La visione insolita e immutabile della fotografia aerea.

Per quanto oramai ci siamo sempre più abituati l’ insolita visione della fotografia aerea ancora oggi ci regala un punto di vista, poetico, colorato, sensibile e pure dettagliato in cui la prospettiva differente obbliga l’ Uomo a salire in cielo per ammirare, capire quello che il Pianeta Terra talvolta ci nasconde oppure ci confonde rompendo così momentaneamente la forza di gravità.

Da sempre pioniere della libertà, soldato del genio, avventuriero della scoperta con il volo il genere umano ha cominciato a realizzare questo sogno solamente nel XX secolo fino ad arrivare a creare un mezzo di comunicazione indispensabile per tutte le società nell’ era moderna, il quale oltre gl’ enormi interessi economici ha però portato costi alti in termine di sforzi e di vite umane.

Non solo lo sviluppo è avvenuto a livello scientifico e commerciale ma anche per scopi militari, di spionaggio. di morte e di devastazione. La seconda guerra mondiale con il tragico finale dei lanci delle bombe atomiche sulle città giapponesi è sicuramente l’ esempio più manifesto e allo stesso tempo ignominioso della storia dell’ aviazione.

La fotografia aerea non è soltanto un inestimabile documentazione ma ha anche riflessi culturali, didattici e di studio scientifico come la geologia e la cartografia. Tuttavia il linguaggio delle forme ne esalta la forza trasfigurante nell’ originalità e nell’ espressività artistica.

Molti critici d’ Arte sostengono che la fotografia di paesaggio abbia spesso ricalcato gl’ insegnamenti e gl’ orientamenti della pittura mentre in epoche recenti è successo il contrario traendo in taluni casi l’ ispirazione dei valori e dei cromatismi astratti, i sensi fantastici, materici e compositi dalle immagini scattate da un aereo, le quali tra le tante virtù hanno sicuramente un grado di elevata autenticità.

Per l’ ampia gamma di soluzioni diversi fotografi ne hanno fatto uno stile di vita, un cavallo di battaglia, un intrinseco desiderio della visione onirica assieme alla passione di volare producendo moltissimi libri e diventando anche abbastanza noti nel panorama internazionale.
Basta ricordare due nomi eccellenti: Yann Arthus-Bertrand e Georg Gerster.

E non esiste interprete della fotografia che abbia scattato alcune immagini dal cielo per puro divertimento o curiosità per poi intraprendere percorsi professionali maggiormente complessi, creativi e idonei alla propria personalità come la moda, i ritrattisti e lo still life.

FOTO AEREA Namibia 1997 Laguna di Walwis Bay

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La Pace nella Terra di Canaan resta all’orizzonte.


