Gl’ interessi sui rimborsi dell’ Iva.

Un articolo sugl’ interessi relativi ai rimborsi Iva a firma di Maurizio Villani, Ipsoa Editore, Pmi Microsoft ©  –  I diritti sono riservati.

____________________

Interessi sui rimborsi IVA, doppio binario per la decorrenza.

Il D.M. 21 maggio 2009 ha modificato la misura del tasso di interessi fissato per i rimborsi in materia IVA, dovuti nella misura del 2% annuo, a decorrere dal 1° gennaio 2010; l’interesse così stabilito ha decorrenza differente a seconda che destinatario del rimborso sia un contribuente residente o non residente nel territorio della Comunità.

Interessi sui ritardati versamenti IVAI versamenti dell’imposta sul valore aggiunto sono disciplinati dall’art. 38, D.P.R. 633/1972, in base al quale:«i versamenti previsti dagli artt. 27 , 30 e 33 devono essere eseguiti al competente ufficio dell’IVA mediante delega del contribuente ad una delle aziende di credito di cui all’ art. 54 del regolamento per l’amministrazione del patrimonio e per la contabilità generale dello Stato, approvato con R.D. 23 maggio 1924, n. 827 ovvero ad una delle casse rurali e artigiane di cui al R.D. 26 agosto 1937, n. 1706, modificato con la L. 4 agosto 1955, n. 707, avente un patrimonio non inferiore a lire cento milioni. La delega deve essere rilasciata presso una qualsiasi dipendenza dell’azienda delegata sita nel territorio dello Stato. L’azienda delegata deve rilasciare al contribuente una attestazione recante l’indicazione dell’importo dell’ordine di versamento e della data in cui lo ha ricevuto e l’impegno di effettuare il versamento all’ufficio per conto del contribuente entro il quinto giorno successivo. La delega e` irrevocabile ed ha effetto liberatorio per il delegante. Le caratteristiche e le modalità di rilascio dell’attestazione, nonché le modalità per l’esecuzione dei versamenti agli uffici dell’imposta sul valore aggiunto, per la trasmissione dei relativi dati e documenti all’amministrazione e per i relativi controlli sono stabilite con decreto del Ministro delle finanze di concerto con il Ministro del tesoro. I versamenti diversi da quelli indicati nel primo comma devono essere eseguiti direttamente all’Ufficio dell’imposta sul valore aggiunto o in contanti o mediante assegni circolari non trasferibili intestati all’ufficio stesso o mediante altri titoli di credito bancario o postali a copertura garantita.

Il versamento mediante assegni circolari o titoli bancari o postali può essere eseguito anche a mezzo posta con lettera raccomandata, nella quale deve essere specificata la causale del versamento.

L’ufficio rilascia quietanza nelle forme e con le modalità stabilite con decreto del Ministro delle finanze anche in deroga alle disposizioni contenute negli articoli 238 e 240 del regolamento per l’amministrazione del patrimonio e per la contabilità generale dello Stato, approvato con regio decreto 23 maggio 1924, n. 827».

Fino al 1999 (data della sua abrogazione avvenuta ai sensi dell’art. 37, D.Lgs. n. 46/1999, così come modificato dall’art. 2, D.Lgs. n. 193/2001), l’art. 60, comma 2, del decreto IVA stabiliva che «sulle somme dovute a norma dei precedenti commi si applicano gli interessi calcolati al saggio indicato nell’ art. 38 bis, con decorrenza dal sessantesimo giorno successivo alla scadenza del termine del 5 marzo dell’anno solare cui si riferisce l’accertamento o la rettifica».

Pertanto, al ritardato pagamento delle somme dovute dal contribuente si applicava il tasso di interesse nella stessa misura stabilita per i ritardati rimborsi IVA da parte dell’amministrazione finanziaria, disciplinati appunto dall’art.38-bis, D.P.R. n. 633/1972.

L’art. 38-bis stabilisce (comma 1) che:

«i rimborsi previsti nell’articolo 30 sono eseguiti, su richiesta fatta in sede di dichiarazione annuale, entro tre mesi dalla scadenza del termine di presentazione della dichiarazione prestando, contestualmente all’esecuzione del rimborso e per una durata pari a tre anni dallo stesso, ovvero, se inferiore, al periodo mancante al termine di decadenza dell’accertamento, cauzione in titoli di Stato o garantiti dallo Stato, al valore di borsa, ovvero fideiussione rilasciata da un’azienda o istituto di credito, comprese le casse rurali e artigiane indicate nel primo comma dell’articolo 38, o da una impresa commerciale che a giudizio dell’Amministrazione finanziaria offra adeguate garanzie di solvibilità o mediante polizza fideiussoria rilasciata da un istituto o impresa di assicurazione.

Per le piccole e medie imprese, definite secondo i criteri stabiliti dai decreti del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato del 18 settembre 1997 e del 27 ottobre 1997, di adeguamento alla nuova disciplina comunitaria, dette garanzie possono essere anche prestate, dai consorzi o cooperative di garanzia collettiva fidi di cui all’articolo 29 della legge 5 ottobre 1991, n. 317, iscritti negli elenchi previsti dagli articoli 106 e 107 del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e successive modificazioni.

Per i gruppi di società, con patrimonio risultante dal bilancio consolidato superiore a 500 miliardi di lire, la garanzia può essere prestata mediante la diretta assunzione da parte della società capogruppo o controllante di cui all’art. 2359 del codice civile della obbligazione di integrale restituzione della somma da rimborsare, comprensiva dei relativi interessi, all’Amministrazione finanziaria, anche per il caso di cessione della partecipazione nella società controllata o collegata. In ogni caso la società capogruppo o controllante deve comunicare in anticipo all’Amministrazione finanziaria l’intendimento di cedere la partecipazione nella società controllata o collegata.

La garanzia concerne anche crediti relativi ad annualità precedenti maturati nel periodo di validità della garanzia stessa.

Dall’obbligo di prestazione delle garanzie sono esclusi i soggetti cui spetta un rimborso di imposta di importo non superiore a lire 10 milioni.

Sulle somme rimborsate si applicano gli interessi in ragione del 5 per cento annuo, con decorrenza dal novantesimo giorno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione, non computando il periodo intercorrente tra la data di notifica della richiesta di documenti e la data della loro consegna, quando superi quindici giorni.

Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate sono definite le ulteriori modalità ed i termini per l’esecuzione dei rimborsi previsti dal presente articolo».

L’abrogazione dell’art. 60 ha comportato un vuoto legislativo per quanto riguarda l’ammontare del tasso di interesse applicabile alle imposte o maggiori imposte accertate.

Infatti la norma abrogata stabiliva l’applicabilità dello stesso tasso di interesse stabilito per i rimborsi, anche per le somme accertate dovute dal contribuente.

L’art. 23, D.Lgs. n. 46/1999 prevede espressamente che «le disposizioni previste dall’articolo 15 primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, come sostituito dall’articolo 4 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 462, nonché i termini di decadenza di cui all’articolo 25 comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, si applicano anche all’imposta sul valore aggiunto».

Per tutto quanto detto, fino ad ora, in materia IVA si rileva una genericità delle disposizioni riguardanti gli interessi applicabili ai ritardati versamenti dell’imposta, essendo venuto meno, a seguito di abrogazione, l’art. 60, D.P.R. n. 633/1972 che disciplinava i criteri per l’individuazione dell’ammontare dei tassi applicabili alle fattispecie di ritardati versamenti.

L’art. 2 dello Statuto del contribuente disciplina i principi di chiarezza e trasparenza delle norme tributarie. Purtroppo, a tale principio non sempre viene riconosciuta la giusta rilevanza.

Interessi applicati sulle somme accertate

L’art. 3-bis, D.Lgs. n. 462/1997 (introdotto dalla legge n. 244/2007) disciplina la rateazione delle somme dovute a seguito di liquidazione automatica, fissando il relativo tasso di interessi applicabile al 3,5% annuo. Stabilisce, infatti, al comma 3, che «l’importo della prima rata deve essere versato entro il termine di trenta giorni dal ricevimento della comunicazione.

Sull’importo delle rate successive sono dovuti gli interessi al tasso del 3,5 per cento annuo, calcolati dal primo giorno del secondo mese successivo a quello di elaborazione della comunicazione.

Le rate trimestrali nelle quali il pagamento è dilazionato scadono l’ultimo giorno di ciascun trimestre».

Interessi sui rimborsi

Gli articoli che disciplinano i rimborsi in materia di IVA sono gli articoli 38-bis, 38-bis1, 38-bis2 e 38-ter, i quali sanciscono le regole da applicare rispettivamente all’esecuzione:
-dei rimborsi in generale;
-dei rimborsi dell’imposta assolta in altri Stati membri della Comunità;
-dei rimborsi a soggetti non residenti stabiliti in un altro Stato membro della Comunità;
-dei rimborsi a soggetti non residenti stabiliti in Stati non appartenenti alla Comunità.L’art. 1, comma 2, D.M. 21 maggio 2009 ha modificato la misura del tasso di interessi fissato per i rimborsi in materia IVA,

stabilendo che «gli interessi per i rimborsi in materia di imposta sul valore aggiunto, previsti dagli articoli 38-bis e 38-ter del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633,

sono dovuti nella misura del 2 per cento annuo, a decorrere dal 1° gennaio 2010».

L’interesse così stabilito (2% annuo) ha decorrenza differente a seconda che destinatario del rimborso sia un contribuente residente o non residente nel territorio della Comunità:
-nel primo caso, gli interessi si calcolano dal 90° giorno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione, all’interno della quale viene presentata l’istanza di rimborso;
-nel secondo caso, gli interessi decorrono dal 180° giorno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione, nella quale viene presentata l’istanza di rimborso.

Vedi Tabella

iva

Annunci

Iva 2010, ancora delucidazioni.

Iva 2010, delucidazioni sul modello, istruzioni, i soggetti interessati e le novità di quest’anno, un articolo a firma di Francesco Scopacasa . Pmi Microsoft – Ipsoa Editore – diritti riservati.

____________________  

 

IVA 2010: Il modello e le istruzioni.

Con provvedimento 15 gennaio 2010 sono stati approvati i modelli, con le relative istruzioni, concernenti le dichiarazioni Iva 2010 relative all’anno 2009.

 

Contenuti della dichiarazione annuale
I contenuti della dichiarazione IVA sono stabiliti dall’art. 8, comma 2, del D.P.R. n. 322/1998, che ha apportato notevoli semplificazioni rispetto al previgente testo dell’art. 28 del D.P.R. n. 633/1972.Dati essenziali
È prevista infatti l’indicazione dei dati e degli elementi necessari per l’individuazione del contribuente, per la determinazione dell’ammontare delle operazioni e dell’imposta e per l’effettuazione dei controlli. Tale generica formulazione persegue lo scopo di consentire all’Amministrazione finanziaria di modificare, in ciascun anno, la composizione dei dati richiesti, adattandola alle esigenze del singolo periodo d’imposta, senza dover attendere, di volta in volta, la modifica della normativa da parte del Parlamento.Dati informativi
Oltre a questi dati, essenziali per la determinazione dell’imposta a debito o a credito del contribuente, nel Modello possono essere richiesti altri dati anche con valore semplicemente “informativo”, con la sola esclusione di quelli che l’Amministrazione finanziaria è in grado di acquisire direttamente.

I Modelli di dichiarazione annuale: Modello unificato (UNICO), Modello autonomo (IVA 2010) e Modello semplificato (IVA Base)
La dichiarazione annuale dell’Imposta sul valore aggiunto deve essere presentata dai contribuenti, in via generale, con il Modello unificato (Modello UNICO 2010, relativo al periodo d’imposta 2009), unitamente alla dichiarazione dei redditi.

Inserimento in “UNICO” dei quadri del modello “IVA base”
Dall’anno 2010, determinati soggetti possono, in presenza di specifiche condizioni, presentare la Dichiarazione annuale IVA inserendo in UNICO un modello IVA semplificato, denominato “IVA base” .

Nel Modello unificato UNICO dovevano essere inserite in passato, ricorrendone i presupposti, anche la dichiarazione IRAP e la dichiarazione relativa agli obblighi del contribuente in qualità di sostituto d’imposta.

Modello IVA autonomo
Alcune categorie di contribuenti IVA, che costituiscono un numero limitato di soggetti, sono invece tenute a presentare la dichiarazione dell’IVA con il Modello autonomo (IVA 2010, relativo al periodo d’imposta 2009, V. oltre, “Presentazione della dichiarazione annuale: soggetti obbligati”).

