Inter, non far la stupida stasera.

zanetti copiaGuardandola con attenzione assomiglia  ad una stele magica. Con forma e linea sinuosa che raccoglie al suo apice un mondo nel pallone. Quasi volesse manifestare che qui dentro c’ è tutto il miglior sport che l’ Uomo ha saputo creare con fantasia, potenza, forza fisica e intelligenza.

Disegno moderno, fascino antico.

L’ Internazionale di Milano comincia l’ avventura del Mondiale per club ad Abu Dhabi.

Una coppa dai moltissimi significati, un occasione irripetibile dopo quelle storiche del 1964 – 65, in cui si giocava un calcio completamente differente, dove le cronache erano avvincenti, padroneggiava il bianco e nero mentre i Campioni si chiamavano Corso, Mazzola, Facchetti, Pedro……….

Andata e ritorno con attese spasmodiche, se la contendevano sudamericani e europei.

Quella degl’ ultimi decenni ha il sapore più di marketing, di sponsor milionari ed orientali, di voler portare la cultura di una disciplina sportiva nei paesi dove ancora non riesce ad emergere la professionalità nonostante gli sforzi compiuti in loco. Non è un caso se l’ edizione del mondiale 2022 si svolgerà in Qatar.

Anche il regolamento nel tempo ha subito numerose modifiche e giocare a sfide dirette in un piccolo girone non è detto che sia meglio. Oggi vi partecipano club spesso sconosciuti ai più e che provengono da tutti e cinque i continenti, pronte comunque a voler fare bella figura e dare battaglia.

La Fifa World Cup è forse l’ unica opportunità per far risalire le quotazioni di Rafa Benitez, tecnico mai troppo amato in Italia dai tifosi e critici. Se vince l’ ambito trofeo ha possibilità di restare fino a giugno, anche se dovesse lasciar presto la Champions League con il campionato comunque complicato da conquistare poiché gl’ odiati cugini sembrano aver trovato un passo stabile per rinverdire in parte i fasti di un passato prossimo.

Sulla carta l’ Inter è e rimane la super favorita ma visto quello che è successo ultimamente, a cominciare dalla Supercoppa europea, c’ è da aspettarsi qualsiasi cosa.

La dea bendata gli ha già dato una piccola mano. Nella finalissima non incontrerà come si prevedeva l’ Internacional di Porto Alegre vincitore della Libertadores e che ieri ha subito un secco due a zero dai congolesi del Mazembe.

Sul piano tattico e tecnico gl’ africani di qualunque parte sono sempre più malleabili e hanno diverse affinità con il nostro calcio.

Ma non per questo è già tutto scritto. Prima c’ è da superare il Seongnam, la “ Vecchia Signora della Corea del Sud “ con all’ attivo un palmares brillante e sappiamo benissimo che con i coreani non sempre è andata diritta.

Un organico ordinato, che esprime un 4-1-4-1, duei dighe in linea sia di difesa e centrocampo, con molti stranieri tra le loro fila. 

Resta poi il fatto che questa competizione suscita sempre delle incognite poiché si svolge in campi e ambienti a noi sconosciuti e soprattutto la condizione psicologica che l’ Inter ha dimostrato in questa stagione ci lascia qualche perplessità. In particolar modo nei momenti topici dei match o quando si trova in svantaggio. E siccome il calcio è spesso fatto di episodi ci dispiacerebbe vedere un fallimento.

Dalla sua Benitez  dopo diverse settimane avrà la rosa al gran completo. Ed è bene  poiché fin da adesso non potrà più accampare alibi.

Questa gara per i rientranti è un ottimo stimolo per dare il meglio di sè nell’ eventuale finalissima di sabato.

Milito, Julio Cesar, Chivu e Maicon sulla fascia destra possono fare la differenza e far breccia tra le maglie degl’ avversari che per quanto preparati non sono irresistibili.

Basta crederci e non essere stupidi.

Per  terminare un en plein straordinario, per tornare a sorridere e poter finalmente dire che ci siamo presi tutto.  Per dimenticare i fantasmi di Mourinho, per la felicità di Moratti che ha dato tanto a questa società.

Poi, il futuro potrà aspettare.

 

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