Sacro Umano Corpo: una mostra a Firenze del Maestro Maniscalchi.

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COMUNICATO STAMPA

Mostra:  “Sacro Umano Corpo

Autore:   Leonardo Maniscalchi

Sede:       FYR arte contemporanea – Borgo Albizi 23 – 50122 Firenze

Presentazione Critica:  Umberto Putzu

Genere:   fotografia  video e installazioni

Periodo:   dal 4 Dicembre 2010 al 16 Gennaio 2011 

Inaugurazione:  4 Dicembre h. 18 –  presentazione critica e performance

Catalogo:  in galleria

Contatti:  foyer@fyr.it – tel. +39 055 2343351 – +39 392 6041892

Patrocinio: Comune di Firenze

Ufficio stampa Lapress: Tiziano Modigliani. lapressufficiostampa@gmail.com

www.leonardomaniscalchi.it    – E mail: info@leonardomaniscalchi.it 

 

Leonardo Maniscalchi, grande interprete della comunicazione fotografica internazionale, ritorna nel cuore di Firenze, in Borgo degli Albizi, proprio nella stessa strada del centro storico in cui aprì il suo primo studio, per festeggiare 30 anni di successi internazionali. Con l’esposizione dal titolo: ”Sacro Umano Corpo”, presentata dal critico d’arte Umberto Putzu, esordiscono in anteprima assoluta alla Galleria FYR arte contemporanea le sue ultime straordinarie elaborazioni fotografiche. In questa mostra, già molto attesa come sottolinea Umberto Putzu: “Leonardo Maniscalchi mette al centro l’uomo, inteso come umanità, corporeità, sacralità. L’ottica dell’esposizione è l’irripetibile sacralità dell’uomo, proprio nell’era della tecnologia, che tende a fare dell’uomo stesso un semplice ingranaggio sostituibile del sistema. Per questo ”Sacro Umano Corpo” è una forte testimonianza della complessità della nostra epoca, al di là di forzature e contrapposizioni, tra bianco e nero, bene e male, mente e corpo… troppo spesso alimentate oggi anche dai media. Lo stesso titolo rivela un carattere essenziale, quanto emblematico e concettuale, per un  nuovo paradigma di immagini, dove i corpi irrompono nelle chiese con l’ardore del mistero, acceso da continue sovrapposizioni temporali, nell’inestricabile rapporto tra sacralità e armonioso erotismo. E nelle immagini affiora l’uomo nelle sue più avvincenti e inaspettate sfumature, codice di segni, colori, gesti…ancora da svelare”.

”Sacro Umano Corpo” indica anche lo sviluppo della prestigiosa carriera di Leonardo Maniscalchi che molti ricordano anche per le sue molteplici copertine, da segnalare le due storiche commissionate: i ‘50 anni della Repubblica’ sull’Espresso e per la ‘caduta del muro di Berlino’ su Panorama. Nel trentennio della sua attività ricordiamo che molte sue rassegne sono state patrocinate da Istituti di Cultura, Musei e gallerie: dagli esordi con la mostra “Capo d’opera” di Achille Bonito Oliva nel 1986 fino a personali che spaziano da Milano a Daytona Beach, Barcellona, Valencia, Madrid, Bratislava, City Texas, Sofia, Nairobi, Budapest, Los Angeles.        

Leonardo Maniscalchi è anche magnifico ritrattista di personaggi celebri, grazie alle continue frequentazioni del mondo letterario, artistico, culturale tra cui è doveroso annoverare: Guttuso, Pomodoro,Moravia, Annigoni, Gregori, Bay, Chet Beker, Stan Gatz, Moschino, Andreotti, Zeri, Spike, Haart, Paolucci, Busi, von F?stenberg, Donald Tramp, e tanti altri. E proprio Renato Guttuso nel 1986 lo ha indirizzato e incoraggiato verso la fotopittografia che vede il suo crescere come artista concettuale, Un artista in “continuum studium”, instancabile alchimista  delle sue tecniche digitali in un paradigma  creativo che va dal “MitoMetaCorpus” con il suo concettualismo romantico a tematiche che spaziano tra le astrazioni figurative di “Photofobia”e “CosmosArt”.