I Quadri IVA dei due Modelli sono identici ma va tenuto presente che, in caso di presentazione del Modello unificato deve essere utilizzato:

Uso alternativo del Frontespizio e dei Quadri VX e RX
I contribuenti tenuti alla presentazione del Modello unificato, devono compilare il Frontespizio compreso nel Modello unificato e non quello compreso nel Modello autonomo. Inoltre, in luogo del Quadro VX contenuto nel Modello autonomo, deve essere compilato il corrispondente Quadro RX del Modello unificato.

Il Quadro VX interessa quindi i soli soggetti che presentano la dichiarazione in forma autonoma e, in caso di utilizzo di più moduli, deve essere compilato solo sul modulo n. 01.

In effetti, quindi, a differenza di quanto avveniva in passato, non si tratta di due distinti Modelli di dichiarazione annuale IVA, ma piuttosto di un solo Modello IVA che viene presentato dalla generalità dei contribuenti in forma unificata con i Modelli di dichiarazione dei redditi e invece, da taluni contribuenti, in forma autonoma.

Al momento della chiusura del presente volume per la stampa, è stato approvato dall’Agenzia delle Entrate con provvedimento del 15 gennaio 2010 il solo Modello autonomo IVA 2010, al quale si riferiscono le note di commento. Il Modello unificato UNICO 2010 dovrà essere approvato entro il 31 gennaio 2010. Tuttavia, come è indicato in seguito, tra i due Modelli non sussistono differenze relativamente ai quadri IVA.

Autore: Francesco Scopacasa

 

IVA 2010: Soggetti interessati.

 

Presentiamo l’elenco dei soggetti che devono provvedere alla compilazione del Mod. Iva 2010.

 

Soggetti obbligati alla presentazione del Modello autonomo
Sono obbligati alla presentazione della dichiarazione IVA, in linea generale, tutti i contribuenti IVA, cioè i soggetti titolari di numero di partita IVA, anche se non hanno effettuato operazioni imponibili (V. art. 8, comma 1, del D.P.R. n. 322/1998).Tra i soggetti obbligati alla presentazione della dichiarazione IVA occorre distinguere tra:

soggetti obbligati alla presentazione del Modello autonomo IVA 2010, e
soggetti obbligati alla presentazione del Modello unificato UNICO 2010.

Quadro di sintesi: modello “autonomo” e soggetti obbligati

Soggetti obbligati alla presentazione del Modello autonomo IVA 2010 A) Società di capitali ed enti soggetti a IRES, con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare, e società di persone o altri soggetti diversi dalle persone fisiche, con periodo d’imposta chiuso anteriormente al 31 dicembre 2009.B) Società controllanti e controllate che hanno partecipato alla liquidazione “di gruppo”, anche per un periodo inferiore all’anno.C) Soggetti (ad esempio: società incorporante) che, a seguito di una operazione straordinaria o altra trasformazione sostanziale soggettiva, presentano nella propria dichiarazione il modulo relativo ad altro soggetto (ad esempio: società incorporata), che abbia partecipato durante l’anno alla procedura della liquidazione di gruppo.

D) Soggetti (ad esempio: società incorporante) che a seguito di una operazione straordinaria o altra trasformazione sostanziale soggettiva avvenuta nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2010 e la data di presentazione della dichiarazione relativa al 2009, presentano nella propria dichiarazione il modulo relativo ad altro soggetto (ad esempio: società incorporata), che si sia estinto a seguito dell’operazione (nell’esempio fatto: fusione per incorporazione).

E) Soggetti non residenti che si sono avvalsi di un rappresentante fiscale in Italia.

F) Soggetti non residenti che si sono identificati direttamente ai sensi dell’art. 35-ter del D.P.R. n. 633/1972.

G) Curatori fallimentari e commissari liquidatori per le dichiarazioni presentate per conto dei soggetti falliti o posti in liquidazione coatta amministrativa.

H) Venditori “porta a porta” e altri particolari soggetti.

Soggetti che hanno la facoltà di presentare il Modello autonomo IVA 2010 I) Soggetti la cui dichiarazione annuale evidenzia un credito che gli stessi intendono:utilizzare in compensazione;chiedere a rimborso.

 

Il Modello autonomo costituisce l'”eccezione”
L’obbligo di compilare la dichiarazione IVA sul Modello “autonomo” costituisce un’eccezione, rispetto al Modello unificato e, come tale, è limitato ai seguenti soggetti:

A) Soggetti obbligati in relazione al periodo d’imposta:

società di capitali e altri enti soggetti ad IRES, con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare, e
società di persone, o altri soggetti diversi dalle persone fisiche, con periodo d’imposta chiuso anteriormente al 31 dicembre 2009.

