Azzurri, che amarezza, peggio del Pontremoli ( che non me ne vogliano da quelle parti ).

L’ Italia non è più Campione del Mondo e lascia Southafrica 2010. Quello che ci si aspettava da tempo si è puntualmente avverato nel giorno di San Giovanni. I ritorni sono sempre stati difficilissimi ma questa brutta figura ha sicuramente dei complici e degl’ attori non all’ altezza della situazione e che sono i colpevoli della disfatta odierna.

Umiliati, sbeffeggiati, surclassati, inguardabili, gl’ azzurri quattro anni dopo la meravigliosa notte berlinese  conoscono una delle più cocenti amarezze della loro storia.

Stavolta chi ci crocifigge si chiama Slovacchia. Modesta compagine che  ci ha condannato definitivamente e che ci ridicolizza regolandoci all’ ultimo posto del girone, ma il fallimento come sempre ha radici lontane.

Vergogna ! E’ questo l’ unica parola che qualcuno ha usato con titoli a quattro colonne. Non tanto per essere usciti al primo turno, ma bensì per il modo in cui si è consumato. Sembrava essere nelle comiche grottesche di Ridolini…..e nel campionato regionale dell’ Eccellenza……peggio del Pontremoli…….( che non me ne vogliano da quelle parti per il paragone…….).

Perdere, fa parte della giostra della Vita e quindi del roboante circo calcistico  ma in qualsiasi circostanza è obbligatorio tirare fuori le palle o perlomeno l’ orgoglio, motore che spesso salva l’ onore e la dignità ma che purtroppo abbiamo irrimediabilmente smarrito.

Senza cercare un solo colpevole, un capro  espiatorio  da bruciare con rabbia sull’ altare infuocato dalla polemica del Dio Eupalla, Marcello Lippi stavolta ha sbagliato parecchie cose e valutazioni. Un ostinazione da vecchio guru del pallone, forse un po’  presuntuoso e troppo ossequioso delle sue idee fino ad arrivare a non ascoltare gl’ altri. Prigioniero di un sogno impossibile, quello di rivincere per la seconda volta consecutiva un titolo mondiale.

Visto e considerato l’ attuale panorama  del calcio italiano non sarebbe stato errato due anni fa  rinunciare ad un incarico temporaneo che lo ha portato ad una ingloriosa debacle.

Per ironia della sorte Roberto Donadoni ha fatto meglio all’ europeo del 2008 uscendo ai quarti contro una Spagna che poi avrebbe vinto la competizione.  Oggi l’ ex milanista sicuramente si toglie qualche sassolino dalle scarpe.  

Poco amato nelle stanze della Figc, voluto soprattutto dall’ amico di tante avventure, Demetrio Albertini,  da ieri sarà un po’ rivalutato.

Puntare su alcuni giocatori datati, visibilmente consunti, senza stimoli,  forse solamente per un senso di gratitudine è stato un marchiano errore che gli è costato caro  al Paul Newman del Tirreno, il quale ha occultato i difetti che erano alla vista di tutti e in particolar modo sottolineati sui giornali e le televisioni, ma che poi nel momento della Verità sono esplosi senza avere il tempo oramai di poter trovare una efficiente soluzione.

Aggrapparsi alla speranza del recupero di Pirlo, l’ unico con i piedi decenti in questi 23 italiani trasferiti momentaneamente in terra africana, poiché Montolivo è solamente un centrocampista evoluto ma con scarsa e incostante visione di gioco, ci ha fatto capire che nell’ organico non c’era un giocatore in grado di dare fantasia dalla tre quarti in su.

 L’ esperimento, poi fallito,  dello scialbo e acerbo Marchisio dietro le punte è la conferma di questa cruda realtà come la pochezza di Pepe sulle corsie esterne.

Ma nonostante tutto nel rapporto tra allenatore e ambiente circostante, mai come ora   la stampa italiana aveva portato, anche se con una punta di scetticismo, rispetto a Marcello Lippi che partiva come campione in carica.

Questa Nazionale è nata male e finisce in tragedia, beninteso sportiva poiché i veri problemi del paese sono altri.

