Azzurri è obbligatorio vincere.

Questo campionato del Mondo di calcio sarà ricordato per le papere dei portiere, qualche brutta figura organizzativa, ( la Fifa si è dimenticata che l’ Italia è Campione  in carica…..) oltre al gioco che in generale stenta a decollare.

Sarà l’ altura, saranno le rumorose vuvuzelas, sarà lo stesso Sudafrica, resta il fatto però che lo spettacolo fino ad oggi è stato abbastanza modesto sia sul piano delle emozioni, che dei gol e anche delle novità tattiche.

E non credo che migliorerà tantissimo. Prevale un tatticismo sfrenato, un livellamento oceanico di qualità e soprattutto una mediocrità di talenti, il tutto probabilmente penalizzato da una stagione stressante e faticosa.

Risposte che ci fanno intuire quando sia arduo mettere su una squadra forte e affidabile per una manifestazione che è un concentrato di partite in un mese con tutte le incognite che ne conseguono.

A quasi metà percorso dello svolgimento dei gironi eliminatori delle trentadue squadre, alcuni verdetti sono già scritti, altri invece restano in corso d’ opera e saranno indecisi fino alla fine.

La Francia, con grandissima gioia di tutti gl’ italiani, con ogni probabilità se ne ritornerà a casa. Dopo le risse, le polemiche e la testata nella notte di Berlino, l’ edizione africana è una delle maggiori bancarotte della storia dei blues, complice lo sciagurato Domenech e sopratutto chi lo ha incaricato a guidare questa nazionale.

Se non si deve mai ridere sulle disgrazie altrui, stavolta faremo un  eccezione. In primis per la soddisfazione degl’ irlandesi e di Trapattoni, defraudati di una partecipazione alla fase finale dopo un gol galeotto aiutato con un mano di Henry nell’ ultima partita delle qualificazioni.

Giustizia è stata fatta. Almeno in parte.  E in secondo perché questi transalpini sono veramente degl’ antipatici e un po’ presuntuosi.

La Germania, dopo una partenza scintillante è subito scivolata su una buccia di banana serba e quindi ha perso……… Chi di pallone se ne intende non poteva abboccare dopo una facile goleada contro gl’ azzoppati e distratti canguri australiani.

I teutonici hanno cambiato moltissimo negl’ ultimi tempi. E’ un collettivo giovane  e qualcosa di buono è stato costruito ma forse è presto per considerarla favorita.

Inoltre gl’ arbitri non sono stati benevoli nei loro confronti. Nove cartellini gialli e un rosso sono una punizione troppo violenta.  

Ciò non vuol dire che vada fuori al primo turno, ma necessitano ancora delle riprove e maggiore esperienza. Staremo a vedere se ci siamo sbagliati. L’ incontro con il Ghana comunque è decisivo e per certi versi anche pericoloso.

Il tracollo inglese è la conferma che per raggiungere dei risultati non basta un allenatore dal carattere ferreo, bravo e motivato. Fabio Capello ha lavorato bene nelle qualificazioni e i britannici avevano destato un ottima impressione. Mai come questa volta i giocatori d’ oltremanica hanno avuto credito dagl’ addetti ai lavori. Perfino i bookmakers prima del fischio d’ inizio elargivano quotazioni alte sull’ esito finale.

Però  la storia ci insegna che l’ Inghilterra non ha mai fatto delle grandissime prestazioni mondiali se si esclude quello vinto nel ’66 in casa, con i migliori atleti della loro epoca e qualche incertezza arbitrale di troppo…..

I bianchi non sanno più vincere e se vogliono restane in Sudafrica lo dovranno fare per forza con la Slovenia. 

Capello è all’ ultima spiaggia. Lampard è una trottola irriconoscibile, Rooney appesantito e disorientato, Gerrard inconcludente e l’ assenza di Rio Ferdinand pesa sul reparto difensivo più del previsto mentre il gioco è scialbo, carente di ritmo e prevedibile. Una crisi che si riflette anche a livello di club. Sono in fase calante.

La Spagna ci delude. I campioni di Europa in carica non possono aver dimenticato come si gioca a pallone in soli due anni. La sconfitta di misura con la Svizzera può essere rimediata.  

Hanno ancora una chance per restare in corsa ma forse dopo un grande trionfo è possibile che sia arrivato a una sorta di appagamento e si sia rotto il giocattolo che in passato aveva espresso un gioco brillante e piacevole, seppure narcisista.

Anche l’ Olanda, già agl’ ottavi,  può fare strada se gli regge il buon momento  di Snejider in un organico comunque concreto e ben attrezzato mentre il rientro di Robben è alle porte.

Piace l’ Argentina, quasi qualificata. Ha talenti da esprimere, a cominciare da un Milito tenuto spesso in panchina. E’ la nazionale che ha fatto vedere le cose migliori.

Lionel Messi può fare la differenza con tutti gl’ avversari.  L’ unico neo è forse una difesa che  talvolta lascia giocare troppo gl’ avversari, ma dal centrocampo in su Maradona ha moltissime cartucce da sparare.

Il Brasile rimane tra i favoriti. Un girone alla loro portata ma l’ avvio è  incerto. Molto dipenderà se Kakà riuscirà a ottimizzare la forma. Nonostante gravitano tanti talenti e Dunga l’ abbia europeizzata,  questa squadra ha bisogno delle fantasie e delle percussioni dell’ ex milanista.

Ottavi oppure quarti senza la Selecao sarebbe veramente un dispiacere per chi ama il calcio.

Oggi pomeriggio  tornano in campo gl’ Azzurri che incontreranno la Nuova Zelanda. Obbligatorio accaparrarsi i tre punti. Un altro pareggio è inutile e azzardato.

I neozelandesi li abbiamo incontrati un anno fa nel test precedente alla Confederations Cup. Fini quattro a tre e l’ Italia vinse dopo una gara tutta in rimonta. Ma ora sarà tutta un altra storia.

Gl’ oceanici hanno un gioco un po’ scontato, macchinoso, ma sono forti fisicamente.

4-4-2 per Marcello Lippi. Si ritorna all’ antico che gli ha portato fortuna, dopo l’ esperimento del giovane Marchisio dietro le punte. Mancherà Buffon. Senza nulla togliere a Marchetti lo juventino ci dava maggiori garanzie e più fiducia.  

Il match è importantissimo sia per valutare se l’ Italia è cresciuta sia perche se saremo intelligenti potremmo addirittura approfittarne. In un avvio di torneo dove sono più le incertezze che le evidenze, l’ Italia ha il dovere di uscire allo scoperto e di diventare la vera sorpresa.

I mezzi ci sono, il gruppo anche. Ma Gilardino e soci devono crederci, osare e sopratutto segnare.

Nel calcio contano i gol, il resto sono solo parole. 

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