B) Società controllanti e controllate che si sono avvalse della cosiddetta “liquidazione IVA di gruppo” di cui all’art. 73 del D.P.R. n. 633/1972
Tali società, che beneficiano di una forma speciale di compensazione dei debiti e crediti IVA nell’ambito del gruppo, non possono accedere all’ulteriore beneficio della compensazione cosiddetta “orizzontale” dei crediti IVA con i debiti per altri tributi, di cui all’art. 17 del D.Lgs. n. 241/1997.
Questo beneficio era già stato negato fin dall’anno 1999 con provvedimento amministrativo, ed é attualmente escluso normativamente dal quarto periodo dell’art. 3, comma 1, del D.P.R. n. 322/1998, inserito con il D.P.R. 14 ottobre 1999, n. 542.
Ne consegue che gli enti e le società che per l’anno 2009 hanno partecipato alla procedura di liquidazione dell’IVA di gruppo, anche se per un periodo inferiore all’anno, devono presentare in via autonoma la dichiarazione annuale IVA entro il 30 settembre 2010 e non devono comprendere la dichiarazione IVA in quella unificata (nel caso in cui siano tenuti alla presentazione dell’UNICO per le altre dichiarazioni).
La C.M. n. 57/E del 5 marzo 1999, par. 1.1 aveva già precisato che la dichiarazione deve essere autonomamente presentata anche nel caso in cui la società sia uscita dal gruppo nel corso dell’anno. Il termine del 30 settembre 2010 resta fermo sia nell’ipotesi di trasmissione telematica tramite un intermediario abilitato o una società del gruppo incaricata, sia nell’ipotesi di presentazione diretta in via telematica, da parte della controllante senza avvalersi né di un intermediario, né di una società del gruppo. Entro lo stesso termine deve essere presentato al competente agente della riscossione [Le funzioni della riscossione sono attribuite all’Agenzia delle Entrate che le esercita tramite la Equitalia S.p.a. (già Riscossione S.p.a.), il cui capitale è detenuto per il 51 % dall’Agenzia delle Entrate e per il 49 % dall’INPS. A decorrere dal 1° ottobre 2006 i riferimenti contenuti in norme vigenti al previgente sistema di affidamento ai concessionari si intendono riferiti alla Equitalia S.p.a. (D.L. 30 settembre 2005, n. 203, conv. in legge 2 dicembre 2005, n. 248, art. 3] il Modello riepilogativo della liquidazione delle singole società partecipanti al gruppo (Modello IVA 26 LP/ 2010) e un esemplare del prospetto riepilogativo, sottoscritto in originale, redatti esclusivamente su Modelli cartacei; la precisazione era stata fornita, già in passato, dal Ministero delle Finanze con C.M. n. 68/ E del 3 marzo 1999, par. 1.1.
Anche le garanzie previste dall’art. 6 del D.M. 13 dicembre 1979 devono essere presentate unitamente al Modello IVA 26 LP/2010 entro lo stesso termine (C.M. n. 92/E del 26 aprile 1999, par. 1.4).

C) Soggetti (ad esempio: società incorporante) che, a seguito di una operazione straordinaria o altra trasformazione sostanziale soggettiva, presentano nella propria dichiarazione il modulo relativo ad altro soggetto (ad esempio: società incorporata), che abbia partecipato durante l’anno alla procedura della liquidazione di gruppo.
Si tratta dei vari casi di trasformazioni sostanziali soggettive (V. oltre, “Presentazione della dichiarazione annuale – Casi particolari con utilizzo di più moduli”), nei quali la sola società “dante causa” (nell’esempio fatto: la società incorporata) ha partecipato durante l’anno 2009 alla procedura di liquidazione “di gruppo”, mentre la società “avente causa” (nell’esempio fatto: la società incorporante), non ha partecipato (per scelta o perché, ad esempio, non possedeva i requisiti necessari per la partecipazione).

D) Soggetti (ad esempio: società incorporante) che a seguito di una operazione straordinaria o altra trasformazione sostanziale soggettiva avvenuta nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2010 e la data di presentazione della dichiarazione relativa al 2009, presentano nella propria dichiarazione il modulo relativo ad altro soggetto (ad esempio: società incorporata), che si sia estinto a seguito dell’operazione medesima (nell’esempio fatto: fusione per incorporazione).
Si tratta dei vari casi di trasformazioni sostanziali soggettive (V. oltre, “Presentazione della dichiarazione annuale – Casi particolari con utilizzo di più moduli”), nei quali si siano verificate due condizioni:
a) la trasformazione è avvenuta nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2010 e la data di presentazione della dichiarazione relativa al 2009;
b) la sola società “dante causa” si è estinta a seguito di tale trasformazione.

E) Soggetti non residenti che si sono avvalsi di un rappresentante fiscale in Italia (V. C.M. n. 57/E del 5 marzo 1999, par. 1.5).
I rappresentanti fiscali di soggetti non residenti in Italia sono tenuti a presentare la dichiarazione annuale IVA per conto dei loro rappresentati, entro il 30 settembre 2010 in via telematica.
Già in passato, il Ministero delle Finanze aveva precisato che tale dichiarazione deve essere presentata separatamente dalle dichiarazioni che il rappresentante fiscale è tenuto eventualmente a presentare in relazione alla propria posizione fiscale. (C.M. n. 57/E del 5 marzo 1999, par. 1.5).

F) Soggetti non residenti che si sono identificati direttamente ai sensi dell’art. 35-ter del D.P.R. n. 633/1972.
L’art. 35-ter del D.P.R. n. 633/1972 (introdotto dall’art. 1, comma 1, lett. b), del D.Lgs. 19 giugno 2002 n. 191 in attuazione di quanto previsto dalla Direttiva comunitaria 2000/65/CE, del 17 ottobre 2000), consente ai soggetti non residenti nel territorio dello Stato di assolvere direttamente gli obblighi ed esercitare i diritti in materia di IVA, a condizione che venga inviata un’apposita dichiarazione (su Modello ANR/3) all’Ufficio competente dell’Agenzia delle Entrate (Centro Operativo di Pescara), prima dell’effettuazione delle operazioni per le quali si vuole adottare il suddetto sistema.
La registrazione diretta è tuttavia incompatibile con l’istituto della rappresentanza fiscale; per gli adempimenti da effettuare in relazione alle varie ipotesi possibili, V. oltre, “Presentazione della dichiarazione annuale: casi particolari per determinate situazioni soggettive – E) Soggetti non residenti”.
L’identificazione diretta in Italia del soggetto comunitario non residente, non implica che tutte le operazioni da questi effettuate in Italia debbano essere effettuate con il numero di partita IVA ottenuto in Italia, ben potendo questi effettuare alcune operazioni in Italia valendosi del numero di partita IVA comunitario che gli è stato attribuito dal proprio Stato membro (Ris. Ag. E. n. 444/E del 19 novembre 2008).

Presenza di una stabile organizzazione in Italia
Nella prima parte dell’anno 2009, fino al 25 giugno 2009, la presenza di una stabile organizzazione in Italia del soggetto non residente era compatibile con l’istituto della rappresentanza fiscale o della registrazione diretta (precedente versione dell’art. 17 del D.P.R. n. 633/1972 nel testo come era stato modificato con il D.Lgs. 19 giugno 2002, n. 191, emanato in attuazione della Direttiva Comunitaria 2000/65/CE,).
Verificandosi nel corso dell’anno 2009 tale situazione, il soggetto non residente ha avuto l’obbligo di chiudere la posizione di questa seconda partita IVA e la dichiarazione annuale deve essere presentata in ogni caso dalla stabile organizzazione mediante utilizzo di un Frontespizio e di due moduli.

