Fotogiornalismo, ancora emergenza.

Riceviamo come di consueto la presente dall’ Associazione Giornalisti della Lombardia per voce di Amedeo Vergani.

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Emergenza fotogiornalismo.

CHIESTO L’INTERVENTO DEI CDR CONTRO IL FLAGELLO DEGLI APPALTI DELLE FOTOCRONACHE A TARIFFE ORMAI DA FAME.

L’appello arriva dal Gsgiv della Lombardia – E’ urgente valutare la legittimità dei rapporti tra i quotidiani e chi copre la loro informazione visiva – Questo  sia in base alle leggi dello Stato sulla Stampa e sull’Ordinamento professionale, sia in rapporto alle norme fissate dal  Cnlg, nel caso di singoli fotoreporter, sia in riferimento al suo “Allegato M”, nel caso di strutture con personalità giuridica.

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  Torna alla carica il Gsgiv dell’Alg per sollecitare i vertici dell’Associazione lombarda dei giornalisti a coinvolgere Comitati di redazione e fiduciari sindacali dei quotidiani della Lombardia a verificare se è tutto nelle regole nei rapporti tra i quotidiani di loro competenza e le varie e variegate entità che coprono anche interi comparti della cronaca visiva passata ai lettori. 

   ” Caro Presidente – afferma una richiesta diramata poco fa dal direttivo del Gsgiv dell’Alg – tornando al malcontento generale dei fotoreporter, partito in gennaio dal caso Gazzettino di Venezia ed esploso poi in modo molto più visibile a Milano, sulla gravissima crisi causata, soprattutto nel settore della cronaca, dal fenomeno del flagello delle agenzie fotografiche che vendono informazione visiva sottocosto attraverso contratti forfettari sempre più al ribasso, ti rinnoviamo l’invito che ti era già stato avanzato informalmente dal nostro presidente, Amedeo Vergani, affinché, tramite il dipartimento sindacale Alg, vengano convocati al più presto Comitati di redazione e fiduciari sindacali dei quotidiani lombardi per dar loro mandato di verificare nello specifico  il genere di rapporti e contratti che ora intercorrono tra le singole testate e tutte le variegate entità che producono e mettono a disposizione delle redazioni le immagini relative ai fatti d’attualità, locali e non.

   “Questo per poterne valutare – specifica molto esplicitamente il documento – la legittimità sia in base alle leggi dello Stato sulla Stampa e sull’Ordinamento professionale, sia in rapporto alle norme fissate dal  Cnlg, nel caso di singoli fotoreporter, sia in riferimento al suo “Allegato M”, nel caso di strutture con personalità giuridica”.

   “Il problema, come hai potuto toccare con mano nelle due nostre assemblee alle quali hai partecipato – sottolinea il Gsgiv –  è davvero da “allarme rosso”. Sono moltissimi infatti i colleghi rimasti senza lavoro o con redditi veramente da fame. Numerosi di loro hanno figli di minore età a carico ed i livelli di esasperazione sono concretamente molto alti.

   “Tieni conto che le situazioni più gravi denunciate dalla protesta dei colleghi – conclude il documento del direttivo Gsgiv –  sono quelle in atto a Corriere, Giornale e Giorno e alle redazioni lombarde di Stampa e Repubblica”.

   L’appello dei fotogiornalisti impegnati nell’Alg è stato inviato anche a tutte le alte cariche del Sindacato affinché si impegnino, vista la loro grande sensibilità già dimostrata, a far partire iniziative simili e parallele in altre regioni che per ora non lo avessero ancora fatto.

 

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