Fondatore nel 1989 di “Click up” e “ADFF” (Accademia di fotografia) a Firenze, le prime scuole internazionali per fotografi di moda che hanno avuto un grande riscontro internazionale e la partecipazione di allievi da tutto il mondo. Tra i vari riconoscimenti e premi di prestigio ricordiamo: ”La Pagina d’Oro” attribuita dalla rivista “Arte e ambiente”, il “D’Artagnan” ad Auch (France) e il premio di artista fotografo dell’anno a Nicosia. Ha inoltre realizzato copertine e servizi editoriali e pubblicità per importanti riviste: ”Vogue, L’Espresso, Panorama, Amica, Grazia, Goia, Max, Couture International, Exlcusive, PhotoG(Cina), Select (Giappone), Photo, Zoom, Playboy oltre che editoriali  per note case stilistiche di moda tra cui Armani, Krizia, Valentino, J.P. Gautier, Moschino; Versace, Y.S.L., Fendi ecc.

Con Maniscalchi entriamo in una nuova dimensione metafisica avvincente e incisiva, con un codice di linguaggio intimo in chiave di lettura poetica e universale fatto come lui stesso suggerisce: “D’amore per la libertà interiore”.

Come sintetizzare questa nuova esperienza espositiva di Leonardo Maniscalchi? Per il critico d’arte Umberto Putzu: “in questa mostra la ricerca di Maniscalchi, definito ‘uomo della luce’,  attraversa  l’umano e il fascino dei suoi interrogativi…per farci vivere un concerto di scintillanze inaspettate, nel labirinto di possibili nuove consapevolezze. Per darci la possibilità di interpretare la nostra epoca, con lo stupore che a volte sa offrirci l’arte. E l’arte ha bisogno di luce d’amore.

Lapress . Gentilmente Vi preghiamo di mandarci un’ e-mail di conferma dell’avvenuta pubblicazione. Cordiali saluti, Tiziano Modigliani.

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Bonus e eco agevolazioni: si continua anche il prossimo anno.

Un esauriente articolo a firma di Valerio Stroppa sull’ eco agevolazioni che continuano anche il prossimo anno, seppure con qualche differenza. Tutti i dettagli qui sotto. – Pmi Microsoft – Italiaoggi – Ipsoa Editore – per ulteriori informazioni vedere i siti delle fonti.

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 Eco-agevolazione anche nel 2011.

Confermata, attraverso la legge di stabilità, la possibilità di beneficiare dello sconto del 55% 

La detrazione sarà fruibile in dieci anni invece che in cinque.  

Prorogato anche per il 2011 il bonus del 55% per il risparmio energetico, ma la detrazione sarà fruibile in dieci anni e non più in cinque. È quanto prevede il disegno di legge Stabilità, approvato venerdì scorso dalla camera e ora in procinto di avviare il proprio cammino in senato. Confermata, dunque, la possibilità di beneficiare degli sgravi fiscali per interventi di riqualificazione energetica anche per il prossimo anno, al contrario di quanto inizialmente previsto dalla manovra di bilancio dell’esecutivo (che stanzia per il 2011 circa 5,7 miliardi di euro).

La mancata proroga dell’agevolazione per il risparmio energetico aveva suscitato fin da subito il malumore delle associazioni di categoria, che hanno chiesto a gran voce il ripristino dei fondi (si veda ItaliaOggi del 12 novembre scorso).

La conferma anche per il 2011 della detrazione per il risparmio energetico è stata quindi reintrodotta in maniera bipartisan. Tuttavia, anche dopo la modifica (che, in un primo momento, sembrava dovesse essere apportata nel decreto milleproroghe), le organizzazioni imprenditoriali hanno rilevato che la «spalmatura» in dieci anni della detrazione renderà meno appetibile il ricorso al beneficio, così come la mancata messa a regime del meccanismo anche per gli anni successivi al 2011.

In ogni caso, gli interventi ammessi all’aiuto saranno ancora la riqualificazione degli edifici esistenti, gli interventi sull’involucro (pareti, finestre e infissi), l’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda e la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con caldaie a condensazione.

Riguardo ai numeri relativi alla proroga annuale del bonus, i tecnici governativi hanno stimato in termini di cassa un maggior gettito di 124,8 milioni nel 2011 e un costo in termini di minori imposte per 32,4 milioni nel 2012 e 292,8 milioni nel 2013.