G) Curatori fallimentari, (V. C.M. n. 68/E del 3 marzo 1999, par. 1.5), e commissari liquidatori, per le dichiarazioni da questi presentate per conto dei soggetti falliti o sottoposti alla procedura di liquidazione coatta amministrativa (V. oltre, “Presentazione della dichiarazione annuale: casi particolari per determinate situazioni soggettive – C) Fallimento”).
Considerate le peculiarità delle disposizioni concernenti le procedure concorsuali, per le dichiarazioni presentate dal curatore per conto del soggetto fallito non si procede all’unificazione delle stesse (la precisazione era stata fornita, già in passato, dal Ministero delle Finanze con la C.M. n. 68/E del 3 marzo 1999, 1).
Le dichiarazioni devono, quindi, essere presentate autonomamente, nei termini stabiliti dalla legge per le singole dichiarazioni: la dichiarazione annuale IVA deve, pertanto, essere presentata entro il 30 settembre 2010, mediante invio telematico.

Le dichiarazioni possono essere presentate dal curatore ad un intermediario abilitato alla successiva trasmissione telematica, ovvero, qualora il curatore medesimo sia in possesso dei requisiti per richiedere l’abilitazione alla trasmissione, ha comunque la facoltà di trasmettere egli stesso in via telematica la dichiarazione annuale IVA entro il 30 settembre 2010. La dichiarazione deve essere presentata per ogni periodo d’imposta, fino alla chiusura della procedura concorsuale; il Modello IVA 2010 deve quindi essere utilizzato sia per le procedure aperte prima dell’anno 2009 ma che in tale anno erano ancora in corso, sia per le procedure aperte o concluse nel medesimo anno 2009.

H) Venditori “porta a porta” e altri soggetti per i quali non sussiste l’obbligo di presentazione della dichiarazione ai fini dei redditi, e che non sono sostituti d’imposta.

Per questi contribuenti che effettuano operazioni che non sono soggette alle imposte sui redditi e sono pertanto esonerati dall’obbligo di presentare la relativa dichiarazione, la presentazione della dichiarazione IVA in forma autonoma costituisce quindi una evidente necessità operativa.

Soggetti che hanno la facoltà di presentare il Modello unificato
I) Soggetti la cui dichiarazione annuale evidenzi un credito che gli stessi intendano:

a) utilizzare in compensazione;
b) chiedere a rimborso.

Al fine di contrastare gli abusi, l’art. 10 del D.L. n. 78/2009 (che ha modificato in tal senso l’art. 17 del D.Lgs. n. 241/1997), ha stabilito che la compensazione del credito IVA (annuale o infrannuale) per importi superiori a 10.000 euro l’anno, può essere effettuata solo a partire dal giorno 16 del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione o dell’istanza da cui il credito emerge.

In tale evenienza è stato consentito al contribuente (modificando in tal senso l’art. 3 del D.P.R. n. 322/1998), di “svincolare” la dichiarazione IVA dal Modello UNICO, e presentarla così in forma autonoma fin dal 1° febbraio, onde poter effettuare la compensazione del credito IVA già con la liquidazione del 16 marzo ovvero, ricorrendone i presupposti, di richiederne il rimborso.

Soggetti obbligati alla presentazione del Modello unificato
Il Modello unificato – UNICO 2010 – è relativo alle imposte sui redditi e all’IVA.

Nel Modello non è più consentito includere, come invece avveniva in passato, la dichiarazione relativa agli obblighi del sostituto d’imposta e la dichiarazione relativa all’IRAP; il contribuente deve quindi presentare separatamente queste dichiarazioni, se dovute (art. 3, comma 1, del D.P.R. n. 322/1998).

Il Modello unificato costituisce la “regola”
L’obbligo di presentare la dichiarazione IVA sul Modello “unificato” costituisce la regola; esso riguarda infatti i contribuenti che (art. 3, comma 1, del D.P.R. n. 322/1998):

hanno un periodo d’imposta coincidente con l’anno solare;
sono obbligati alla presentazione della dichiarazione dei redditi e dell’IVA.

Il Modello UNICO 2010 è quindi relativo alla generalità dei contribuenti, con la sola eccezione dei soggetti che sono stati sopra indicati nel paragrafo che precede e che sono tenuti, invece, a presentare la dichiarazione IVA in via “autonoma”.

Quadro RX alternativo al Quadro VX
I Quadri del Modello UNICO 2010 relativi all’IVA saranno identici ai corrispondenti Quadri del Modello IVA 2010 in versione autonoma, ad eccezione del Quadro VX, sostituito dal Quadro RX.

Soggetti esonerati
L’obbligo di presentazione della dichiarazione IVA riguarda, in via generale, tutti i soggetti passivi d’imposta, titolari di numero di partita IVA.

Sono invece esonerati dall’obbligo i seguenti soggetti (V. art. 8, comma 1, del D.P.R. n. 322/1998):
a) Contribuenti che nell’anno solare precedente hanno registrato esclusivamente operazioni esenti dall’imposta di cui all’art. 10 del D.P.R. n. 633/1972;
b) Contribuenti che si sono avvalsi della dispensa dagli obblighi di fatturazione e registrazione ai sensi dell’art. 36-bis del D.P.R. n. 633/1972 ed abbiano effettuato soltanto operazioni esenti;
c) Contribuenti minimi di cui all’art. 1, commi da 96 a 117, della legge 24 dicembre 2007, n. 244;
d) Contribuenti esonerati ai sensi di specifiche disposizioni normative (V. oltre, Tavola esplicativa).

 

 

Novità del modello IVA 2010.

Scopriamo le novità di quest’anno.

Come ogni anno, nei modelli approvati sono presenti delle novità: vediamo quali sono le novità principali relative al Mod. Iva 2010. 

