifestazione la riproponiamo come un?ossessione nelle nostre menti, come se dovesse accadere di nuovo.
Ma tutti noi ci auguriamo che vada completamente per il verso giusto, incrociamo le dita e cerchiamo per un attimo di scacciare quelle cruente immagini che ci arrivano giornalmente dal teatro di guerra nell?area mediorientale.
Sarebbe veramente triste associare del sangue alla gioia del podio, il terrorismo all?Inno di Mameli, l?odio alla sana competizione.
Vorrebbe francamente dire che per ritrovare una tolleranza Universale non esiste nessuna medicina.
Azelio Ciampi nel discorso inaugurale avvenuto durante l?incontro con gli atleti e gl?organizzatori ha chiesto una tregua per avvicinarsi alla fratellanza tra i popoli e al Club Azzurro di farci sognare ancora.
Sagge parole per ricordare lo spirito olimpico che fin dai tempi della Magna Grecia non è mai venuto meno, neanche nell?Era Moderna, ma soprattutto per un Uomo al di sopra delle parti come è il nostro Presidente, una lezione di italianità che al momento gl?altri politici non sanno esprimere, poiché totalmente presi da una sfrenata corsa senza esclusione di colpi per mantenere o tentare di aggiudicarsi quella poltrona nelle prossime elezioni primaverili.
I giochi invernali si differenziano da quelli estivi e le discipline sono forse più attinenti alla tecnica con il mezzo, ma in questo specifico caso rappresentano anche l?Italia della neve, di quelle splendide cime bianche che tutti c?invidiano in Europa, di quei gitanti domenicali che per una discesa o un tuffo nella Natura ancora abbastanza intatta riescono a coronare piccoli e personali sogni.
Nonostante la spietata concorrenza gl?Azzurri possono far bene e arricchire quel palmares di decine di medaglie che gia si trova da anni in bacheca e che è di tutto rispetto anche nei confronti dei Paesi Nordici.
Potrebbero esserci veramente delle sorprese notevoli tra i nostri atleti: in primis da Rocca, il quale da oggi è entrato anche nella leggendaria enciclopedia Treccani, ma possono arrivare il alto Carolina Kostner Di Centa nella combinata- maratona, Zoeggeler nello slittino, Piller Cottrer nel grande fondo, l?outsider Ghedina e molti altri.
Si inizia stasera alle ore Venti: giochi di luce tra tante bandiere, danze, musica, oltre due ore di diretta tv, undicimila giornalisti, le due Coree sfileranno unite: un flebile segno di Pace e di distensione.
Anche l?austera Torino per due settimane s?illuminerà davanti al Mondo intero e sembrerà più giovane, forse più simpatica.
Quasi cinquemila volontari, di cui tremila in scena sul nuovissimo manto erboso. Tutti umili lavoratori che fanno Grande l?Olimpiade e che hanno già ricevuto la Loro medaglia, quella dell?altruismo, la quale è certamente più Vera di quella del successo.
Che vincano i migliori.

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Riferimenti: Oimpiadi.