Dati che però vanno soppesati con i vantaggi (economici e sociali) innescati dalla riqualificazione energetica: secondo un’elaborazione della Cna, nel triennio 2007-2009 al costo per l’erario del bonus 55%, pari a circa 1,7 miliardi di euro, ha fatto da contraltare un beneficio per il sistema Paese del valore di 6,3 miliardi di euro, misurato in termini di sostegno al tessuto produttivo e occupazionale, di riduzione delle emissioni ecc. (si veda ItaliaOggi del 18 novembre 2010).

L’emendamento al ddl Stabilità lascia inalterata la vigenza di altre due norme fondamentali in tema di 55%, vale a dire l’articolo 1, comma 24 della Finanziaria 2008 e l’articolo 29, comma 6 del dl n. 185/2008: la prima è la disposizione che esenta la sostituzione di finestre comprensive di infissi dalla presentazione obbligatoria della certificazione energetica prevista dalla Finanziaria 2007. Si tratta di una semplificazione di non poco conto, che ha infatti contribuito a rendere quella sugli infissi la tipologia di lavori più diffusa, con circa 120 mila interventi tra il 2007 e il 2009.

La seconda disposizione, quella del decreto anticrisi, prevede invece che per le spese sostenute nei periodi d’imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2008, i contribuenti interessati alle detrazioni devono inviare all’Agenzia delle entrate apposita comunicazione (approvata con provvedimento del 6 maggio 2009). Quest’ultima va trasmessa telematicamente al Fisco qualora gli interventi si protraggano per due o più periodi d’imposta, mentre non va inviata se i lavori sono stati avviati e conclusi nella medesima annualità, oppure se, pur essendo l’opera pluriennale, nel periodo d’imposta cui la comunicazione si riferisce non sono state sostenute spese.

Si ricorda che i limiti d’importo sui quali calcolare la detrazione variano in funzione del tipo di intervento (dai 30 mila euro massimi per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale ai 100 mila euro detraibili per la riqualificazione energetica), purché ovviamente lo sgravio trovi capienza nell’imposta annua dovuta.

Da ultimo, resta impregiudicata la novità introdotta dal dl n. 78/2010 che, dal 1° luglio scorso, obbliga banche e Poste ad operare al momento del pagamento del bonifico effettuato dal contribuente per interventi «verdi» una ritenuta del 10% a titolo di acconto d’imposta dovuta dall’impresa che effettua i lavori. Specifici chiarimenti sulle modalità operative della ritenuta sono state fornite dall’amministrazione finanziaria con la circolare n. 40/E del 28 luglio 2010.

Tutte le tappe del bonus 55%.

La Finanziaria 2007 (legge n. 296/2006), all’articolo 1, commi 344 e seguenti, ha introdotto una detrazione d’imposta nella misura del 55% dei costi sostenuti per gli interventi di riqualificazione energetica, per le spese effettuate entro il 31 dicembre 2007. La medesima legge ha disposto il riparto obbligatorio della detrazione in un numero di tre quote annuali di pari importo.

Le norme attuative dell’agevolazione sono state dettate dal dm 19 febbraio 2007.

La Finanziaria 2008 (legge n. 244/2007) ha prorogato l’agevolazione fino al 31 dicembre 2010. Detta legge, inoltre, ha previsto che la detrazione potesse essere ripartita in un numero di quote annuali, di pari importo, compreso tra tre e dieci, a scelta irrevocabile del contribuente, operata all’atto della prima detrazione.

L’articolo 29 del dl n. 185/2008 ha previsto che, per le spese sostenute a decorrere dal 1° gennaio 2009, il bonus, ossia la detrazione dall’imposta lorda, deve essere ripartito in cinque rate annuali di pari importo.

La legge di Stabilità per il 2011, attualmente in discussione in parlamento, proroga l’agevolazione alle spese sostenute entro il 31 dicembre 2011, allungando il periodo di fruizione dell’agevolazione da cinque a dieci anni.

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L’ Inter approda agl’ ottavi ma i problemi rimangono.

Moratti in tribuna si fa il segno della croce.  E’  un insolito  modo per esultare al gol di Cambiasso che ha deciso nel secondo tempo il match contro gli olandesi del Twente, ma che la dice lunga sul pensiero del patron milanese.