Modifiche nella composizione dei Quadri
Il Modello IVA 2010 presenta le seguenti novità rispetto al precedente Modello IVA 2009:

Frontespizio Tra i dati del contribuente sono state soppresse le indicazioni della residenza anagrafica delle persone fisiche e del domicilio fiscale dei soggetti diversi dalle persone fisiche. Questi dati non sono richiesti neppure relativamente al dichiarante che sia eventualmente diverso dal contribuente, salva l’ipotesi di soggetto non residente.Relativamente ai soggetti non residenti non è più richiesta l’indicazione della stabile organizzazione in quanto quest’ultima è divenuta incompatibile con la diretta operatività del soggetto non residente.E’ stato inserito in fondo un riquadro destinato ad accogliere la sottoscrizione da parte dell’organo di controllo contabile, che è adesso necessaria qualora si intenda effettuare compensazioni per un ammontare superiore ai 15.000 euro nell’anno.
Quadro VA Il Quadro è stato semplificato, riducendo le Sezioni da quattro a due, pur mantenendo la distinzione tra dati analitici (Sezione 1) e dati riepilogativi di tutte le attività (Sezione 2).Inoltre, alcune informazioni già contenute in questo Quadro sono state soppresse, mentre altre informazioni sono state trasferite nel Quadro VF (V. oltre).
Quadro VE E’ stato ampliato il numero delle Sezioni da quattro a cinque ed è stato modificato il rigo VE 30 che evidenzia le operazioni effettuate in regime di non imponibilità ma che tuttavia concorrono alla determinazione del “plafond” del contribuente.E’ stato inoltre modificato il rigo VE 36, relativo alle operazioni effettuate “ad esigibilità differita”, nel quale è stato inserito un campo per la separata evidenza delle operazioni effettuate nel regime della cosiddetta “IVA per cassa”.
Quadro VF E’ il Quadro che ha subito le modifiche più sostanziali e risulta adesso articolato in tre Sezioni e suddiviso su due fogli.Le informazioni del precedente Modello 2009 sono state mantenute nell’attuale Sezione 1, nella quale, peraltro, è stato eliminato il precedente rigo VF 12 contenente totali parziali di scarsa utilità, ed è stato ampliato il rigo VF 18 (già VF 17) relativo agli acquisti effettuati nell’anno ad esigibilità differita, ma con imposta detraibile in anni successivi, nel quale è stato inserito un campo per la separata evidenza degli acquisti effettuati nel regime della cosiddetta “IVA per cassa”.Inoltre, sono state inserite la Sezione 2 e la Sezione3.

Nella Sezione 2 sono state inserite, oltre ai totali degli acquisti e della relativa imposta aumentata o diminuita delle eventuali variazioni di cui all’art. 26, anche due informazioni che erano prima contenute nel Quadro VA:

– l’evidenza (imponibile e imposta) degli acquisti intracomunitari effettuati, e delle importazioni, nonché degli acquisti dalla Repubblica di San Marino con e senza l’applicazione dell’IVA da parte del fornitore (VF 33), e

– la suddivisione del totale complessivo degli acquisti in beni ammortizzabili, non ammortizzabili, destinati alla rivendita o alla produzione di beni o servizi e, in via residuale, delle altre tipologia di acquisti (VF 34).

Nella Sezione 3 invece, sono state riportate le informazioni già contenute nel soppresso Quadro VG, necessarie per la determinazione dell’IVA nei casi di applicazione di regimi forfetari, di indetraibilità per effetto del “pro-rata” relativo ad operazioni esenti, ecc.

Un ultimo riquadro, infine, contiene l’evidenza di “Casi particolari” che influiscono sulla detrazione (operazioni occasionali, rettifiche della detrazione, ecc.) e permette di stabilire in concreto l’ammontare dell’IVA ammessa in detrazione,

Quadro VG Il Quadro VG è stato soppresso e i contenuti sono stati parzialmente riportati nel Quadro VF.
Quadro VK E’ stata semplificata la Sezione3, relativa alla cessazione del controllo nel corso dell’anno, i cui righi sono stati ridotti da VK30-VK38 a VK30-VK36.
Quadro VL E’ stata semplificata la Sezione 1, relativa alla liquidazione dell’imposta annuale, dovuta o a credito per ciascuna attività, i cui righi sono stati ridotti da VL1-VL7 a VL1-VL4.Nella Sezione 3, relativa alla liquidazione dell’IVA complessivamente a debito o a credito per tutte le attività esercitate, sono stati invertiti fra loro i contenuti dei righi VL32 (adesso: “IVA a debito”) e VL33 (adesso: “IVA a credito”), Ciò in conformità alle analoghe indicazioni di debito/credito contenute in altri righi del medesimo Quadro VL (VL3/VL4 e VL38/VL39).Infine, nel rigo relativo ai Quadri compilati, è stata eliminata la casella relativa al soppresso Quadro VG.
Quadro VO Nel rigo VO33 è stata inserita la casella per consentire ai contribuenti interessati di manifestare la revoca dal regime dei “minimi”.
Quadro VX Nel rigo VX6, relativo al credito ceduto a seguito di opzione per il consolidato fiscale di cui all’art. 117 del TUIR, è stato inserito un campo per evidenziare il codice fiscale del soggetto consolidante.
Quadro VW Il Quadro VW accoglie la liquidazione annuale dell’IVA di “gruppo” e ricalca i contenuti del Quadro VL che accoglie invece la liquidazione annuale dell’IVA del singolo contribuente.Nelle Sezioni 1 e 2 del Quadro VW sono state pertanto apportate le medesime semplificazioni già indicate per le Sezioni 1 e 3 del Quadro VL.
Quadro VY Nel rigo VY6, relativo al credito ceduto a seguito di opzione per il consolidato fiscale di cui all’art. 117 del TUIR, è stato inserito un campo per evidenziare il codice fiscale del soggetto consolidante.
Modello VR E’ stata inserita la Sezione 4, contenente il Rigo VR8 nel quale devono essere indicate da parte delle società che partecipano alla liquidazione “di gruppo” le eccedenze di credito non trasferibili al gruppo IVA per gli anni 2007, 2008 e 2009.
Modello 74 bis Sono state apportate le seguenti modifiche:Nel Frontespizio:- nel riquadro “persone fisiche” sono stati eliminati i righi relativi all’indicazione della residenza anagrafica o (se diverso) domicilio fiscale;

– nel riquadro “soggetti diversi dalle persone fisiche” sono stati eliminati i righi relativi all’indicazione della sede legale o (se diverso) domicilio fiscale;

– nel riquadro “curatore fallimentare o commissario liquidatore” sono stati eliminati i riferimenti relativi al comune e relativi indirizzo, provincia e CAP; sono stati invece mantenuti, in un unico rigo, i dati relativi all’indirizzo di posta elettronica e del telefono o cellulare.

