Lassù tra i cirri nel Regno dei cieli le sue preghiere sono ancora vive.

E’ passato esattamente un lustro e adesso sarà lassù tra i cirri del Paradiso ove le sue parole, le  preghiere, l’ infinita saggezza e la Fede avranno trovato sicuramente posto e Pace accanto a Dio.

Per quanto non mi ritrovi pienamente nella Chiesa attuale la mia religione è cattolica e resto della modesta ma convinta opinione che Lui ha diretto uno dei migliori Pontificati dell’ era moderna.

Al mondo, dopo averlo amato, sono milioni che non lo hanno mai dimenticato.

Cinque anni fa in queste ore dopo una lunga agonia moriva Karol Woijtila.
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Bussando alla Porte del Paradiso.

postato da Gianluca Fiesoli
Lunedi 4 aprile 2005

Nelle ore della tristezza, del dolore, nei minuti del trapasso e nelle giornate degli onori, dei saluti e della commozione, Papa Giovanni Paolo II compie i suoi ultimi passi verso l’eternità…..
E’ stato un ottimo Pontefice, un abissale e perspicace scrutatore dell’anima, un messaggero di pace totale, un alfiere della Libertà, un Maestro della comunicazione che, e possiamo francamente dirlo, è piaciuto a tutta la gente comune.
L’indelebile ricordo che ci lascia è un immagine sacra e planetaria, dove mai nessuno nella Storia del Novecento ha saputo così efficacemente entrare e spalancare le porte dei cuori e delle menti di quelli che lo hanno visto e ammirato nelle sue oceaniche apparizioni.

Un Papa distante dai potenti del globo, dalle carismatiche e chiuse gerarchie ecclesiastiche, dalle ideologie talvolta intransigenti, spesso a fianco dei deboli e dei bambini.
Si amava autodefinirsi un ” globetrotter ” di tutte le etnie e di Gesù, dove il viaggio terreno s’intrecciava al cammino spirituale sia come motivo di conoscenza che di ambasciatore di credo per tutti i popoli, senza condizionamenti di sorta e sopratutto senza pregiudizi. In Lui svettava il coraggio d’impugnare il bastone pastorale andando oltre i tanti confini, impartendo così lezioni di grande umanità, quasi sempre in maniera molto umile.

E’ stato il primo Papa ad entrare in una moschea, a varcare la soglia di una sinagoga e inserire un biglietto di ” mea culpa ” nel Muro del Pianto a Gerusalemme. Un gesto eloquente per cercare di discolpare e chiedere indulgenza agl’ebrei. Una confessione per eliminare quelle impurità dell’ antisemitismo cristiano.
E grande è stata quella rivincita quando nel lontano 1978 venne eletto a sorpresa. Il blocco Comunista, il governo della sua terra lo hanno sempre osteggiato e non accettavano che diventasse il primate della Polonia, ” odiato ” per quell’appoggio dato agl’operai di Danzica negl’anni settanta e perciò per ironia del destino diventò Papa…..

Infatti se il ” Pontefice Buono ” di Luciani non fosse improvvisamente scomparso dopo poche settimane, probabilmente Woijtila sarebbe rimasto un anziano cardinale. Inizialmente la guida del Pontificato venne definita  un ” terremoto ” e molti considerano la sua ascesa al piano più alto della Chiesa, una grande influenza che ha segnato la svolta della caduta dei regimi satellitari dell’ex Unione Sovietica. Nonostante quello che si voglia insinuare, la caduta del Muro di Berlino e il drastico cambiamento dell’est  sarebbe avvenuto anche senza Giovanni Paolo II. I tempi erano oramai maturi e l’avvicendamento politico, sociale, geografico ed economico non avevano oramai nessun ostacolo sulla strada del rinnovamento.

Nella parabola del  Pontificato ha ottenuto delle significative ” vittorie ” umane e morali, con omelie ficcanti e talvolta accusatrici  rendondolo una straordinaria figura a cavallo dei due  millenni dell’era Moderna. Questo Papa saputo plasmare e trasformare perlomeno l’immagine di una Chiesa tradizionalmente obsoleta e anche troppo dogmatica ma  ha incontrato anche delle sconfitte. Sarebbe pressochè inutile, oltre il grande tributo e riconoscenza all’ Uomo, celare quelli che sono stati i punti deboli di una catena sorretta dalle credenze unanimi dei popoli cristiani, ma ” macchiate ” da alcuni episodi o incomprensioni con i padroni  della Terra. In primis i  rapporti con i governanti americani. Cinque presidenti dove le convenzioni non sono mai state idilliache. Con Carter oltre le divergenze dottrinali, in quanto il leader statunitense era Battista, le relazioni anche se brevi e all’inizio del suo mandato furono relativemente facili. Mentre con Ronald Reagan, personaggio che proveniva dall’ambiente del cinema, divorziato, risposato e non incline alla religiosità arrivarono immediatamente le difficoltà di comunicativa e di unità di pensiero.

