” Se un son grulli un si vogliono “.

Altare e ballerinoTra le tante stranezze di questo mondo, e Firenze non fa un eccezione, questa francamente ci mancava a riempire le cronache quotidiane.

Il problema dell’ immigrazione in questi ultimi anni è salito di livello. In tanti si sono inseriti nella nostra società portando culture differenti e integrandosi nel difficile ambiente del lavoro ma sono molti gli stranieri che non hanno fissa dimora e vivono ai confini della legalità sbarcando il lunario con espedienti.

Dall’ Africa alla Cina, dall’ Oriente al Sudamerica, un fiume in piena che nessun Governo è riuscito a regolamentare e ad arginare.

Va di moda ballare……e le persone lo fanno nei modi più disparati……un po’ per esibizionismo, per egocentrismo o al meglio per pura passione. Merengue, Salsa, Tango, Rumba, Manbo, Valzer per i più romantici….ma in Chiesa e soprattutto su un altare è un modo del tutto inusuale che la mia mente non riesce a ricordare.

Un giovane somalo, con evidenti problemi psichiatrici sta facendo impazzire i santuari ecclesiastici fiorentini, beffandosi della Curia, dei preti e  di qualcun altro…..

Nel giro di quindici giorni dopo aver profanato il Sacro Duomo di fronte a decine di fedeli e turisti sbigottiti, ieri è stata la volta della basilica di Ognissanti con tanto di atto sessuale e prelevamento della Corona dalla testa della Madonna.

Se nel Duomo i Carabinieri che furono chiamati immediatamente dalla gente e se la cavò soltanto con l’ accertamento delle  generalità, invece ieri è stato arrestato.

Ma tornerà in libertà molto presto e considerato “ la fervida intelligenza “ del soggetto, è  probabile che ci toccherà rivederlo presto sulla scena.

E’ proprio il caso di dirlo, visto l’ attuale situazione e come ricorda un proverbio fiorentino, “ se un son grulli un si vogliono “.

 

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Lassù tra i cirri nel Regno dei cieli le sue preghiere sono ancora vive.

E’ passato esattamente un lustro e adesso sarà lassù tra i cirri del Paradiso ove le sue parole, le  preghiere, l’ infinita saggezza e la Fede avranno trovato sicuramente posto e Pace accanto a Dio.

Per quanto non mi ritrovi pienamente nella Chiesa attuale la mia religione è cattolica e resto della modesta ma convinta opinione che Lui ha diretto uno dei migliori Pontificati dell’ era moderna.

Al mondo, dopo averlo amato, sono milioni che non lo hanno mai dimenticato.

Cinque anni fa in queste ore dopo una lunga agonia moriva Karol Woijtila.
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Bussando alla Porte del Paradiso.

postato da Gianluca Fiesoli
Lunedi 4 aprile 2005

Nelle ore della tristezza, del dolore, nei minuti del trapasso e nelle giornate degli onori, dei saluti e della commozione, Papa Giovanni Paolo II compie i suoi ultimi passi verso l’eternità…..
E’ stato un ottimo Pontefice, un abissale e perspicace scrutatore dell’anima, un messaggero di pace totale, un alfiere della Libertà, un Maestro della comunicazione che, e possiamo francamente dirlo, è piaciuto a tutta la gente comune.
L’indelebile ricordo che ci lascia è un immagine sacra e planetaria, dove mai nessuno nella Storia del Novecento ha saputo così efficacemente entrare e spalancare le porte dei cuori e delle menti di quelli che lo hanno visto e ammirato nelle sue oceaniche apparizioni.

Un Papa distante dai potenti del globo, dalle carismatiche e chiuse gerarchie ecclesiastiche, dalle ideologie talvolta intransigenti, spesso a fianco dei deboli e dei bambini.
Si amava autodefinirsi un ” globetrotter ” di tutte le etnie e di Gesù, dove il viaggio terreno s’intrecciava al cammino spirituale sia come motivo di conoscenza che di ambasciatore di credo per tutti i popoli, senza condizionamenti di sorta e sopratutto senza pregiudizi. In Lui svettava il coraggio d’impugnare il bastone pastorale andando oltre i tanti confini, impartendo così lezioni di grande umanità, quasi sempre in maniera molto umile.