La Palestina sceglie il colore verde per governare e mai gl? Exit Poll furono completamente sbagliati.
Il movimento islamico di Hamas ha ottenuto la maggioranza assoluta in Parlamento conquistando 76 seggi su 132, con un?ampia partecipazione alle votazioni che sfiora l? ottanta per cento e gli scontri con Al Fatah sono stati forti a Ramallah negl?ultimi giorni, provocando dimissioni a catena.
Le elezioni palestinesi oltre il valore giurisdizionale inducono a delle riflessioni che lasciano poco ottimismo per una pace duratura e seria in Medioriente.
L?uscita di scena di Sharon, che oramai dobbiamo considerare definitiva, poiché le condizioni di salute forse riusciranno soltanto a ricondurlo ad una vita parziale, ma sul piano dell?attività politica la carriera del Premier è conclusa, è stata un?altra mazzata che ha rigettato nel caos il delicato tentativo di riassestare una Road Map che era inciampata su diversi punti di programma.
Ariel Sharon non molto tempo addietro aveva dichiarato in una intervista ad un giornale americano, che nella sua rivisitazione della parabola politica israeliana, di cui è stato un influente interprete, aveva commesso alcuni errori a cominciare dall?attacco al Libano, ma che non li rimpiangeva per il fatto di essere avvenuti in un epoca molto delicata.
L?ultima svolta del Bulldozer è stata quella della fondazione del partito Kadima, ( Avanti ) dettata da un impegno per cercare di trovare quegl?equilibri mancanti che ci sono tutt?ora nel sistema israeliano.
Una mossa intelligente che aveva inglobato diversi esponenti del Likud ma anche alcuni dell?ala partitica di Shimon Peres.
Nonostante quello che si voglia dire, Sharon era molto popolare per quella volontà tipicamente militaresca che lo contraddistingueva come l?unico personaggio di coraggio in grado di opporsi al terrorismo e allo stesso tempo di tutelare gl?interessi dei cittadini sionisti.
Ma ancor più significativo è stato lo sgombero delle colonie in West Bank e Gaza, quest?ultima enclave araba e spina nel fianco della Nazione.
Molte furono le critiche all?interno del Governo e gli scontri nel disimpegno vennero trasmessi in diretta dalle tv di tutto il mondo, ma il gesto resta di notevole importanza per un ? Generale ? come era Lui.
Il cambiamento di direzione di Sharon per quanto sofferto e controcorrente alle sua naturale indole, e basta ricordare che ha sempre ribattuto colpo su colpo anche con mirate vendette, avviene in perfetta sintonia con la fine di Arafat e il conseguente insediamento di un gruppo dirigente che nonostante fosse ? figlio ? del Rais poteva sembrare più tollerante e forse un pò più attendibile.
Una geniale idea e un?iniezione di fiducia in un momento cruciale della vita e della Storia palestinese che lasciava definitivamente l?era di Arafat, per quanto significativa ma oramai ferma a delle idee superate.
La questione dei coloni è sinonimo di occupazione dei Territori, di confini mal definiti, spesso rivendicati, ed è sempre stato uno degl?elementi cruciali tra i due popoli e con questa azione l’anziano leader israeliano si era messo seriamente in gioco.
Analizzando attentamente gl?avvenimenti dopo la morte di Yasser Arafat, gl?attentati sono molto diminuiti e anche gli scontri tra miliziani e l? Israelian Defense Force hanno subito un forte stop.
Una tregua sottile, come molte alte in precedenza, però stavolta confortata dai numeri e da un maggiore dialogo iniziato con un accordo a Sharm El Shaik
In più è stato riaperto il valico di Rafah con l?aiuto dell? Unione Europea, indispensabile per riattivare un commercio locale e la frontiera con l?Egitto, chiusa da tempo. Se questi punti d?incontro erano una speranza per ulteriori passi avanti, il ritiro da Gaza e dalla Cisgiordania ha fatto si che l?organizzazione di Hamas ricominciasse a diffondere in maniera capillare una propaganda per i suffragi odierni.
La volontà dell?Apn sul piano pratico e organizzativo però resta molto fragile, poiché nonostante un dinamismo politico, sul fronte interno Abu Mazen non riesce a trovare la forza necessaria per opporsi al gruppo fondamentalista, ma soprattutto l? apparato della sicurezza fa acqua da tutte le parti. Un componente indispensabile per garantire un processo di Pace e che da troppi anni si regge su una struttura obsoleta e in pieno compromesso con le fazioni terroristiche.
Sotto accusa c?è anche un oscuro meccanismo di corruzione, nonostante i laici di Al Fatah cerchino da sempre di dimostrare il contrario, senza però convincere nessuno.
Questi punti cardine per arrivare ad una smilitarizzazione consensuale, evidenziano il fatto che la Palestina non è ancora del tutto matura per prevenire gl?attentati e il sovversivismo.
La vittoria odierna di Hamas avrà forti ripercussioni su tutto mondo islamico e già si leggono sui Media le congratulazioni del leader iraniano radicale, il quale come tutti gl?esperti fomentatori periodicamente annuncia proclami massimalisti tesi ad uno scontro di civiltà e a un desiderio di cancellazione della Terra Santa.
L? Iran attuale ha tutto l?interesse di avere un supporto che gli fa da cuscinetto armato e dottrinale tra le tra le profonde differenze dell?Ebraismo e l?Islam.
E? impensabile, quindi, dopo gli scrutini un?attività di programma governativo accomodante, quando la cosiddetta ? destra palestinese ? ha soltanto due obbiettivi: il primo è l?islamizzazione della comunità locale aiutandola con sostegni sociali, a fini religiosi e caritatevoli, ma per quanto utili al popolo sempre indirizzati ad una chiusura internazionale, culturale e ideologica.
Mentre per il secondo, il partito armato dei khalashinikov come pretesto di difesa senza invece tendere la mano all?odiato nemico confinante e incanalato a destabilizzare la regione.
La vittoria elettorale di Hamas pertanto lascia molti dubbi e poche certezze: in Primis è che con i risultati odierni i palestinesi hanno ribadito la loro legittimità di scelta, poi la sete di vendetta verso Israele, ma soprattutto la Comunità Internazionale ne esce ampiamente battuta poiché dopo le elezioni in Afghanistan e quelle storiche irachene che stanno inserendo un governo ? filo americano ? dopo una cruenta guerra, si aspettava un adesione popolare verso i moderati di Al Fatah.
L?instaurazione della ? Democrazia ? in senso lato della parola, stavolta non ha funzionato a dovere e adesso si dovrà aspettare il voto del 28 Marzo in Israele per raggiungere delle conclusioni.
Sarà importante vedere se il nuovo partito con il sostituto provvisorio Olmert, il quale si è assunto una pesante eredità, avrà soltanto l?effetto della novità e il sostegno morale alla malattia di Sharon oppure se veramente raggiungerà un quorum per stare alla guida del Paese.
Due mesi di febbrile attesa in un clima d?incertezza politico e sociale da ambo le parti, il quale può provocare nuovi disordini.
E intanto la via della Pace nella Terra di Canaan resta all?orizzonte.

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Foto: un soldato israelino si accinge a sparare sui dei ragazzi palestinesi in fuga – dintorni di Rafah, Striscia di Gaza, 2001 – Fiesoli.
Riferimenti: Pace in Palestina.