Io non ci stò…….neanche io.

Tra i diversi decreti discutibili che ha fatto questo  governo, ma che adesso pare essere al capolinea, oltre alle ” donnette ” e la politica del Cavaliere che dobbiamo sorbirci ogni giorno,  anche la legge per la stabilità è l’ ennesimo  ” taglio della scure “.

Riceviamo la presente per diffondere e per sottoscrivere l’ appello.

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Sottoscrivi l’appello in difesa del 5 per 1000 su http://www.iononcisto.org.

Se entrerà in vigore la nuova “Legge per la stabilità” che mette un tetto al 5 per 1000, tutte le organizzazioni del terzo settore subiranno un taglio dei fondi del 75%.

Negli scorsi giorni, i giornali hanno riportato la notizia che la Commissione Bilancio della Camera dei Deputati ha esaminato il testo della nuova “legge per la stabilità”. Tale legge limiterebbe a 100 milioni di euro i fondi da destinare al “5 per 1000” con una riduzione del 75% rispetto all’importo dell’anno precedente. Tale ulteriore taglio si aggiunge a quelli effettuati al bilancio della cooperazione internazionale italiana, ai contributi alle istituzioni internazionali che aiutano i paesi in via di sviluppo e a quelli per la ricerca scientifica, universitaria e sanitaria.

Questi tagli si ripercuotono significativamente sull’operatività delle organizzazioni del terzo settore, che hanno dimostrato una professionalità molto elevata, oggetto di apprezzamento in Italia e all’estero.

Tagliare i fondi a disposizione del “5 per 1000” significherebbe anche limitare drasticamente la libertà dei cittadini di decidere come destinare la propria quota dell’imposta sui redditi direttamente a sostegno degli operatori del terzo settore.

Per queste ragioni chiediamo al Parlamento Italiano di intervenire per eliminare, nel testo della legge di prossima discussione, il tetto di 100 milioni di euro da destinare al “5 per 1000” per l’anno 2011, ripristinando quanto meno l’importo dei fondi previsti nell’anno 2010.

Ti chiediamo una mano: per dare più forza alla nostra richiesta serve anche la tua firma. Se sei d’accordo con noi, sottoscrivi l’appello su http://www.iononcisto.org e aiutaci a diffondere la notizia.

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Darfur: una petizione per cancellare un assurda condanna a morte di bambini.

Petizione per cancellare la condanna a morte dei bambini del Darfur.

“Ci risiamo. Il 21 Ottobre, la Corte Speciale ha condannato a morte
altri quattro bambini, ritenuti colpevoli di aver partecipato
all’assalto di un convoglio in Sud Darfur, nel maggio 2010. Solo due
minorenni sono stati sottoposti a visite mediche per verificarne
l’età, come prevede il Sudanese Child Act, approvato dallo stesso
Governo, che proibisce l’esecuzione di minori di 18 anni.

Firma anche tu l’appello di Italians for Darfur, affinchè la pena di
morte venga commutata in altra pena. Circa 15.000 persone lo hanno
già fatto in sole tre settimane, in occasione della precedente
denuncia di Italians for Darfur, consacrandone il successo con la
sospensione della pena. Anche questa volta, speriamo, grazie alle
vostre firme, di recapitare in breve tempo il nostro appello alle
autorità sudanesi”.

Antonella Napoli, Presidente di Italians for Darfur

Con questo appello chiediamo al Governo sudanese di sospendere la
sentenza ma anche di approfondire le responsabilita’ del
coinvolgimento di questi bambini in azioni di guerra.

Ferma la mano del boia, firma l’appello di Italians for Darfur.
<http://www.italianblogsfordarfur.it/petizione/>

Condividi e fai firmare il link seguente tra i tuoi amici e sui
maggiori siti e social network italiani:

http://www.italianblogsfordarfur.it/petizione/

Firma contro la paga da fame.

Ricevo la presente e pubblico con piacere dall’ Associazione Lombarda dei Giornalisti per voce di Amedeo Vergani. 