“ Che Dio ce la mandi buona “ si direbbe dalle nostre parti…..

L’ Inter si qualifica agl’ ottavi di finale della Champions League, ma i problemi rimangono irrisolti. Un magro uno a zero “ congela “ una possibile decisione di un cambio di panchina.

Adesso la  Champions sta per andare in un breve letargo,  da domani Rafa  Benitez potrà tornare a concentrarsi sul campionato e soprattutto avrà l’ impegno di rimettere in sesto un collettivo in vista della finale Intercontinentale, la quale al momento è l’ obbiettivo più importante della stagione.

Quella vista stasera a San Siro è un Internazionale volenterosa, che ha sbagliato alcune facili occasioni ma a livello di gioco resta ancora carente. In alcuni momenti ha sofferto, con le idee ottenebrate considerato il fatto che il Twente è un avversario  di caratura tecnica inferiore, anche se organizzato, ma si è reso pericoloso colpendo due legni con Castellazzi completamente fuori causa.

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Io non ci stò…….neanche io.

Tra i diversi decreti discutibili che ha fatto questo  governo, ma che adesso pare essere al capolinea, oltre alle ” donnette ” e la politica del Cavaliere che dobbiamo sorbirci ogni giorno,  anche la legge per la stabilità è l’ ennesimo  ” taglio della scure “.

Riceviamo la presente per diffondere e per sottoscrivere l’ appello.

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Sottoscrivi l’appello in difesa del 5 per 1000 su http://www.iononcisto.org.

Se entrerà in vigore la nuova “Legge per la stabilità” che mette un tetto al 5 per 1000, tutte le organizzazioni del terzo settore subiranno un taglio dei fondi del 75%.

Negli scorsi giorni, i giornali hanno riportato la notizia che la Commissione Bilancio della Camera dei Deputati ha esaminato il testo della nuova “legge per la stabilità”. Tale legge limiterebbe a 100 milioni di euro i fondi da destinare al “5 per 1000” con una riduzione del 75% rispetto all’importo dell’anno precedente. Tale ulteriore taglio si aggiunge a quelli effettuati al bilancio della cooperazione internazionale italiana, ai contributi alle istituzioni internazionali che aiutano i paesi in via di sviluppo e a quelli per la ricerca scientifica, universitaria e sanitaria.

Questi tagli si ripercuotono significativamente sull’operatività delle organizzazioni del terzo settore, che hanno dimostrato una professionalità molto elevata, oggetto di apprezzamento in Italia e all’estero.

Tagliare i fondi a disposizione del “5 per 1000” significherebbe anche limitare drasticamente la libertà dei cittadini di decidere come destinare la propria quota dell’imposta sui redditi direttamente a sostegno degli operatori del terzo settore.

Per queste ragioni chiediamo al Parlamento Italiano di intervenire per eliminare, nel testo della legge di prossima discussione, il tetto di 100 milioni di euro da destinare al “5 per 1000” per l’anno 2011, ripristinando quanto meno l’importo dei fondi previsti nell’anno 2010.

Ti chiediamo una mano: per dare più forza alla nostra richiesta serve anche la tua firma. Se sei d’accordo con noi, sottoscrivi l’appello su http://www.iononcisto.org e aiutaci a diffondere la notizia.

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Campionato strano, difficile dire chi vincerà, ma il Diavolo ha un Ibra in più.

Come ogni epoca che si rispetti anche questa volta dopo l’ edizione di un mondiale si consuma  un campionato atipico. Regna l’ incertezza, ci sono diverse outsider nella fascia alta e dopo un terzo di cammino si possono tirare i primi bilanci. In molti non mangeranno il panettone durante il Santo Natale e alcune squadre hanno già decisamente deluso le aspettative.

E’ un torneo influenzato fortemente dagl’ infortuni. Non c’ è società che non subisca questa defalcazione e quindi sono passate attraverso delle crisi.

Un calcio che viaggia a ritmi stratosferici, impegni stressanti e continuativi, orari inammissibili come quello al mezzodì, campi da gioco irregolari e  poco mantenuti, preparazioni forzate e anticipate, fanno sì che diversi collettivi sono ampiamente modificati e gl’ allenatori non possono disporre appieno di tutti i mezzi a disposizione.

