Srebrenica, si avvicina il giorno del ricordo e del dolore.

Srebrenica da lontano copiaCinquant’anni dopo che il mondo ha detto “Mai più” agli orrori dell’Olocausto, il genocidio è avvenuto in territorio europeo.

Il nome Srebrenica è diventato sinonimo di quei giorni oscuri nel luglio 1995 quando, nella prima zona dichiarata sicura dalle Nazioni Unite, migliaia di uomini e ragazzi furono sistematicamente assassinati e sepolti in fosse comuni.

Le vittime, prevalentemente musulmane, sono state selezionate per la morte sulla base della loro identità. Questa è stata la peggiore atrocità sul suolo europeo dopo la seconda guerra mondiale.

Sebbene Srebrenica sia l’unica uccisione di massa nelle guerre balcaniche che è stata ufficialmente riconosciuta come genocidio dai tribunali internazionali, questa atrocità è stata solo l’atto finale di una strategia genocida molto più ampia, eufemisticamente soprannominata “pulizia etnica”.

Il genocidio di Srebrenica è stata la conclusione programmata, sistematica e industrializzata di una campagna di quattro anni di deportazione forzata, torture, omicidi di massa e violenza sessuale sistematica da parte delle forze serbo bosniache al servizio del loro obiettivo di creare una “Grande Serbia”. Un obbiettivo pagato a caro prezzo e che comunque è fallito.

Fervono i preparativi per la 23° ricorrenza. Sarà ancora una volta il giorno della Bosnia Erzegovina e tutta la nazione si fermerà l’ undici luglio, sebbene oramai in qualsiasi mese dell’ anno il mausoleo di Potocari è meta di  curiosi, turisti o chi comunque vuole dare un piccolo omaggio dal cuore a questo sfortunato popolo che da quella scellerata guerra ha cambiato volto e forse il suo destino.

Non ci sono più solo Mostar e Sarajevo adesso per chi va in Bosnia è quasi diventato un dovere fare una sosta in questa silenziosa e verde valle.

Le cifre dell’ Autorità del Mausoleo di Potocari parlano chiaro e sono in continuo aumento. Nel 2017 oltre centotrentamila persone hanno visitato questi luoghi. Ma quello che sorprende è che circa la metà provengono da paesi stranieri senza contare le visite individuali e non registrate.

Il Memorial Centre è stato ufficialmente aperto dall’ex presidente degli Stati Uniti Bill Clinton nel settembre 2003. Quello stesso anno, a marzo, le prime 600 vittime identificate di genocidio furono sepolte. Con successive sepolture di diverse centinaia di vittime, ogni anno, questo campo è stato istituito come luogo di conservazione della memoria del massacro di Srebrenica.

Per la “ Marš mira 2018 “, la Marcia della Pace “  Zepa – Srebrenica – Potocari inizierà il 9 luglio dal sito di Borak e terminerà due giorni dopo nel primo pomeriggio.

Il percorso questa volta ha subito delle importanti modifiche grazie alla conclusione dello sminamento nelle zone che vanno da Kamenica Hill a Bulj e dalla fine del massacro sarà la prima volta

Sono attese settemila persone a questa camminata che farà tappa in alcune zone più significative della guerra e ad ogni fermata ci saranno minuti di raccoglimento e brevi preghiere.

Anche le polemiche stanno avendo la loro parte in questi giorni. L’ultimo di queste ore è il diniego all’ Ambasciatore Russo di partecipare alla commemorazione per via dei fatti accaduti al Palazzo di Vetro nel luglio 2015,  quando la Russia in quanto membro permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha posto il veto e ha impedito l’adozione della risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite su Srebrenica, che era stato proposto dal Regno Unito.

L’ ultimo comunicato stampa dell’ Istituto delle Persone Scomparse per voce di uno dei maggiori rappresentanti, la Dott.ssa Lejla Cengic, dice che fino ad ora sono state identificate solamente 43 vittime ma nelle prossime due settimane il numero dovrebbe salire ulteriormente.

Secondo lei, il più giovane tra quelli identificati è Vesid Ibrić. Aveva 16 anni quando fu ucciso e le sue spoglie furono riesumate nel 2001 dalla fossa comune di Liplje nella zona di Zvornik.

Feris Mehmedovic aveva 16 anni quando è stato ucciso. I suoi resti sono stati trovati in due fosse comuni – 2000 parti di scheletri sono stati riesumati da una fossa comune Glogova nella zona Bratunac, e parti di scheletri sono stati esumati nove anni più tardi, vale a dire nel 2009, dalle fosse comuni nella zona di Srebrenica Zalazje – ha detto la Cengic.

Il terzo minore a essere sepolto in questa giunta è Edin Burić, che aveva 17 anni. Le sue spoglie sono state riesumate nel 2001 dalla fossa comune di Liplje, nella zona di Zvornik.

La dottoressa sottolinea che tra le vittime identificate c’è una donna che al momento dell’omicidio era al sesto mese di gravidanza.

La Cengic ha poi ribadito che questo però non è il numero finale delle vittime che sarà sepolto al funerale congiunto a Potocari quest’anno.

Nel progetto di identificazione Podrinje a Tuzla, ci sono resti delle altre vittime del genocidio che sono già stati formalmente identificati.

Quindi, sulla base di analisi del DNA e delle informazioni delle famiglie, ma soprattutto a causa di scheletri incompleti gli stessi nuclei familiari o parentali  non hanno ancora deciso per l’ esumazione.

Inoltre, l’ Istituto delle Persone Scomparse ha i resti di 126 vittime identificate nell’analisi del DNA. Si tratta di casi attivi, o sull’identità stabilita preliminare e progettato per essere quasi pronti al riconoscimento delle famiglie. I resti delle vittime provengono da fosse comuni nell’area di Donji Podrinje.

Comunque un numero inferiore di vittime rispetto agli anni passati  sarà sepolto tra a Luglio.

E’ il risultato della mancanza di informazioni sui potenziali individuali e purtroppo sulle difficoltà enormi che s’ incontrano durante il lavoro di ricerca, di assegnazione e di ricomposizione.

 

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