Ancora storie dalla lontana Lashkar-gah.

 

Quando è fuori in giardino, ha sempre un sorriso per chi gli si avvicina. Nella sua situazione non so chi riuscirebbe a sorridere: Quadratullah ha più o meno 12 anni e non ha più le gambe. Stava giocando fuori da una casa con i suoi due fratelli, Nanai di 14 anni e Naquibullah di 10, quando una porta socchiusa li ha incuriositi.

Si sono avvicinati in fila indiana: quando Nanai ha aperto la porta è stato dilaniato da un’esplosione; dietro di lui Quadratullah, parzialmente riparato da suo fratello, si è ritrovato a terra con metà del viso ustionata, le gambe ridotte a moncherini, la mano sinistra ferita dalle schegge. Il fratello più piccolo, coperto dai corpi dei due fratelli maggiori, è stato colpito da alcune schegge sugli arti superiori.

È quasi un mese che Quadratullah è arrivato al nostro Centro chirurgico di Lashkar-gah: è stato operato, curato, nutrito e riabilitato. Ora è autonomo, riesce a fare quasi tutto sulla sedia a rotelle che non abbandona mai.

Verrà dimesso a giorni e ci parla dei suoi desideri, fa progetti: vorrebbe andare a scuola, ma nel suo villaggio non ce n’è nemmeno una. È felice quando gli diciamo che potrà portare a casa la sua sedia a rotelle, per lui è un grandissimo regalo. Non riusciamo a rispondergli, la sua felicità per una carrozzina ci lascia senza parole.

 

Per maggiori informazioni, donazioni e sostegno visitare il sito  http://www.emergency.it

 

 

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La felicità di tornare a camminare.

A Sulaimaniya, Jabar torna a camminare a passi pari e uguali.

Jabar, 12 anni, arriva al Centro di riabilitazione di Emergency a Sulaimaniya accompagnato da suo padre per sostituire la protesi, rotta e ormai troppo piccola per lui. Jabar aveva perso la gamba nel 2007, quando la sua casa venne bombardata.

Arriva con la vecchia protesi, insieme ai pochi effetti personali, in un sacchetto di plastica. Il bambino sarà ospite del Centro di riabilitazione di Emergency per il tempo necessario alla produzione del nuovo arto. Jabar è felicissimo e si presta volentieri, giorno dopo giorno, a tutte le prove intermedie necessarie alla costruzione della gamba nuova.

Dopo qualche giorno la nuova protesi di Jabar è pronta. È perfetta, Jabar può finalmente tornare a casa. Ha abbandonato le stampelle sul letto, non gli serviranno più. Fa l’ultimo giro nel Centro, guardandosi orgoglioso nelle finestre a specchio, è davvero un uomo.

Mentre se ne va, saluta portandosi la mano sul cuore. Adesso può tornare a giocare, a vivere, con i suoi passi pari e uguali.

http://www.emergency.it

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