E’ stato il primo Papa ad entrare in una moschea, a varcare la soglia di una sinagoga e inserire un biglietto di ” mea culpa ” nel Muro del Pianto a Gerusalemme. Un gesto eloquente per cercare di discolpare e chiedere indulgenza agl’ebrei. Una confessione per eliminare quelle impurità dell’ antisemitismo cristiano.
E grande è stata quella rivincita quando nel lontano 1978 venne eletto a sorpresa. Il blocco Comunista, il governo della sua terra lo hanno sempre osteggiato e non accettavano che diventasse il primate della Polonia, ” odiato ” per quell’appoggio dato agl’operai di Danzica negl’anni settanta e perciò per ironia del destino diventò Papa…..

Infatti se il ” Pontefice Buono ” di Luciani non fosse improvvisamente scomparso dopo poche settimane, probabilmente Woijtila sarebbe rimasto un anziano cardinale. Inizialmente la guida del Pontificato venne definita  un ” terremoto ” e molti considerano la sua ascesa al piano più alto della Chiesa, una grande influenza che ha segnato la svolta della caduta dei regimi satellitari dell’ex Unione Sovietica. Nonostante quello che si voglia insinuare, la caduta del Muro di Berlino e il drastico cambiamento dell’est  sarebbe avvenuto anche senza Giovanni Paolo II. I tempi erano oramai maturi e l’avvicendamento politico, sociale, geografico ed economico non avevano oramai nessun ostacolo sulla strada del rinnovamento.

Nella parabola del  Pontificato ha ottenuto delle significative ” vittorie ” umane e morali, con omelie ficcanti e talvolta accusatrici  rendondolo una straordinaria figura a cavallo dei due  millenni dell’era Moderna. Questo Papa saputo plasmare e trasformare perlomeno l’immagine di una Chiesa tradizionalmente obsoleta e anche troppo dogmatica ma  ha incontrato anche delle sconfitte. Sarebbe pressochè inutile, oltre il grande tributo e riconoscenza all’ Uomo, celare quelli che sono stati i punti deboli di una catena sorretta dalle credenze unanimi dei popoli cristiani, ma ” macchiate ” da alcuni episodi o incomprensioni con i padroni  della Terra. In primis i  rapporti con i governanti americani. Cinque presidenti dove le convenzioni non sono mai state idilliache. Con Carter oltre le divergenze dottrinali, in quanto il leader statunitense era Battista, le relazioni anche se brevi e all’inizio del suo mandato furono relativemente facili. Mentre con Ronald Reagan, personaggio che proveniva dall’ambiente del cinema, divorziato, risposato e non incline alla religiosità arrivarono immediatamente le difficoltà di comunicativa e di unità di pensiero.

Per  Woijtila l’opulente e progressista società americana, per quanto impossibile trascurare, non è mai stata tra le sue preferite. Anche con Bush Senior il rapporto si deteriorò a causa della guerra del Golfo, mentre con Bill Clinton gli scandali di tradimento sessuale riportati da i mass media di tutto il mondo vennero condiderati degl’ ” enormi peccati “. Un libertinaggio intollerabile. Un’offesa all’ortodossia, al focolare domestico, aumentate da un personaggio di altissimo livello che doveva essere di esempio sulla scena mondiale. Con l’ ultimo Presidente, per quanto incline e rispettoso della famiglia tradizionale e quindi di educazione credente, i rapporti divennero tesi per via della politica istituita dopo il drammatico attentato dell’ undici settembre.  Bush junior, come molti repubblicani, era di tendenza guerrafondaia e strumentalizzò diverse cose pur di passare alle vie di fatto  con i carri armati. L’ invasione dell’Afghanistan e poi del territorio iracheno, le minacce alla Siria e all’Iran per le questioni nucleari e di rifugio dei terroristi, diventarono i punti di riferimento e di monito di una guerra preventiva che Karol Woijtila non accettava assolutamente.