Nel Quadro AF:

nella Sezione 3, coerentemente con le modifiche apportate nei corrispondenti righi dei Quadri VL e VW, sono stati invertiti i righi AF33 (adesso “IVA a debito”) e AF34 (adesso “IVA a credito”).

Nelle Tavole che seguono è posta a confronto la sequenza dei quadri relativa al nuovo Modello IVA 2010, ed il relativo contenuto, con la sequenza del precedente Modello IVA 2009.

Tavola n. 1

IVA 2010 Titolo e contenuto dei quadri IVA 2009
Frontespizio FrontespizioInformativa ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs. 30.6.03 n. 196 Frontespizio
Dati anagrafici – Tipo di dichiarazione (correttiva nei termini; integrativa a favore; integrativa)- Dati del contribuente (persona fisica o soggetto diverso da persona fisica, soggetto non residente) e del dichiarante, se diverso dal contribuente- Domicilio per la notificazione degli atti

– Firma della dichiarazione e numero di moduli

– Invio all’intermediario dell’avviso telematico

– Sottoscrizione dell’ente o società controllante

– Impegno dell’intermediario alla presentazione telematica

– Conferma dell’intermediario alla ricezione dell’avviso telematico

– Visto di conformità

– Sottoscrizione dell’organo di controllo

Dati anagrafici(non presente)
Quadro VA Informazioni e dati relativi alla attività Quadro VA
Quadro VC Esportatori abituali – dati di utilizzo del plafond Quadro VC
Quadro VD Cessione di credito da parte di società di gestione del risparmio Quadro VD
Quadro VE Determinazione del volume d’affari Quadro VE
Quadro VF Operazioni passive e IVA ammessa in detrazione Quadro VF(solo: Operazioni passive)
(soppresso) Determinazione dell’IVA ammessa in detrazione Quadro VG
Quadro VJ Determinazione dell’imposta dovuta per particolari tipologie di operazioni Quadro VJ
Quadro VH Liquidazioni periodiche e versamenti(anche per immatricolazione Auto UE) Quadro VH
Quadro VK Società controllanti e controllate Quadro VK
Quadro VL Liquidazione dell’imposta annuale Quadro VL
Quadro VT Separata indicazione delle operazioni effettuate nei confronti di consumatori finali e soggetti IVA Quadro VT
Quadro VX Determinazione dell’IVA da versare o del credito d’imposta Quadro VX
Quadro VO Comunicazioni delle opzioni e revoche Quadro VO

Tavola n. 2

IVA 26 PR/2010 (1) Contenuto dei quadri IVA 26 PR/2009 (1)
VS Distinta delle società del gruppo VS
VV Liquidazioni periodiche di gruppo VV
VW Liquidazione dell’imposta annuale di gruppo VW
VY IVA da versare o credito d’imposta di gruppo VY
VZ Eccedenze detraibili di gruppo (anni precedenti) VZ

Nota:
(1) Il Modello PR è integrato nel «modulo» della dichiarazione IVA dell’ente o della società controllante.

Tavola n. 3

IVA 26 LP/2010 Contenuto dei quadri IVA 26 LP/2009
Ente o società controllante (1)(2) Liquidazioni dell’ente o della società controllante Ente o societàcontrollante
Societàcontrollata (1)(2) Liquidazioni della società controllata Società controllata
Allegati alProspetto (3) – Garanzie relative alle eccedenze compensate- Esemplare del Prospetto PR/2010, sottoscritto in originale Allegati alProspetto

Note:
(1) Sono presenti un riquadro per la controllante e 11 riquadri per le controllate, ciascuno suddiviso in righi nei quali indicare le dodici liquidazioni periodiche (a credito o a debito), oltre al conguaglio annuale e al totale.
(2) Sono presenti le voci VK22 e VK23 (eccedenza di debito o di credito), già presenti nel Quadro VK del Modulo, nonché i dati relativi alla determinazione dell’acconto.
(3) Il Prospetto LP 26/2010 e gli allegati devono essere presentati dalla società controllante direttamente all’agente della riscossione. Le funzioni della riscossione sono attribuite all’Agenzia delle Entrate che le esercita tramite la Equitalia S.p.a. (già Riscossione S.p.a.), il cui capitale è detenuto per il 51% dall’Agenzia delle Entrate e per il 49% dall’INPS. A decorrere dal 1° ottobre 2006 i riferimenti contenuti in norme vigenti al previgente sistema di affidamento ai concessionari si intendono riferiti alla Equitalia S.p.a. (D.L. 30 settembre 2005, n. 203, conv. in legge 2 dicembre 2005, n. 248, art. 3).

Tavola n. 4

Modello VR/2010 Contenuto dei quadri Modello VR/2009
Modello VR(quattro sezioni) – Dati anagrafici del contribuente e, se diverso, del dichiarante- Codice attività e identificativo causale per erogazione del rimborso in via prioritaria- Richiesta di rimborso del credito IVA (Quadro VR)

– Attestazione delle società e degli enti operativi

– Sottoscrizione della dichiarazione

Modello VR(tre sezioni)

Tavola n. 5

IVA 74 bis/2010 Contenuto del Modello IVA 74 bis/2009
(Righi AF1- AF34) Frontespizio- Ufficio competente- Tipo dichiarazione (correttiva nei termini)

– Dati del contribuente (persona fisica e soggetto diverso da persona fisica)

– Dati del curatore fallimentare o del commissario liquidatore (compreso il “codice carica”)

– Firma del Modello

– Impegno dell’intermediario alla presentazione telematica

Sezioni 1, 2 e 3

– Sezione 1 – Dati relativi all’attività

– Sezione 2 – Operazioni

– Sezione 3 – Liquidazione dell’imposta

(Righi AF1-AF34)

 

Iva 2010, ecco le novità della dichiarazione.

Si prendono in esame le novità più rilevanti per la compilazione del modello Iva approvato per l’ anno 2010. A cura di Roberto Fanelli – Ipsoa Editore e Pmi Microsoft.

I diritti sono  riservati.

________________ 

Struttura della dichiarazione
La dichiarazione IVA/2010 si compone di:

un frontespizio, composto di 3 facciate;
un modulo, composto di più quadri. Il frontespizio deve essere utilizzato esclusivamente se la dichiarazione IVA viene presentata in via autonoma; in caso di presentazione della dichiarazione unificata, invece, deve essere utilizzato il frontespizio del modello UNICO 2010.