 

 

 
 
Fotografi “in protesta”
 
CONTINUA LA RACCOLTA FIRME
PER BOICOTTARE
I SETTE EURO A FOTO
DEL COMUNE
PER RACCONTARE
UNA “MILANO DA SOGNO” 
 
Alla berlina anche la “Fratelli Alinari” e l’editrice “Blurb”
 
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Continua la raccolta di firme per boicottare l’iniziativa del Comune di Milano che ( vedi notizia che riportiamo qui sotto ) vorrebbe farsi a costo quasi nullo un dossier di immagini su una “Milano da sogno” da utuilizzare poi per i suoi fini promozionali.
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     Fotografia&Informazione attacca duramente un Concorso di fotografia organizzato da Comune di Milano, Fratelli Alinari Gruppo 24Ore  e Blurb come  ‘’l’ ennesimo segnale della tragica realtà che caratterizza la fotografia nel nostro paese’’ e invita a boicottarlo.
     Si tratta del concorso “Sogno Milano,la città attraverso la fotografia contemporanea”, partito qualche giorno fa, attraverso il quale verranno selezionati per raccontare la città tra i dieci e i venti “artisti della fotografia”.
     Marco Capovilla, giornalista e vicepresidente di Fotografia&Informazione, svolge una amara riflessione sul sito dell’associazione e denuncia prima di tutto il livello offensivo dei compensi offerti ai vincitori : sette euro per una foto.
    “Non stiamo parlando del listino prezzi delle stampe 20×30 di un laboratorio di stampa amatoriale on-line. Sette euro a foto- denuncia Capovilla –  rappresenta il compenso per fotografia previsto dal nuovo, grandioso concorso lanciato da tre prestigiosissimi soggetti : il Comune di Milano e Fratelli Alinari (Gruppo 24Ore), oltre al service di stampa di libri digitali Blurb”.
    Al di là dei compensi per i fotografi che verranno scelti (500 euro per 35-70 immagini che, come dice il bando,  «verranno utilizzate per tutte le attività istituzionali, promozionali e di comunicazione della città di Milano a carattere non commerciale » – praticamente per qualsiasi iniziativa – Capovilla sottolinea come il bando imponga, di fatto, anche il punto di vista che le immagini dovrebbero rappresentare.
    I fotografi che vorranno partecipare al concorso – spiega Capovilla – dovranno saper “raccontare Milano in tutti i suoi aspetti positivi” e, per non lasciare il minimo spazio al dubbio “Le immagini proponibili dovranno essere rappresentative di aspetti positivi della città di Milano”.
Ossia, per parlare chiaro, rappresentare Milano unicamente nei suoi aspetti positivi e mettere da parte quei “suoi  aspetti, non diciamo negativi, ma nemmeno discussi, problematici o contraddittori”.
    A questo punto, suggerisce Fotografia&Informazione, “si potrebbe organizzare una bella improvvisata al Comune di Milano e ai suoi nobili soci: inondargli il server proprio di queste immagini che loro disdegnano”. Qualche immagine di Via Padova, ad esempio, o delle codizioni del Lambro, o ancora,  dei rom, dei quartieri dormitorio, delle fabbriche che chiudono, e così via. “Chissà che, finalmente aperti gli occhi sulla realtà, il Comune non decida di affrontare i numerosi problemi che i cittadini ben conoscono per essere costretti a viverli sulla loro pelle ma che gli amministratori vorrebbero veder sparire del tutto, perfino dalle fotografie”.
    Fotografia&Informazione invita quindi a boicottare questo concorso, non partecipando. E annuncia la diffusione in tempi brevi di ‘’una lettera-tipo, da compilare e da inviare al Comune di Milano, in cui si spiega perché si è deciso di non partecipare a questo concorso’’.

  

 

 
 

 

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Rai: una petizione per Enrico Varriale

Una petizione di molti giornalisti sta circolando per tutta le testate Rai, comprese le sedi regionali e provinciali per chiedere ai vertici il reinserimento del popolare conduttore Enrico Varriale che è stato rimosso dal Direttore della testata Fabrizio Maffei.
L? iniziativa resterà aperta fino alla metà del prossimo mese ed ha generato una violenta polemica.
Intanto il comitato di redazione di Raisport ha indetto un assemblea per contestare le drastiche decisioni della Tv statale, per discutere il ? caso ? del giornalista sportivo e soprattutto per cercare di convincere i Dirigenti a tornare in una situazione di legalità

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Riferimenti: Rai Varriale