L’ Inter ha la perso bussola ma soprattutto sta lasciando troppo terreno agl’ avversari. Alla tredicesima giornata nove punti da recuperare dalla capolista cominciano ad essere un divario non indifferente anche se riuscisse a ritornare quella dell’ anno passato.

Campionato compromesso, ma oltre ciò c’ è da giocare un Intercontinentale a metà dicembre per rientrare nella Storia e terminare un en plein straordinario.

Resta però il fatto che neanche  nelle Coppe i nerazzurri hanno fatto vedere cose migliori.

Rafa Benitez è un brav’ uomo ma non ha il carisma di Josè Mourinho. Se lo osserviamo con un pò di fantasia a prima vista potrebbe essere scambiato per un letterato oppure un placido professore universitario ……..

Alcune scelte come in quella del derby si possono definire molto discutibili. Ha cambiato troppe volte  modulo, ovvio segnale che non riesce a sbrogliare la matassa.

Si è trovato a guidare una sconosciuta corazzata  senza sapere dove si trova il timone.

L’ Inghilterra è differente dall’ Italia. Da noi il rapporto con i media è di primaria importanza e per certi versi assillante. Mourinho faceva notizia ogni giorno, Benitez non piace neanche quando lo intervistano.

Il toto allenatore è già scattato. Moratti più volte nel corso della sua presidenza non si è fatto scrupoli a togliersi d’ impiccio un tecnico e molto conterà il comportamento in Champions e la finale della Coppa del Mondo per club.

Il credo calcistico  dell’ ex coach del Liverpool non si addice all’ attuale squadra.  Il lungo periodo costellato di  trionfi ha portato un forte appagamento, l’ età di diversi giocatori comincia a farsi sentire e l’ assenza di freschi rinforzi hanno fatto il resto.

Alcuni fondamentali come Sneijder e Milito stentano a ritrovarsi. Senza luce e senza cannonieri si ritorna alla normalità.

L’ anno scorso vinceva il carattere, la forza fisica e l’ impeto. Successi costruiti sulle convinzioni.  Adesso vige la confusione, il nervosismo, la pochezza delle idee. Il gesto di ieri di Etò’o contro il Chievo, che con ogni probabilità starà in tribuna per tre turni, non è del tutto casuale e rispecchia l’ andamento di uno spogliatoio in crisi e poco unito.

Perdere la gazzella africana che ha messo la firma sulle nove delle quattordici reti realizzate fino ad oggi equivale ad un suicidio.

Viene da chiedersi chi segnerà nell’ immediato futuro. Chissà…. forse Biabiany o Alibec ?  Guardando con attenzione le tabelle i nerazzurri tra le prime sette squadre della classifica sono quelli che hanno fatto centro di meno.

Se l’ Inter piange il Milan sorride. Non è un Diavolo che da spettacolo come ai bei tempi ma Ibrahimovic è quel valore aggiunto che lo ha portato in testa. Lo zingaro svedese ha sempre fatto reparto in qualsiasi club che ha militato ( Barcellona escluso ), nonostante le ribellioni, le arrabbiature e i gestacci ai tifosi.

Al di là della prestanza fisica, dei colpi ad effetto è questa la sua vera maestria che lo rende quasi un giocatore inarrivabile. Fu decisivo nella Juve, nell’ Inter e lo sarà anche nel Milan.

Anche se la strada è ancora lunga potrebbe essere l’ anno buono per far ritornare il tricolore sul balcone di via Turati.

L’ esperienza c’ è e Allegri sembra aver trovato la quadratura del cerchio. Peccato per Pippo Inzaghi che forse dovrà dire addio al pallone. Avrebbe fatto comodo e punti.

Adesso che l’ Inter è distante i rossoneri sono diventati i favoriti sebbene la Lazio sia appena dietro di tre lunghezze. I biancocelesti svolgono un gioco credibile,  ma parlare di  Scudetto è ancora un po’ presto. Lotito per tentare l’ impresa deve comprare un finalizzatore che gli garantisca una quindicina di gol.

Anche il Napoli vive la sua giovinezza che però paradossalmente incontra una maturazione. La squadra è in crescita e De Laurentis,  il quale gli piace spesso stupire, ha l’ enorme merito di aver  riportato speranza e gente al San Paolo.