Per  Woijtila l’opulente e progressista società americana, per quanto impossibile trascurare, non è mai stata tra le sue preferite. Anche con Bush Senior il rapporto si deteriorò a causa della guerra del Golfo, mentre con Bill Clinton gli scandali di tradimento sessuale riportati da i mass media di tutto il mondo vennero condiderati degl’ ” enormi peccati “. Un libertinaggio intollerabile. Un’offesa all’ortodossia, al focolare domestico, aumentate da un personaggio di altissimo livello che doveva essere di esempio sulla scena mondiale. Con l’ ultimo Presidente, per quanto incline e rispettoso della famiglia tradizionale e quindi di educazione credente, i rapporti divennero tesi per via della politica istituita dopo il drammatico attentato dell’ undici settembre.  Bush junior, come molti repubblicani, era di tendenza guerrafondaia e strumentalizzò diverse cose pur di passare alle vie di fatto  con i carri armati. L’ invasione dell’Afghanistan e poi del territorio iracheno, le minacce alla Siria e all’Iran per le questioni nucleari e di rifugio dei terroristi, diventarono i punti di riferimento e di monito di una guerra preventiva che Karol Woijtila non accettava assolutamente.

Nei severi ammonimenti di quel periodo, il Papa esortava i governi occidentali a non farsi coinvolgere dalla spirale della violenza e dalla vendetta cruenta contro l’Islam. Fu un duro colpo per il Pontefice che credeva nel dialogo interconfessionale dei popoli, nella incessante predicazione per mantenere la Pace, nella efficacia della superiorità diplomatica, tutti concetti che non vennero minimamente considerati. Israele innalzò un muro che tagliava tutto il paese rendendo ancor più isolata la Palestina, l’ Intifada ricominciò a far a scorrere il sangue e Saddam Hussein venne catturato mentre gravissimi attentati avvenivano nell’ Unione Europea.

Se i rapporti con i leader americani sono stati complicati i suoi viaggi erano dei veri e propri bagni di folla. Nelle oltre cento nazioni visitate il Papa però non dimentica il pellegrinaggio mai avvenuto a Mosca. Si dovette accontentare di Kiev.  Il rifiuto dei patriarchi ortodossi con in testa il Supremo Alessio II, è un onta che non ha mai digerito e anche le motivazioni della restituzione dell’icona santa della Madonna di Khazan non sono bastate a far cambiare idea al patriarcato sovietico, nonostante si sussurri che ci sia stato persino un interessamento di Putin. L’intrinseco e ambito desiderio del ” Pastore di Dio ” era quello di apparire almeno una volta su quel suolo, ma tuttociò non si è mai realizzato. Tra le tante trasvolate manca poi una visita  a Pechino, un altra ” perla proibita “, la quale Karol Woitjla ha dovuto rinunciare per diversi motivi.
I viaggi a Cuba e in Cile hanno sollevato qualche critica, anche se l’ incontro con il generale Pinochet sia avvenuto pochi mesi prima della fine del governo militare e all’ inizio del mandato episcopale.
Ma tuttociò faceva intuire che la peregrinazione apostolica non dovesse escludere nessuno e anche i dittatori avevano il privilegio di una sua visita, la quale era poi sostanzialmente un tentativo di riportare la fratellanza perduta, di esaltare e ricordare i diritti umani, spesso oltrepassati in questi regimi.

Anche il tentato assassinio di Ali Agca ha ancora molte ombre, imposte da un possibile complotto dei servizi segreti bulgari, tedeschi dell’Est e Kgb.
E se la benedizione della Madonna ha fatto gridare al miracolo con la deviazione del proiettile e quindi la salvezza del Papa, il mistero delle tre pastorelle di Fatima prontamente poi svelato in Mondovisione, si unisce alla delusione quando Woijtila decise di perdonare pubblicamente anni dopo il criminale. Nel colloquio del penitenziario italiano Ali Agca non chiese mai direttamente clemenza  e questo lo stupì moltissimo. Quella conversazione, come spiegato poi dallo stesso Woijtila, si basò sostanzialmente sui segreti della Vergine.