Nei severi ammonimenti di quel periodo, il Papa esortava i governi occidentali a non farsi coinvolgere dalla spirale della violenza e dalla vendetta cruenta contro l’Islam. Fu un duro colpo per il Pontefice che credeva nel dialogo interconfessionale dei popoli, nella incessante predicazione per mantenere la Pace, nella efficacia della superiorità diplomatica, tutti concetti che non vennero minimamente considerati. Israele innalzò un muro che tagliava tutto il paese rendendo ancor più isolata la Palestina, l’ Intifada ricominciò a far a scorrere il sangue e Saddam Hussein venne catturato mentre gravissimi attentati avvenivano nell’ Unione Europea.

Se i rapporti con i leader americani sono stati complicati i suoi viaggi erano dei veri e propri bagni di folla. Nelle oltre cento nazioni visitate il Papa però non dimentica il pellegrinaggio mai avvenuto a Mosca. Si dovette accontentare di Kiev.  Il rifiuto dei patriarchi ortodossi con in testa il Supremo Alessio II, è un onta che non ha mai digerito e anche le motivazioni della restituzione dell’icona santa della Madonna di Khazan non sono bastate a far cambiare idea al patriarcato sovietico, nonostante si sussurri che ci sia stato persino un interessamento di Putin. L’intrinseco e ambito desiderio del ” Pastore di Dio ” era quello di apparire almeno una volta su quel suolo, ma tuttociò non si è mai realizzato. Tra le tante trasvolate manca poi una visita  a Pechino, un altra ” perla proibita “, la quale Karol Woitjla ha dovuto rinunciare per diversi motivi.
I viaggi a Cuba e in Cile hanno sollevato qualche critica, anche se l’ incontro con il generale Pinochet sia avvenuto pochi mesi prima della fine del governo militare e all’ inizio del mandato episcopale.
Ma tuttociò faceva intuire che la peregrinazione apostolica non dovesse escludere nessuno e anche i dittatori avevano il privilegio di una sua visita, la quale era poi sostanzialmente un tentativo di riportare la fratellanza perduta, di esaltare e ricordare i diritti umani, spesso oltrepassati in questi regimi.

Anche il tentato assassinio di Ali Agca ha ancora molte ombre, imposte da un possibile complotto dei servizi segreti bulgari, tedeschi dell’Est e Kgb.
E se la benedizione della Madonna ha fatto gridare al miracolo con la deviazione del proiettile e quindi la salvezza del Papa, il mistero delle tre pastorelle di Fatima prontamente poi svelato in Mondovisione, si unisce alla delusione quando Woijtila decise di perdonare pubblicamente anni dopo il criminale. Nel colloquio del penitenziario italiano Ali Agca non chiese mai direttamente clemenza  e questo lo stupì moltissimo. Quella conversazione, come spiegato poi dallo stesso Woijtila, si basò sostanzialmente sui segreti della Vergine.

Infine le tematiche dell’aborto, il diniego all’omosessualità, al divorzio,  la contraccezione e i veti all’ordinazione sacerdotale delle donne, sono stati considerati da molti, argomentazioni che necessitano di una revisione e di un apertura da parte della Chiesa cristiana. All’alba del Terzo Millennio il Papa non ha saputo leggermente cambiare gli ordinamenti cattolici che in una società poliedrica, emancipata,  di rapida trasformazione, come quella odierna,  oramai sono valutati decrepiti e controcorrente.

Ma certamente il dialogo con le nuove generazioni, definito passionale, è stato il più bello, il più sincero. Questo Pontefice massmediatico,  simpatico,  sciatore, scrittore di poesie e poco favorevole ai protocolli, amante dei grandi spazi che la Natura ci offre, ha convinto anche la più scettica gioventù, la quale ha cantato e ballato con Bob Dylan e gli ha fatto muovere il bastone come Charlie Chaplin o partecipare alla ola da stadio.
E anche nell’ ultima notte prima del decesso nonostante il respiro che gli veniva a mancare da una salute oramai allo stremo, i ” suoi ragazzi ” si sono stretti in silenzio di fronte alle finestre illuminate degl’ appartamenti vaticanensi, con gli occhi gonfi di lacrime e gli sguardi attoniti per dargli l’ ultimo caloroso abbraccio…..Ed è qui la forza genuina e mistica che il camerlengo polacco ha saputo interagire nella comunicazione, che resta sicuramente uno dei pilastri di un papato aperto e quindi vicino alla gente, mai verificatosi in modo così ampio nel corso della Storia ecclesiastica.

