Il ritorno di Indiana Jones.


A volte ritornano…anzi oserei proprio dire che la saga continua.
Dopo l’ approvazione del progetto, adesso a breve si comincerà a girare. Il kolossal che ha fatto innamorare milioni di persone per le avventure dell’ affascinante archeologo giunge al capitolo numero quattro.
Ci sono voluti ben diciotto anni da Indiana Jones e l’ ultima crociata per rimettere a nuovo un copione che però sarà il proseguimento del vecchio…
L’ uscita nelle sale cinematografiche è prevista per l’ autunno 2008 George Lucas è il produttore la regia è nuovamente nelle mani di Spielberg, con Harrison Ford indiscusso protagonista a cui si aggiungeranno Shia LaBeouf, Jim Broadbent, Cate Blanchett, John Hurt e la trama seguirà anche il classico filone romantico dell’ Amore con un susseguirsi di ripicche, antipatie ma con il lieto fine.
Assente invece stavolta sarà Sean Connery, salvo clamorosi ripensamenti della produzione e dello stesso attore.

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Funari, il ritorno è un flop.

Un vecchio con un bastone, barba bianca lunga e anche un pò incolta su una gigantesca pianta che urla contro il cielo e contro il mondo. A prima vista un pazzo. Lo spot è curioso, passa periodicamente, la faccia è nota anche se manca da ben undici anni sulla rete ammiraglia.
La televisione per quanto possa essere di qualità in alcune occasioni deve confrontarsi con le leggi commerciali e dell’ Auditel. Se i conti non tornano è un flop. E’ triste dirlo, ma è così.
Gianfranco Funari è stato un presentatore acuto, critico, al tempo stesso ribelle, un istrione del palcoscenico, ma oggi è un Uomo stanco, forse anche un pò ripetitivo e tedioso. Nella sua carriera non gli è mancato il coraggio di andare controcorrente, di dire certe cose che altri preferivano non approfondire, ma l’ anzianità e gli acciacchi lasciano segni indelebili, i tempi cambiano e rinnovarsi diventa sempre più difficile. Il clichè è datato, ci basta Adriano Celentano anche se in forma diversa, la scenografia invece interessante, ma per certe tematiche forti e di interesse collettivo bisogna saperle anche affrontarle nella giusta maniera se si vuole esprimere qualcosa di valido. Altrimenti si cade nel moralismo bigotto. La scelta
di lasciare la politica da parte nelle argomentazioni e la linea guida degl’ autori che in passato lo aveva reso originale ci appare adesso una decisione francamente azzardata.
Per quanto il pubblico davanti allo schermo televisivo possa essere credulone a attirato da nuove ma superficiali mode, vedi il Grande Fratello, non è del tutto stupido e il Varietà sta segnando amaramente il passo. Se poi inserito in un contesto che deve essere invettivo allora si perde veramente la bussola se non c’ la qualità.
Sono solamente poco più di tre milioni quelli che hanno seguito Funari nel sabato sera in prima fascia serale. Un disastro se consideriamo il ritorno gonfiato e pubblicizzato in grande stile. Lo batte la Corrida di Gerry Scotti con il doppio di ascolti, una trasmissione per niente eccelsa, anche se va avanti da diversi lustri, facendo rifermento a giochi banali e scontati. Gli sta alle spalle anche il telefilm di Cold Case, che hanno raggiunto un discreto successo in America non quanto per le avvincenti e brevi storie ma bensì per un ripresa cinematografica moderna che alterna con il passato.
L’ autoironia di Funari ha perso smalto e i monologhi sono apparsi poco convincenti, forse anche troppi in senso numerico, considerato che il profeta conduce comunque un trasmissione su una rete minore dove l’ accentratore principale è lui.
L’ Apocalisse non avverrà, mentre la sua potrebbe essere anticipata se la seconda serata dovesse andare in caduta libera. Si aspettano dei cambiamenti, ma il telepredicatore tiene assai male la scena. Lo stesso cast di ospiti va a cozzare su un copione già consumato a ritmo frenetico, mentre il comico De Luigi è fragile nell’ ironia e poco pungente.
E questo lo spettatore a casa lo ha compreso benissimo.

