Un ricordo.

Nel Marzo del 2003 e poi replicato anche nel 2004 feci questi seminari all’ ADFF ( Accademia di Fotografia a Firenze ) per gli studenti del Master.
Incontri che erano comunque aperti anche al pubblico non dell’ Accademia e ambedue ebbero un discreto riscontro e apprezzamento.
Tra gli allievi del Triennale vi era anche un ragazzo, di nome Giacomo, appassionato ed entusiasta della fotografia che poi come tanti ha scelto con gl’ anni un altro percorso lavorativo sia per necessità che per altro, fermo però restando che la comunicazione visiva e l’ Arte in genere rimanevano uno dei suoi principali interessi.

A metà settembre di quest’ anno casualmente e siccome Firenze non è una metropoli come Londra e quindi non è rarissimo incontrare qualcuno di periodi passati ho saputo che se ne era andato in età prematura.

Ciao Giacomo.
____________________Comunicati stampa seminario ADFF

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In ricordo di Alberto D’ Aguanno.


Raccontare il calcio era la sua passione, il suo lavoro e per questo la Federcalcio ha deciso di ricordarlo per sempre.
Il campo numero 5 del Centro Tecnico di Coverciano dove si allena la Nazionale ma anche terreno dei giornalisti al seguito che non di rado danno vita a goliardiche partitelle, sarà intitolato ad Alberto D’ Aguanno.
Lo sfortunato cronista di Mediaset morì lo scorso anno a soli 42 anni.
Oggi pomeriggio si terrà una breve cerimonia in cui saranno presenti tutti i giocatori azzurri, lo staff della Nazionale e la moglie con il figlio che onoreranno la memoria del giornalista.

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Riferimenti: Giornalista Mediaset.

Forse Italia Germania a Marzo in ricordo di Valcareggi.


Si sono svolti ieri a Firenze i funerali dell?ex Ct della Nazionale Ferruccio Valcareggi.
Più di un migliaio di persone hanno partecipato alle esequie dopo che nel giorno precedente la salma era stata esposta al centro di Coverciano.
Molta commozione, tanti nomi del calcio italiano, la nazionale di Mexico 70 non era però tutta presente, compresi i due protagonisti della discussa staffetta: Mazzola e Rivera.
L?ultimo saluto l?ha voluto dare la piccola nipote che a stento è riuscita a trattenere le lacrime nel pronunciare il nome del nonno al microfono della basilica.
Intanto è stata annunciata la concreta possibilità di ricordare Ferruccio Valcareggi con una partita in suo onore a Marzo tra l?Italia e la Germania, una piacevole anteprima dei mondiali che si giocheranno a giugno nella terra tedesca. L?amichevole oltre a testare le potenzialità del gruppo di Lippi viene considerata, con le dovute proporzioni, un ? remake ? di quella splendida semifinale in Centroamerica, da giocare all?Artemio Franchi di Firenze.
Ma non mancano però le polemiche, poiché la Nazionale italiana è assente dal prato di Firenze dal lontano 1993 e i rapporti tra gli ultras, i coordinamenti sportivi cittadini e il Palazzo della Federcalcio non sono per niente idilliaci.
Non sono stati dimenticati certi avvenimenti, ancora pieni di rancore e se oggi la Fiorentina ha riacquistato considerazione e stima nel calcio, grazie alla Famiglia Della Valle, i tifosi con un sondaggio interno hanno già fatto sapere di non gradire questo incontro.
Ma il primo marzo, data in cui è stata fissata la partita, è ancora molto lontano e quindi ci sarà tutto il tempo per riflettere e anche eventualmente per cambiare idea smontando così quelle che per adesso sono delle irremovibili convinzioni.
Insomma, è un?occasione per voltare definitivamente pagina, lasciandosi definitivamente alle spalle il passato recente, dove tra l?altro anche la stessa Fiorentina non era esente da colpe.

Riferimenti: Funerali Valcareggi e partita in suo onore.

Un mazzo di fiori in ricordo di Jessica e Sabrina sulle macerie di Taba.


