Buon compleanno blog……..SBY compie ha compiuto quattro anni.

  

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Cinema: è scomparso Richard Widmark.

Lo sguardo diretto e impassibile, il suo ruolo preferito era quello di essere cinico, cattivo, ambiguo e crudele. Il cinema lo ha reso famoso ma anche nel teatro drammatico ha avuto incarichi di prestigio quando Broadway era la punta di diamante di questa arte.

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Ship Breaking Yards compie un anno.


E’ trascorso un anno esatto da quando ho deciso di aprire questo blog. Non sono mai stato mai stato un fautore dei blog in passato, nonostante ne abbia altri tre ma con altre funzioni e che non hanno niente a che fare con articoli, diari, scritti, pensieri o simili…..ma riconosco una certa funzionalità di comunicazione nella galassia del Web e un piacere nel tenerlo aperto, anche se prende molto tempo se uno lo vuole portare avanti in modo coerente e minimamente soddisfacente.
La scelta di intitolare questo spazio internet con il nome di Ship Breaking Yards è per aver visto dopo tanti viaggi intorno al mondo, i seashore del Bangladesh. Qui le navi, in prevalenza petroliere e mercantili, vengono a morire in questi cimiteri di ferro e ghisa nei dintorni della città di Chittagong. Centinaia di giovani, uomini, minorenni, lavorano a turni di 12 ore nel giorno e nella notte, smantellando imbarcazioni di medio e grosso cabotaggio provenienti da ogni parte del pianeta, per qualcosa come 4 dollari al giorno, un rancio pessimo e un giaciglio duro come la terra.
Un lavoro da bestie, una schiavitù legalizzata dal governo dittatoriale, senza una minima sicurezza, senza protezioni, senza assicurazione…..qui non esiste la legge 626…….. a mano, con i martelli e con le fiamme ossidriche nel fango impregnato di olio e cherosene che ogni giorno la marea solleva ritirandosi, tagliano sotto il cocente sole e l’umidità tropicale delle tenebre, queste vecchie carrette che oramai non vuole più nessuno e che hanno compiuto l’ultima tratta dopo che per lunghi decenni hanno solcato le onde degl’oceani.
Da queste parti i Media non sono ben visti: la Bbc negl’anni Novanta arrivò con una troupe per cercare di filmare e di denunciare lo sfruttamento minorile, ma dovette fare i conti con la giustizia locale e vennero ricacciati immediatamente fuori dai confini nazionali. Un giornalista australiano è stato anche picchiato nel vano tentativo d’intervistare i lavoratori.
Chittagong Division non è però l’unico posto per questo genere di opera marittima che oramai l’Occidente ha quasi dimenticato e che usa come pattumiera, anche in Pakistan e in India esistono luoghi simili ma però più piccoli.
Il procedimento della distruzione delle obsolete ” ammiraglie navali ” è molto semplice ma anche faticoso: un travaglio di sudore, di forza, di pazienza aspettando quei momenti topici che ogni giorno il mare regala. Le navi sostano per giorni in ” rada ” poi a turno si avvicinano alla bassa costa sabbiosa e quando sono nel punto giusto si bloccano. Decine di persone cominciano a tirare i lunghi e pesantissimi cavi d’acciaio dai rumorosi argani che si trovano sulla terraferma…..li vedi in fila indiana camminando nella melma e con sforzi sovrumani e qualche canto riescono a imbragare la nave che nel frattempo assomiglia ad una cattredrale nel deserto non avendo più acqua intorno.
Un nutrito gruppo di uomini è già salito a bordo e per settimane estrae motori, fendono la poppa e la prua, finchè l’unità piano piano non scompare…..Pezzo dopo pezzo, ancore, turbine, passamano, scalette, eliche, cabine, timoni…….
Si respira un’aria particolare nonostante i numerosi problemi che ci sono nell’area, a cominciare dall’inquinamento, l’estrema povertà e l’uso di droghe tra la popolazione locale, ma per certi versi è un posto unico per via della ” Mano dell’Uomo “.
Questo compagno di viaggio, che come scritto in cima affronta diversi argomenti, ma come detto altre volte non è un agenzia di stampa e non ha nessuna pretesa di somigliarli minimamente. In più non ha sua regolarità e in un giorno possono essere postati sei articoli mentre in un altro neanche uno. L’informazione può essere talvolta imperfetta e le idee non condivise appieno, ma forse è questo il bello degli scritti virtuali.
La nave che taglia le Yarde ( traduzione letterale di Ship Breaking Yards ) continuerà a navigare e chi vorrà entrare nel porto per leggere qualcosa e vedere qualche mia foto è sempre ben accetto.

Gianluca Fiesoli.

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Fotografie: Ship Breaking Yards, Bangladesh, Chittagong, 2002 – G. Fiesoli.

Riferimenti: Blog: Ship Breaking Yards