Inter, ” Yes we can “.

Inter, materazziE la vera finale della Champions League. Chi vince stacca l’ ultimo ticket per Madrid. Sarà scontro vero e durissimo, considerato  una vigilia infuocata, provocatoria e anche un  po’ arrogante da parte dei catalani. Questa specie di campagna mediatica indirizzata ad incitare il rancore e alzare la tensione è una vera caduta di stile del club spagnolo e dei suoi più rappresentativi giocatori.

A cominciare dal difensore Piqué, anche se non è nuovo che i giornali trattano le partite e le parole come una sorta di corrida sanguinante.

I quasi centomila del Nou Camp sono pronti a far scattare quella che viene chiamata la “ torcida “, un clima infuocato per tutti i novanta minuti per sostenere la ” remontada “.

Ma l’ Inter ce la può fare. Stavolta o mai più. La potremmo definire l’ occasione del secolo per le troppe delusioni negl’ anni passati. Adesso appare una squadra più decisa e più consapevole dei propri mezzi. Due gol di vantaggio è un fattore psicologico grande anche se i nerazzurri non potranno cullarsi sugl’ allori.

Il Barcellona dovrà fare per forza la partita e potrebbe costargli caro se l’ Inter saprà giocare con intelligenza e tattica.  Segnare un gol per Mourinho e soci sarà di fondamentale importanza. Vincere è quasi impossibile da queste parti, ma limitare i danni significa volare al Bernabeu e avere la Coppa tra le mani. Il Bayer Monaco è sicuramente inferiore al Barcellona e nella finalissima potrebbe essere ulteriormente indebolito con l’ assenza di Ribery.

Gl’ azulgrana stanno attraversando un periodo buono ma con qualche sbavatura. In questi ultimi tre anni hanno vinto tanto ma qualche volta hanno anche perso dei punti e dei trofei significativi.

E’ di certo uno degl’ organici migliori al mondo. Tra le mura amiche è spesso irresistibile e cinico. La manovra corale rasenta la perfezione.  Avvolgente, dinamica e spettacolare. Al top della forma diventa straordinario vederlo giocare quando entra in scena la potenza della  fantasia.

Pep Guardiola è diventato un modello da seguire anche se non tutti i critici ed esperti del pallone sono d’ accordo. Il giovane tecnico ha a disposizione dei talenti che possono cambiare il volto di una partita in qualsiasi momento e Lionel Messi è un giovane campione argentino che fa la differenza nel trio delle meraviglie in attacco. Il recente pallone d’ oro non è stato conquistato per caso, ma con i fatti.

Però come tutti i Golia questa macchina da gol ha un tallone d’ Achille. Una difesa buona ma non eccezionale e per niente all’ italiana. Il centrocampo soffre le marcature strette, il raddoppio di posizione e il pressing ossessivo.

In particolar modo sulla loro trequarti. E’ necessario limitargli il raggio d’ azione e seguire con estrema attenzione i movimenti dei giocatori senza palla. Il Barca è abilissimo a saper far smarcare i suoi uomini durante la manovra per poi verticalizzare improvvisamente.

Ciò non vuol dire fare catenaccio e chiudersi, ma la chiave dell’ incontro sarà su questi crocevia.  Vietato sbagliare.

Se l’ avversario lo affronta a viso aperto può arrivare anche a spuntarla. Gli spagnoli ricordano un po’ il Milan di Arrigo Sacchi, con le dovute proporzioni. Sono più offensivi e giocolieri nel trattare il pallone.

Negl’ anni settanta Johan Cruijff correva con maestria su questo tappeto verde e portò in terra di Spagna quella filosofia di gioco che ancora oggi il Barcellona condivide per certi versi.

Sarà anche una partita per altri motivi. Il trasferimento di Ibrahimovic l’ estate scorsa faceva pensare che l’ Inter si sarebbe indebolita, ma Eto’ò e Milito non lo hanno fatto rimpiangere. L’ ariete svedese se ne voleva andare. Sarà un altra circostanza per dimostrargli che tutti sono necessari ma nessuno è indispensabile.

Anche se risolse tante partite, all’ ombra della Madonnina non lo hanno mai eccessivamente amato.

Mourinho avrà la rosa a disposizione. Solo Stankovic è squalificato. Probabile che Sneijder ce la faccia. Il tulipano sulle palle inattive può dare delle sorprese anche se non è proprio la sua gara.  Pure Balotelli è pronto. Dopo la “ pace armata “ con la società, le scuse in diretta, speriamo ci regali qualche perla e poi potrà andarsene dove meglio crede. Il ragazzo ha i piedi d’oro ma la maturità è ancora lontana. Bisogna saperci stare nel mondo del calcio, assumersi le responsabilità e forse Milano non è il suo futuro.

Arbitrerà il belga De Bleeckere. E’ un buon direttore di gara con molta esperienza.

Come sempre, che vinca il migliore.

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