C’ è poco da stare ” Allegri “, questo Milan può perdere il campionato.

allegri Le statistiche ci rilevano che otto volte su dieci, quando un club si laurea campione d’ inverno successivamente si aggiudica anche lo Scudetto.  Ma la Storia dello sport è piena di grandi e indimenticabili rimonte e quello che sembrava più ovvio in precedenza è stato ribaltato sul filo del traguardo.

E’ un campionato anomalo il nostro, indebolito dallo smaltimento di energie fisiche e psicologiche di un deludente Mondiale africano, anche se alla lunga complessivamente stanno venendo fuori i veri valori che dividono le varie zone della classifica. Non per fare pronostici, il che non ne sarei mai capace, ma il tricolore ha buonissime  probabilità di restare su una delle due sponde di Milano.

Con l’ esonero di Rafa Benitez l’ Inter guidata dal giovane Leonardo ha ripreso piglio, ritrovato un gioco decente, gol e sopratutto morale nell’ ambiente che appare sereno e impegnato a lavorare assiduamente. Il brasiliano ha dato una forte scossa e questa volta la scelta di Moratti per l’ immediato futuro potrebbe essere stata azzeccata. 

Addirittura nei puristi, intesi non come corrente linguistica della metà del XIX secolo ma bensì come tifosi sfegatati del proprio club, qualcuno ha letto l’ ingaggio di Leonardo definendolo una provocazione. Sicuramente non è così, ma a Moratti piacciono le scommesse.

Una squadra che è diventata comunque più umana rispetto all’ anno passato ma con l’ enorme potenziale della rosa che adesso è stata ripristinata dal rientro degl’ infortunati e la riporta ad essere  una delle maggiori candidate al titolo.

Riconquistare quattro punti alla capolista in sole due partite è un segnale di rinnovata fiducia e i recuperi con il Cesena domani in casa e la Fiorentina al Franchi le offrono l’ opportunità di ritornare in prossimità della vetta.

Il gol di Ibrahimovic al quarantanovesimo minuto nel match di domenica scorsa con il Lecce è da manuale del calcio. Una rete di straordinaria potenza, un gesto tecnico pregno di cinismo che esalta tutte le immense qualità di questo attaccante. Un globtrotter del pallone a cui viene perdonato anche qualche gesto e parola di troppo. Un campione di razza che è capace di incidere sensibilmente in ogni collettivo si trovi. Un atleta con una dirompente personalità, talmente forte da far reparto da solo e ” cancellare ”  il compagno Pato. Proprio questo binomio, fatto di due solisti ma completamente diversi nella posizione in campo e nello stile di gioco stanno creando qualche contrarietà negl’ ultimi 25 metri.

E’ un Milan Ibra dipendente. Lo abbiamo detto più volte ma in questa fase leggermente calante della stagione i problemi della squadra sono pure altri. Massimiliano Allegri ha la fortuna che le dirette inseguitrici hanno meno esperienza quando si tratta di stare in alta quota. Esse procedono a corrente alternata senza saper approffittare dei mezzi passi falsi, ma è consapevole che tuttavia non potrà durare in eterno.

Pato ha perso la bussola, l’ arrivo di Cassano potrà essere valutato solamente a fine stagione, e non è detto che sarà del tutto positivo.  Ronaldinho  è stato rispedito al ” mittente ” quando la samba oramai era diventata stanca e i sorrisi non bastavano più ad incantare Galliani e Berlusconi.

Robinho si mangia  gol a ripetizione, senza Inzaghi e altri acciaccati, la Champions che entra nella fase cruciale e richiederà un dispendio di energie supplementari, le evidenti difficoltà della manovra di gioco fanno sì che ci sia da stare poco ” allegri “.

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