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Striscia la Notizia: il ritorno di Ficarra e Picone.

Con l’ inizio della nuova settimana ” Striscia la notizia ” il celebre tg satirico di news, ripropone un ennesima coppia di conduttori.
Ficarra e Picone, sull’ onda anche del successo dell’ ultimo loro film, ” Il 7 e l’ 8 ” in testa alle classifiche di pubblico, per tre mesi lanceranno, notizie, gag, curiosità, inchieste, sberleffi alla concorrenza e gossip, dopo il classico telegiornale delle ore venti e che si tradurranno in risate a non finire.
Striscia la notizia, che a differenza di altre trasmissioni non sente per niente lo scorrere del tempo, con questa formula di periodico cambiamento dei giornalisti, adottata da diversi anni, riesce a dare un vento di freschezza e anche di libertà ai conduttori, i quali possono assolvere altri impegni televisivi e cimentarsi in ulteriori situazioni lavorative come il teatro e il cinema.
Per i due simpatici cabarettisti si tratta di una riconferma, poichè è la terza volta che ritornano sul famoso ” bancone ” di Striscia, il quale ha saputo dimenticare senza troppe scosse anche Paolo Bonolis che fu uno degl’ artefici più amati nella storia della trasmissione.

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Riferimenti: Canale cinque.

Chievo, il ritorno di Luigi Del Neri.


Un altra panchina salta dopo il clamoroso esonero di Gianni De Biasi con il subentro di Zaccheroni al Torino a torneo non ancora iniziato. E? la volta del Chievo che costringe Bepi Pillon a farsi da parte per preferire il ritorno di Luigi Del Neri.
Per il ? nuovo ? tecnico è un vero ripercorrere le origini in quanto con i clivensi ha potuto conoscere le prime grandi platee e lanciarsi poi sul panorama internazionale, ma avrà molto da lavorare per portare l? organico a livelli accettabili.
Del Neri fu uno degli artefici di quella straordinaria promozione dalla serie cadetta alla A, esibendo un calcio brillante, moderno, basato prevalentemente sui giovani, costruito da una società di provincia che grazie all? impegno, alla serietà, ai bilanci corretti, ne fecero per diverso tempo un isola felice come in una favola, dove una cenerentola del pallone era riuscita a stazionarsi nel ? Campionato più bello del Mondo ?.
Dopo il Chievo l’ allenatore emigrò verso teatri più prestigiosi ma l? esperienze in terra lusitana con il Porto e la Roma non furono del tutto eclatanti per finire al recente benservito di Zamparini in quel di Palermo.
Per Pillon il licenziamento era nell? aria. Ha iniziato la stagione nel peggiore dei modi avendo fallito subito in Champions, peraltro prevista, considerato il grande divario dei valori che intercorrono in questa competizione. Ripescata, la squadra si smarrisce in Coppa Uefa, al primo turno con l? eliminazione da parte dello Sporting Braga, dove alcuni errori anche comportamentali potevano essere evitati.
Non meglio sono andate le cose nella massima serie fino ad ora. A seguito di una campagna acquisti certamente non di cartello. Le prime sei partite registrano un tabellino di cinque sconfitte e un pareggio, un solo punticino in classifica, il quale li tiene imbrigliati nella zona retrocessione e quando gli sconti dell? arbitrato del Coni saranno messi in atto la situazione diventerà ancora più gravosa.
Cinque gol fatti e dieci subiti, una media che praticamente li vede ogni qualvolta scendere in campo con un passivo garantito agl’ avversari di quasi due reti…….
Adesso è il turno di Del Neri, che avrà il compito di motivare uno spogliatoio scoraggiato dai risultati e lacerato da qualche polemica.
E’ vero che il torneo è appena iniziato, ma questa decisione potrebbe non bastare per salvarsi e la Storia c’ insegna che i ” remake ” d’ importanti periodi non sempre sono destinati a portare fortuna.

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Riferimenti: Chievo

Il ritorno di Zeman a Lecce.