Un piccolo mazzo di fiori adagiato sui pezzi di cemento sbriciolati dall’ennesimo attentato di giovedì scorso, ricorda le giovani vite ingiustamente spezzate di Jessica e Sabrina Rinaudo, le quali avevano effettuato questo viaggio per ammirare i colori e i fondali di questo azzurro mare, i resti storici del Sinai e le bellissime ma rare donne beduine vestite in abiti tradizionali.
Quello che doveva essere una vacanza si è trasformata, purtroppo, in una terribile tragedia.
La prova del Dna, annunciata inizialmente sui corpi senza nome dal laboratorio di analisi di Tel Aviv è stata successivamente confermata dal nostro ministero degl’esteri a Roma con l’ennesimo comunicato che si usa in questi frangenti.
I poveri resti umani appartengono alle due sorelle italiane.
E se la scienza aiuta spesso a trovare colpevoli e prove per i casi intricati della malavita, questa volta è soltanto un verdetto crudele che serve a dare un’identificazione nominale, peraltro già prevista.
Intanto a Taba sono stati recuperate oltre trenta vittime e si è deciso di non continuare a scavare, ma sembra che mancano ancora all’appello alcuni dispersi.
I genitori, separati da tempo ma uniti in questa drammatica circostanza, sono arrivati in Egitto con un aereo messo a disposizione dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Poi ricevuta la triste notizia sono scoppiati in lacrime ma hanno voluto ugualmente conoscere l’area della tragedia delle loro figlie, pregando per pochi muniti e lasciando un mazzo fiori.
L’Ufficio stampa della Coldiretti di Cuneo, ha emanato una comunicazione ufficiale in cui i genitori delle due ragazze chiedono rispetto agl’organi di stampa per il loro immenso dolore e che attenderanno in Italia il rientro delle salme che è previsto tra un paio di giorni.
Infine parole di ringraziamento per il ministro Frattini, il console italiano al Cairo, lo psicologo dott. Picccione, il viceministro egiziano Garwish e per tutti quelli che si sono adoperati in questa triste vicenda.
In serata i due ex coniugi erano già rientrati nel nostro paese.
Quello che sembrava un viaggio di speranza, fortemente voluto dalla madre, Denise Pomero, è risultato una cruda e violenta realtà.
Sul fronte delle indagini al momento non vengono alla luce particolari novità. Queste ennesimo atto di sangue contro civili inermi e anche per certi versi un pò strano, al momento non ha un vero responsabile e nessuna rivendicazione ufficiale.
L’intelligence israeliana che ha lavorato a stretto conttato con gli egiziani ipotizza la ” mano ” di Al Qaida, mentre i servizi segreti arabi stanno vagliando altre ipotesi come quella palestinese.
Da tempo il governo egiziano non nasconde la possibilità di attentati al di fuori dei confini nazionali della Palestina creando così una profonda destabilizzazione nell’area medio orientale.
Certo è che da diversi anni nel Sinai, bellissima penisola amata dai turisti europei, non mancano attacchi e rapine verso gli occidentali e gli stranieri.
Sicuramente questo atto terroristico, sia per le modalità sia per il luogo, porta a pensare ad una resistenza islamica oramai unificata su numerosi fronti, che spazia dalla lontana Cecenia, all’Indonesia, al Sri Lanka, all’Iraq, all’Egitto e Turchia e Pakistan, tutti luoghi d’incomparabile splendore che presto dovremo dimenticare di viaggiare e possibilmente di visitare per i pericoli di morte che incombano sulle nostre teste in qualsiasi momento.

G. Fiesoli.

***IMMAGINE: Ritratto di donna beduina in abito tradizionale, Sinai 2000.
Foto originale e successiva elaborazione con programma grafico –
Gianluca Fiesoli ©

Riferimenti: La tragedia di Taba

In ricordo di Henri Cartier Bresson


Da alcune settimane è morto un Maestro delle fotografia del Novecento H. Cartier Bresson.
Artista nel vero senso della parola, oltre che fotografo per cui rimarrà a lungo nelle nostre memorie, Bresson era anche un disegnatore e pittore.
Arrivò alla fotografia molto presto e casualmente, e capisce subito abbandonando la borghesia e cominciando a viaggiare che questa forma artistica lo accompagnerà per tutta la vita.
Dopo un viaggio in Costa d’avorio, alla fine degli Trenta espone a New York quasi a conferma dell’innato talento artistico.
Il suo stile, peraltro riconoscibile quasi sempre, in un rigoroso bianco e nero, lo mette in evidenza per quel modo compositivo in cui scatta le sue immagini. Uno stile quasi definito, molto spesso perfetto che è indicativo nei disegnatori di matita.
Nel 1947 fonderà la prestigiosa Agenzia Magnum con Capa e Chim, e l’incontro con il Maestro Paul Strand, altro grande fotografo del nostro tempo, un avvenimento avvenuto in un montaggio cinematografico, lo segnerà per tutta la vita.
Intuitivo, rapido, intellettuale, testimonierà i grandi avvenimenti del secolo, dalla Cina, gli anni del disgelo, la Liberazione di Parigi, le religioni, le povertà dell’India, la buona società francese intorno alla moda di Dior.
Nel 1966 lascia la Magnum e fino al 1973 eseguirà gl’ultimi reportages.
Tra le sue frasi famose, ” non ho nessun messaggio da dare nè una missione da svolgere, soltanto il mio punto di vista “, ma quella che forse si accosta di più alla sua personalità schiva ma determinata è una ” profezia ” che risulterà esatta quando negl’anni Settanta decise di lasciare per sempre la fotografia: ” Nei prossimi decenni ci saranno in giro tante belle/brutte fotografie, quasi tutte senza una anima”.
Una dichiarazione senza un minimo di presunzione e che rispecchia l’arte fotografica di oggi sui media e sui giornali e nell’ambiente dell’editoria, tante immagini senza difetti che però non hanno un ” sentimento ” vero e si ripetano spesso.
Dal 1973 ai giorni nostri si dedica esclusivamente al disegno e al carboncino nlla sua casa di Parigi, quasi “scomparendo ” dalla scena pubblica. Le grandi mostre continuano a far parlare di lui ma non è mai tornato indietro a questa decisione.
Bresson fotografava unicamente per il suo piacere, ci mancherà.

* Kasmir 1948 – H. C. Bresson © – Tutti diritti riservati.

Riferimenti: In ricordo di H. C. Bresson