Le sue osservanze evangeliche hanno ridato una speranza che forse rimarrà vana ma che certamente argina gli odi e i rancori  sui terreni della povertà e dell’indigenza. Un grande insegnamento che non dovrebbe essere dimenticato.
Anche l’eredità intellettuale, filosofica, teologica e interpretativa che ci lascia è sicuramente di forte spessore, con quelle undici encicliche redatte e stilate nel corso del suo momento storico e i numerosi cardinali nominati che sicuramente ne terrano conto nelle prossime votazioni segrete nel conclave della Cappella Sistina e nei quasi cinquecento nuovi Santi.

Karol Woijtila è stato una personalità multiforme, un missionario che ha usato la modernità per tentare di ” abbattere ” i mali e i vizi delle comunità odierna.
Ora che giace disteso sull’altare, adesso che è a un passo dalla Storia, adesso che  stà bussando alle Porte del Paradiso, come ha giustamente rimarcato Sodano al momento della morte, viene banale in un mondo dove pervade il terrore, l’ instabilità politica e un futuro generazionale dubbioso, enunciare che morto un Papa se ne fà un’altro.
E’ un modo di dire semplice, scontato, ma estremamente reale all’occasione, e la Chiesa, per quanto Universale ed economicamente in decadenza continuerà a vivere ancora a lungo anche se necessita di un rinnovamento di poteri possibilmente da decentrare.

La Fede, le Leggi, le Tavole e i Comandamenti di Cristo non si possono cancellare. Essi sono dei propulsori spirituali e di sentimento dell’anima che spingono la Vita e che li restituiscono attraverso i principi morali dell’onestà e della correttezza  lungo il cammino di ognuno di noi.
E neanche nei tempi oscuri delle autobombe, dei khalashikov, delle guerre con Al Qaeda e della ricchezza di un capitalismo sfrenato, il quale soverchia  il Terzo Mondo per i suoi egoismi, potranno mai modificare i suddetti editti divini.
Ed è questo il Testamento che troverà il prossimo Monsignore quando siederà sulla poltrona più importante dell’Impero cattolico, dopo che la fumata bianca dal comignolo del Palazzo vescovile di San Pietro svanirà nel cielo di Roma e un alto prelato si affaccerà al balcone davanti ai suoi sudditi invocando: Abemus Papa…..

Gianluca  Fiesoli.

Enrico Chiesa, finale di carriera tutta senese.

Nonostante gl’infortuni, le numerose maglie vestite, un carattere estroso e tendenzialmente un pò girovago, Enrico Chiesa resta uno dei migliori e più prolifici attaccanti che il calcio italiano abbia sfornato negl’ultimi anni.
138 gol, e non è finita ancora, non sono per niente pochi.
I toscani anche quest’anno hanno dovuto patire le pene dell’inferno per rimanere in serie A, e se questo si è avverato lo devono sopratutto al bomber.
Superati quei fastidi fisici che lo hanno disturbato a lungo negl’anni passati, Chiesa nell’ultima stagione ha sempre giocato in tutte le partite del Campionato ed ha realizzato undici gol dei ventiquattro che i bianconeri hanno fatto in totale.
Con i vertici della società il cannoniere ha prolungato con un biennale, riducendosi l’ ingaggio che era un pò oneroso.
Questo compromesso accontenta ambedue le parti: la società risparmia dei soldi e si tiene un atleta non più giovanissimo ma che comunque da ampia garanzia di reti, mentre Chiesa continua a giocare nella massima serie.
D’altra parte il feeling tra la città del Palio e il giocatore non è mai venuto meno in queste stagioni e probabilmente concluderà la carriera proprio qui.

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Riferimenti: Chiesa accordo con il Siena.

Calcio: consegnato ad Enrico Chiesa il premio Nereo Rocco.