Dopo un rapido accordo il Lecce calcio ha dichiarato che Zdenek Zeman sarà alla guida dei salentini nella prossima stagione. Un ritorno con un contratto di una anno e l’opzione del secondo dove nel 2004 riusci a raggiungere in serie A l’undicesimo posto.
Nell’ultima parte della scorsa stagione Zeman aveva allenato il Brescia.
La presentazione alla stampa è prevista per domani in tarda mattinata.

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Vecchio Bob, ritorno in Italia.

Il 15 di Luglio Bob Dylan suonerà a Pistoia Blues nella tradizinale e suggestiva Piazza Duomo. La manifestazione che da tanti anni è diventata un punto di riferimento per il rock blues, ma anche per le band emergenti, avrà nel cartellone altri nomi di richiamo a cominciare da Robert Plant ex Zeppelin, Ben Harper, Gov’t Mule, John Mooney e Melvin Taylor.
Nel mese di giugno si svolgerà Pistoia Festival, con i concerti di C. Veloso, Ivano Fossati, e Capossela.
Bob Dylan ritorna dopo dieci anni nel nostro paese, un artista da sempre amato dal pubblico italiano.
Prevendita on line e non solo, dal 7 aprile con Box Office e su Ticket One.

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Riferimenti: Bob Dylan.

Calcio: il ritorno di Galeone.


Giovanni Trapattoni ha sempre sostenuto che un cambio in corsa nel campionato molto spesso non serve a risollevare le sorti di una squadra.
Una mezza verità con qualche eccezione…… ma sopratutto una regola e una legge da parte delle società di calcio: chi paga è sempre e comunque l’allenatore.
L’Udinese sostituisce ancora il tecnico, d’altra parte non usare mezze misure è una caratteristica della famiglia Pozzo, lo abbiamo visto nella vicenda con Vincenzo Iaquinta in autunno.
Dopo aver cacciato Serse Cosmi, il duo Sensini – Dominissini non è riuscito a raggiungere dei risultati decenti in sei gare, ritrovandosi così a poche giornate dalla fine sull’orlo della Serie B.
Arriva, pertanto, Giovanni Galeone zonista convinto un pò ” arrugginito ” per il tempo trascorso fuori dal giro, assertore di un modulo simile a Sacchi, forse più spensierato, ma che non ha mai avuto la stessa fortuna, anche se a Pescara lo ricordano con affetto.
Un ritorno dopo oltre due lustri e ritroverà un Udinese sicuramente diversa, poichè sotto il profilo psicologico i bianconeri sono un disastro, in caduta libera sul piano dei punti e con la tifoseria arrabbiata.
Non ha molto tempo davanti a sè per fare grossi correttivi: qui o si vince o si va fuori.
E’ la dodicesima panchina di A che salta quest’anno, la terza in Friuli pareggiando quelle del Cagliari, clamorosa a tempo di record alla prima giornata, a confermare il ruolo di Padre – Padrone sempre più significativo sotto l’oscuro profilo di Presidente.
Viene da chiedersi che cosa farà adesso l’argentino Nestor Sensini, che fino a poche settimane fa era in campo, poi in tribuna a dare consigli a Dominissini poichè la deroga per allenare regolarmente la squadra non è mai arrivata. Non ci sarebbe da meravigliarsi se Galeone lo rigetterà nella mischia infuocata che divamperà nelle battaglie finali per non retrocedere.
E’ l’anno dei Grandi Vecchi, dei Maestri del calcio e la zona della salvezza pullula di figure che ricordano passati lontani: Mazzone, Galeone, Sonetti, spesso poco vincenti ma sempre utili all’occorrenza e visto i tanti avvicendamenti nella stagione non ancora conclusa molti si chiedono quanto valga veramente l’allenatore ” usa e getta ” nelle dispute calcistiche.
Lo dimostra il giovane e bravo Guidolin che va a Monaco in cerca di miglior fortuna….in un campionato francese che non ha niente da spartire con quello italiano se non un discreto gruzzolo di soldi e Ranieri che ha dimenticato da diversi anni il vino e i sapori italici.
Brutto mestiere quello di stare ai bordi del campo nel Campionato più bello del Mondo.

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Riferimenti: Galeone e Udinese.