La Juve targata Del Neri  sta facendo intravedere cose pregevoli. Milos Krasic è un fior di giocatore, l’ accostamento a Nevded non è poi tanto sbagliato. AI bianconeri fanno difetto ancora di qualche pedina per completare un telaio che man mano si sta plasmando. Compatta, pratica, umile, con gli esterni che spingono molto, la Vecchia Signora però deve dimenticare quelle amnesie che alcune volte sono avvenute in questi tre mesi.

Con l’ acquisizione di un attaccante di alto livello e non si capisce perché Amauri non sia stato ceduto, un altro difensore esperto, in futuro si potrà sognare di  raggiungere grandi traguardi. Un posto Champions resta alla sua portata.

La Fiorentina sta attraversando una delle più brutte stagioni degl’ ultimi anni. La squalifica, le scazzottate notturne, il lento reinserimento di Mutu, la perdita di Jovetic, la ” fuga ” di Prandelli, un mercato scarso e dettato solamente da controfigure, le sterili polemiche sulla Cittadella, l’ hanno relegata ad un passo dalla zona retrocessione.

In serie B non ci andrà ma per la Viola sarà comunque un campionato anomalo.

La Sampdoria può fare a meno di Antonio Cassano. E se così non fosse il dott. Garrone non lo vuole più. E fa bene. Il talento di Bari vecchia rischia di perdere Nazionale, europei e stipendio in attesa del giudizio dell’ organo competente.

Oramai è inutile credere in una sua maturità. Neanche il matrimonio lo ha reso più Uomo, responsabile e saggio. I piedi saranno fini ma il cervello è tarato.

Il Palermo è oramai una realtà del calcio italiano mentre la Roma continua la risalita. Quinto posto e giochi ancora aperti. A giugno farà i conti come tutte le altre squadre e ci auspichiamo che Ranieri non debba rimpiangere quei punti perduti in maniera inammissibile all’ inizio di campionato.

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Quando deve essere disapplicato il regime dei contribuenti minimi.

 Un interessante articolo su come e quando deve essere disapplicato il regime fiscale dei contribuenti minimi. A firma di Giancarlo Modolo.

Ipsoa Editore – Pmi Microsoft – I diritti sono riservati.

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Un contribuente minimo, una volta che assume un lavoratore, è obbligato ad uscire dal regime fiscale dei contribuenti minimi e tornare a quello ordinario? 

Il regime dei contribuenti minimi può essere disapplicato con due differenti modalità:

1. Disapplicazione per opzione: il soggetto interessato fuoriesce dal regime dei minimi scegliendo di determinare le imposte sul reddito e dell’Iva nei modi ordinari. L’opzione può avvenire tramite comportamento concludente (ad esempio, viene addebitata l’imposta sul valore aggiunto ai propri cessionari o committenti, ovvero viene esercitando il diritto alla detrazione dell’imposta); inoltre, i contribuenti che optano per il regime ordinario devono porre in essere tutti gli adempimenti previsti dall’art. 8 del D.M. 2 gennaio 2008 ai fini iva e ai fini Irpef/Irap. L’opzione per il regime ordinario deve poi essere comunicata all’Agenzia delle Entrate in sede di prima dichiarazione annuale Iva da presentare successivamente alla scelta. Essa rimane valida per almeno un triennio trascorso il quale si rinnova di anno in anno fino a quando il contribuente continua ad applicare le imposte nei modi ordinari.

2. Disapplicazione per legge, che si verifica al venir meno dei requisiti imposti dalla legge. Il soggetto interessato o contribuente non rientra più nel regime dei minimi quando viene meno anche una sola delle condizioni di accesso allo stesso. Gli effetti della cessazione variano a seconda della causa che l’ha determinata:
– dall’anno stesso in cui si verifica la causa di cessazione , nel caso in cui i ricavi o compensi superino di oltre il 50% il limite di EUR. 30.000,00. Infatti, se i ricavi/compensi superano EUR. 45.000,00 il contribuente deve liquidare l’iva per le operazioni relative a tutto l’anno solare che, per il periodo antecedente il superamento del limite, deve risultare determinata mediante le regole previste dall’art. 27 u.c. D.P.R. 633/1972 per lo scorporo dai corrispettivi e facendo salvo il diritto alla detrazione dell’imposta assolta sugli acquisti. Inoltre, è necessario porre in essere sin dall’inizio del periodo d’imposta tutta una serie di adempimenti inerenti:

a) l’iva:
a.1) istituzione registri entro il termine fissato per effettuare la liquidazione periodica relativa al mese o trimestre di superamento del limite;
a.2) obbligo di annotazione delle operazioni di cessione di beni e/o prestazioni di servizi e gli acquisti effettuati sia antecedenti che successivi al superamento del limite entro il termine per la presentazione della dichiarazione iva;
a.3) liquidazione dell’iva relativa al mese o trimestre di superamento del limite. L’importo a debito deve essere versato in sede di determinazione del saldo annuale, da versare entro il consueto termine (16/03) e senza applicazione di sanzioni e interessi;
a.4) presentazione comunicazione annuale dati iva e dichiarazione annuale iva entro i termini previsti;
a.5) versamento saldo iva dell’anno di superamento del limite entro i termini ordinari;

b) l’Irpef e l’Irap:
b.1) istituzione registri e scritture contabili entro il termine fissato per effettuare la liquidazione periodica relativa al mese o trimestre di superamento del limite;
b.2) obbligo di annotazione delle operazioni di cessione di beni e/o prestazioni di servizi e gli acquisti effettuati sia antecedenti che successivi al superamento del limite entro il termine per la presentazione della dichiarazione annuale;
b.3) presentazione dichiarazione annuale, comunicazione dati studi di settore e parametri relative all’anno di superamento versamento imposte a saldo relative all’anno in cui si verifica il superamento dei limiti, calcolate con i criteri dettati dal Tuir in materia di reddito d’impresa o lavoro autonomo o dal D.L. 446/1197 per l’Irap, entro i termini ordinari.

– dall’anno successivo a quello in cui si verifica la causa di cessazione, in tutti gli altri casi:

conseguimento di ricavi/compensi superiori a EUR. 30.000,00 e inferiori a EUR. 45.000,00;

effettuazione di esportazioni ed operazioni assimilate;

sostenimento di spese per lavoro dipendente o per collaboratori;

erogazione di quote di utili ad associati in partecipazione con apporto di solo lavoro;

acquisto di beni strumentali che, sommati a quelli del biennio precedente, superano l’ammontare di EUR. 15.000,00.

Da quanto si è accennato, si rileva che il solo “sostenimento di spese per lavoro dipendente o per collaboratori a seguito di assunzione di un lavoratore” determina l’uscita dal regime dei contribuenti minimi con decorrenza “dall’anno successivo a quello in cui si verifica la causa di cessazione”.

Si tratta, infatti, del venir meno di uno dei requisiti imposti dalla legge che espressamente stabilisce che il soggetto interessato o contribuente non rientra più nel regime dei minimi quando viene mancare anche una sola delle condizioni che consentono accesso al medesimo.

Solidarietà per i migranti.

 

Solidarietà ai migranti che protestano per il rispetto dei propri diritti.

 

Emergency esprime solidarietà ai migranti che protestano a Milano, Brescia e nelle altre
città italiane per chiedere il riconoscimento del permesso di soggiorno e il
rispetto dei propri diritti.
 

 

 

La legge Bossi-Fini non ha disciplinato l’arrivo degli immigrati, ma ha di fatto
impedito una vita sicura e dignitosa alla stragrande maggioranza di chi è
giunto nel nostro paese per sopravvivere, costringendolo spesso a percorsi di
sfruttamento e di illegalità.

 

In nome della “sicurezza”, il governo italiano ha scelto la guerra
contro i migranti, alimentando una cultura razzista che ha deteriorato i più
elementari meccanismi della convivenza civile.
 

 

 

Per questa ragione Emergency ha deciso di rinnovare il proprio impegno in Italia:
dopo l’esperienza maturata nel suo Poliambulatorio di Palermo, dove dal 2006
offre cure gratuite ai migranti, Emergency aprirà a breve un Poliambulatorio a
Marghera e sta lavorando per l’avvio di nuove strutture in altre città
italiane.

 

 Per saperne di più sulle attività di Emergency in Italia visita il sito

 

  http://www.emergency.it

 

 

 
 

 

 

 

 

 
 

 

 

 

 

 
 

 

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