Migliaia di disoccupati, operai in cassa integrazione, pensionati con seicento euro che non arrivano alla fine del mese, famiglie  terremotate che aspettano un tetto,  sarebbe un insulto paragonarli ad uno spaurito gruppo di sportivi strapagati e incapaci di buttare una palla nel sacco.

Un nitido e fluido gioco, anche se le  qualificazioni erano state conquistate in anticipo, non si è mai visto e il cambiare soventemente modulo, schemi, tattiche era un segnale più che tangibile in cui il tecnico viareggino non sapeva che pesci pigliare. E difatti nel 2010 non ha mai vinto una partita.

Un altro sbaglio di Lippi è il fatto di essersi affidato al blocco juventino e di credere essenzialmente nella forza caratteriale e l’ unità del gruppo come se questo potesse oltrepassare qualsiasi difficoltà oggettiva e battere qualunque avversario. Essere volenterosi e uniti è una cosa…..essere bravi e capaci è un altra…….

Anche se le alternative non erano poi moltissime, e qui ha perfettamente ragione quando dice che a casa non erano rimasti fenomeni, sono in tanti a chiedersi  il perché di questa scelta, quando la Vecchia Signora ha giocato una delle peggiori stagione della propria storia e dopo Moggiopoli quasi mai si è resa protagonista.

Sicuramente la presenza di Totti, Cassano, che già giocato agl’ Europei senza poi entusiasmare, Balotellli, Perrotta, Bonucci o quant’ altro non avrebbe modificato il corso degl’ avvenimenti. L’ esperienza ci insegna  che una Nazionale quando vince un mondiale quattro anni dopo farà una prestazione mediocre, salvo rarissime eccezioni. Ci riusci il mitico Pozzo negl’ anni Trenta, ma il calcio di allora era tutta un altra cosa.

Però le chiare colpe di Lippi non assolvono una Federazione che stenta ad affermarsi politicamente con l’ Uefa e la Fifa.

L’ ingessato Abete più volte ha sorvolato con diplomazia  sugli  “ sgarbi “ di protocollo del despota Blatter ed è risaputa la poca sintonia con Platini, ma soprattutto ha già collezionato due importanti insuccessi che ribadiscono la scarsa considerazione a livello internazionale. Abete è ” figlio ” della disastrosa generazione di Carraro e soci, un dirigente che ha operato per lunghi anni dietro le quinte, un ” signorsì ” fidato e forse dopo questo tracollo anche un cambio ai vertici del Palazzo sarebbe stato  più che appropriato. Non per usare un eufemismo, ma in Italia siamo più attaccati alla poltrona che alla mamma !!

Gl’ Europei del 2012 si giocheranno in Ucraina e Polonia ma di recente pure l’ assegnazione del 2016 è andata alla rivale Francia quindi anche sulle progettualità dei grandi eventi l’ Italia segna il passo.

Adesso che i giochi sono fatti non ci resta che sbollire velocemente l’ amarezza e continuare a  guardare un mondiale che sotto il profilo tecnico e dello spettacolo è sicuramente deficitario, ma a mio modestissimo giudizio, Spagna,  Germania, Brasile e Argentina sono le favorite per il trionfo finale.

Poi comincerà l’ era Prandelli. La ricostruzione del buon Cesare avviene in momento buio ma soprattutto incerto per il calcio italiano, oberato di debiti, stadi mezzi vuoti, razzismo sempre presente, scarsità di talenti nostrani, poca voglia di valorizzare i giovani e un numero eccessivo di campioni stranieri che scorrazzano negl’ impianti obsoleti. Le qualificazioni per l’ Europeo sono alle porte e quindi il bergamasco dovrà agire in fretta supportato dalla Federazione.

Non ci sarebbe da meravigliarsi se avesse ragione Fabio Cannavaro quando dice che bisogna svegliarsi se no toccherà aspettare altri ventisei  anni per fregiarsi di un nuovo titolo. Lui lo aveva già capito da tempo e per questo che la prossima tappa  del Capitano sarà la dorata Dubai.

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