Il modulo va compilato solo nei quadri in cui vi siano valori da indicare.

Il quadro VX – Determinazione dell’IVA da versare o del credito d’imposta, deve essere compilato esclusivamente dai contribuenti tenuti a presentare la dichiarazione annuale IVA in via autonoma, mentre i soggetti che presentano la dichiarazione unificata devono indicare i dati richiesti in tale quadro nel quadro RX di UNICO 2010.

Devono essere compilati più moduli nei seguenti casi:

contabilità separata;
applicazione nello stesso anno di regimi differenti d’imposta (ad es.: regime normale IVA e regime speciale dell’agricoltura);
operazioni straordinarie (fusioni, scissioni, conferimenti d’azienda o altre trasformazioni sostanziali soggettive) che abbiano comportato l’estinzione del soggetto dante causa o la cessione del debito o del credito IVA.Nell’ipotesi di liquidazione IVA di gruppo, l’ente o società controllante deve comprendere nella propria dichiarazione anche il prospetto IVA 26 PR/2010 (composto dei quadri VS, VV, VW, VY, VZ); tale prospetto, allegato al modello IVA 26 LP/2010 deve essere consegnato all’agente della riscossione, unitamente alle garanzie richieste per i crediti compensati.

I soggetti (diversi dalla controllante che si avvale dell’IVA di gruppo) che intendano richiedere il rimborso annuale dell’IVA a credito devono presentare anche il modello VR/2010 all’agente della riscossione.

Soppressione del quadro VG
Il quadro VG, riservato alla determinazione dell’IVA detraibile, è stato soppresso. Le relative informazioni devono essere indicate nel quadro VF.

Frontespizio
Nel frontespizio, la novità più evidente è l’introduzione del riquadro riservato alla sottoscrizione della dichiarazione da parte dell’organo di controllo contabile, necessaria ai fini della compensazione del credito IVA annuale per importi superiori a 15.000 euro.
Ai sensi dell’art. 10, comma 7, D.L. n. 78/2009, l’utilizzo in compensazione del credito IVA annuale per importi superiori a 15.000 euro è subordinato alla presenza del visto di conformità, da parte del responsabile del CAF o del professionista abilitato ovvero, in alternativa, alla sottoscrizione dell’organo incaricato del controllo contabile (ad esempio, revisore contabile, socio o amministratore della società di revisione).

Nel frontespizio, inoltre, sono stati soppressi i campi riservati all’indicazione:

della residenza anagrafica (persone fisiche) e del domicilio fiscale (persone giuridiche);
del codice fiscale attribuito per la stabile organizzazione (per effetto della sentenza della Corte di Giustizia 6 luglio 2009, che ha eliminato la possibilità di duplice identificazione dei non residenti con stabile organizzazione).

Quadro VA
Il quadro VA, concernente le informazioni generali, ha subito numerose modifiche e molte delle informazioni che prima dovevano essere indicate in tale quadro sono state ricollocate nei quadri VF o VE, a seconda che si tratti di acquisti o di operazioni effettuate.

Esempio
L’esposizione delle operazioni intracomunitarie, delle esportazioni, delle importazioni e delle operazioni da e nei confronti di San Marino, deve ora essere allocata nell’ambito dei quadri VE (rigo VE30) e VF (rigo VF23). Nel rigo VA1 è stato introdotto il campo 6 riservato ai soggetti non residenti che nell’anno d’imposta hanno operato sia mediante stabile organizzazione che mediante rappresentante fiscale o identificazione diretta.

Quadro VE
Anche nel quadro VE (VE36) è stato previsto un apposito campo per l’indicazione delle operazioni eseguite nell’ambito del regime dell’IVA per cassa (art. 7, D.L. n. 185/2009).
Nel quadro VE, (nuova) sezione 4, il rigo VE30 è ora composto da più campi necessari per l’esposizione dettagliata delle operazioni che danno diritto a plafond (che nel modello IVA/2009 erano evidenziate anche nella sezione 3 del quadro VA).

Quadro VF
Il quadro VF è costituito da 3 sezioni.
Nella sezione 1 è stato previsto un apposito campo (VF18) per l’indicazione delle operazioni eseguite nell’ambito del regime dell’IVA per cassa (art. 7, D.L. n. 185/2009), che danno luogo alla detrazione della relativa imposta solo se il corrispettivo è stato effettivamente pagato.

Nella sezione 2 viene richiesta l’indicazione del totale degli acquisti e delle importazioni registrati, delle variazioni e degli arrotondamenti e del totale dell’imposta relativa agli acquisti e alle importazioni imponibili.
In particolare, sono stati introdotti i righi VF23 e VF24 per l’esposizione degli acquisti intracomunitari, delle importazioni e degli acquisti da San Marino (dati evidenziati l’anno scorso nella sezione 3 del quadro VA) e per la ripartizione degli acquisti registrati nell’anno (indicata lo scorso anno nel rigo VA3).

Nella sezione 3, sostanzialmente riservata ai soggetti destinatari dei regimi speciali IVA caratterizzati da specifiche modalità di determinazione dell’imposta detraibile ovvero dai soggetti che effettuano operazioni esenti, viene chiesto al contribuente di indicare il metodo adottato per la determinazione dell’IVA ammessa in detrazione (rigo VF30). Inoltre, nella sezione sono stati istituiti specifici righi (da VF53 a VF55), per la gestione delle operazioni esenti occasionali, delle cessioni occasionali di beni usati e delle operazioni agricole connesse effettuate in via occasionale che lo scorso anno erano rappresentate nell’ambito del quadro VA.

Quadro VX e VY
I soggetti che hanno optato per l’adozione del consolidato fiscale previsto dall’art. 117 e seguenti TUIR, che intendono cedere in tutto o in parte il credito risultante dalla dichiarazione annuale IVA ai fini della compensazione dell’IRES dovuta dalla consolidante, dovranno indicare il codice fiscale della consolidante nel rigo VX6, campo 1. Analoga previsione è prevista nel rigo VY6 per gli enti e le società che hanno optato per l’IVA di gruppo ai sensi dell’art. 73 del decreto IVA.

 

­­­­­­­­­­­­­­______________________