L’attaccante del Siena, ex viola, Enrico Chiesa ha ricevuto a Firenze l’importante riconoscimento del Premio Nereo Rocco.
La cerimonia si conferma di alto valore a livello Nazionale e quest’anno è giunto alla vetiseiesima edizione. Chiesa nel suo discorso di ringraziamento ha dichiarato di non aver mai dimenticato l’affetto dei tifosi fiorentini e di avere nostalgia di un periodo molto bello della sua carriera, il quale ha consentito di instaurare un legame profondo e duraturo con la città.
Chiesa si è detto molto onorato e orgoglioso di ricevere questa gratificazione che in precedenza ha visto salutare, campioni e personaggi del mondo dello sport del calibro di Baggio, Maldini, Collina, Trapattoni, Di LIvio, l’allenatore Mazzone, giornalisti della carta stampata e molti altri ancora.
D’altra parte meglio non poteva cominciare la stagione del giocatore che nel Siena sembra stia vivendo una seconda vita, con incredibili lampi di genio: gol, una buona forma e voglia di giocare nonostante l’incalzare dell’età.
Nella serata sono stati premiati anche alcuni esponenti di spot minori, l’assessore allo sport e una menzione speciale è stata data all’allenatore di pallanuoto della Nazionale Italiana.

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Foto: Enrico Chiesa – Fiesoli – Tutti i diritti riservati.

Riferimenti: Premio Nereo Rocco.

La Chiesa defraudata…..


Ed ora tocca anche alla Chiesa… mai si era arrivato a così tanto.
In pieno pomeriggio a Mosul con un agguato mirato è stato rapito il Vescovo della città irachena, Monsignor Basile G. Casmoussa.
Il prelato stava percorrendo con il suo autista una strada centrale dopo una visita pastorale, quando l’auto è stata improvvisamente bloccata da due veicoli dei sequestratori che con le armi in pugno hanno intimato a scendere il religioso e con la forza l’hanno caricato.
L’autista non è stato rapito.
Lo comunica la Santa Sede per voce di Navarro Valls, responsabile della sezione stampa e informazione.
Il Vaticano ha condannato l’atto terroristico, definendolo un gesto ignobile e chiedendone l’immediata liberazione.
Casmoussa 67 anni è sacerdote dal 1962 e vescovo dal 1999, nato in Iraq e dai sei anni patriarca a Mosul.
Stando ad alcune voci della comunità il Vescovo ultimamente aveva subito minaccie da alcune fazioni estremiste locali.
L’Iraq, paese mussulmano, non è particolarmente influenzata dalla chiesa cattolica, in quanto i fedeli rappresentano solamente il 4 % in tutto il paese, ma viste le profonde divergenze religiose che esistono nel mondo arabo odierno, e in questo particolare momento del dopoguerra, la convivenza
è diventata più difficile.
Il rapimento, il primo del suo genere in Iraq, potrebbe essere volto a fare delle pressioni sul Vaticano al fine di convincere tramite sua Santità le forze della coalizione a lasciare il paese. Ipotesi improbabile, ma comunque un gesto politico e un atto clamoroso che ripropone il tema della sicurezza, peraltro inesistente, in questo momento nel paese a circa due settimane dalle elezioni siamo nel caos più totale.
C’è da chiedersi se veramente queste elezioni si svolgeranno in modo regolare o se sarà solamente una ” farsa ” comunque per andare avanti, e quindi accellerare il ritiro degl’americani, i quali a questo punto dovrebbero rivedere alcuni piani di disimpegno che sono programmati per il prossimo futuro.
Intanto si continua a non avere notizie della giornalista francese e la furia dei miliziani in questi giorni ha subito un impennata.
A Babuqa un commando ha aggredito dei soldati, mentre a Baiji è esplosa un autobomba.
A Karbala un kamizake con un autovettura si è fatto esplodere vicino ad una stazione di polizia locale, uccidendo due civili e quattro feriti delle forze di sicurezza irachene.
Sull’ arteria principale che dalla capitale porta al sud sono stati ritrovato i corpi di 13 iracheni uccisi nelle ultime ore.
A Ramadi un attentatore si è lanciato contro un veicolo americano, mentre a Bassora sarebbe stato ucciso il candidato del partito di Allawi e nei giorni scorsi un altro rapito a Bagdad, un uomo d’affari turco.
Nelle città del triangolo sunnita sarebbe in atto un volantinaggio che induce la gente a non andare a votare e stare lontano dai posti pubblici, poichè la rappresaglia nei giorni delle votazioni sarà violenta.

G. Fiesoli.

Foto: Bagdad, 2004 – G. Fiesoli.
Riferimenti: La Chiesa defraudata…..