Infine le tematiche dell’aborto, il diniego all’omosessualità, al divorzio,  la contraccezione e i veti all’ordinazione sacerdotale delle donne, sono stati considerati da molti, argomentazioni che necessitano di una revisione e di un apertura da parte della Chiesa cristiana. All’alba del Terzo Millennio il Papa non ha saputo leggermente cambiare gli ordinamenti cattolici che in una società poliedrica, emancipata,  di rapida trasformazione, come quella odierna,  oramai sono valutati decrepiti e controcorrente.

Ma certamente il dialogo con le nuove generazioni, definito passionale, è stato il più bello, il più sincero. Questo Pontefice massmediatico,  simpatico,  sciatore, scrittore di poesie e poco favorevole ai protocolli, amante dei grandi spazi che la Natura ci offre, ha convinto anche la più scettica gioventù, la quale ha cantato e ballato con Bob Dylan e gli ha fatto muovere il bastone come Charlie Chaplin o partecipare alla ola da stadio.
E anche nell’ ultima notte prima del decesso nonostante il respiro che gli veniva a mancare da una salute oramai allo stremo, i ” suoi ragazzi ” si sono stretti in silenzio di fronte alle finestre illuminate degl’ appartamenti vaticanensi, con gli occhi gonfi di lacrime e gli sguardi attoniti per dargli l’ ultimo caloroso abbraccio…..Ed è qui la forza genuina e mistica che il camerlengo polacco ha saputo interagire nella comunicazione, che resta sicuramente uno dei pilastri di un papato aperto e quindi vicino alla gente, mai verificatosi in modo così ampio nel corso della Storia ecclesiastica.

Le sue osservanze evangeliche hanno ridato una speranza che forse rimarrà vana ma che certamente argina gli odi e i rancori  sui terreni della povertà e dell’indigenza. Un grande insegnamento che non dovrebbe essere dimenticato.
Anche l’eredità intellettuale, filosofica, teologica e interpretativa che ci lascia è sicuramente di forte spessore, con quelle undici encicliche redatte e stilate nel corso del suo momento storico e i numerosi cardinali nominati che sicuramente ne terrano conto nelle prossime votazioni segrete nel conclave della Cappella Sistina e nei quasi cinquecento nuovi Santi.

Karol Woijtila è stato una personalità multiforme, un missionario che ha usato la modernità per tentare di ” abbattere ” i mali e i vizi delle comunità odierna.
Ora che giace disteso sull’altare, adesso che è a un passo dalla Storia, adesso che  stà bussando alle Porte del Paradiso, come ha giustamente rimarcato Sodano al momento della morte, viene banale in un mondo dove pervade il terrore, l’ instabilità politica e un futuro generazionale dubbioso, enunciare che morto un Papa se ne fà un’altro.
E’ un modo di dire semplice, scontato, ma estremamente reale all’occasione, e la Chiesa, per quanto Universale ed economicamente in decadenza continuerà a vivere ancora a lungo anche se necessita di un rinnovamento di poteri possibilmente da decentrare.

La Fede, le Leggi, le Tavole e i Comandamenti di Cristo non si possono cancellare. Essi sono dei propulsori spirituali e di sentimento dell’anima che spingono la Vita e che li restituiscono attraverso i principi morali dell’onestà e della correttezza  lungo il cammino di ognuno di noi.
E neanche nei tempi oscuri delle autobombe, dei khalashikov, delle guerre con Al Qaeda e della ricchezza di un capitalismo sfrenato, il quale soverchia  il Terzo Mondo per i suoi egoismi, potranno mai modificare i suddetti editti divini.
Ed è questo il Testamento che troverà il prossimo Monsignore quando siederà sulla poltrona più importante dell’Impero cattolico, dopo che la fumata bianca dal comignolo del Palazzo vescovile di San Pietro svanirà nel cielo di Roma e un alto prelato si affaccerà al balcone davanti ai suoi sudditi invocando: Abemus Papa…..

Gianluca  Fiesoli.

5 pensieri riguardo “Lassù tra i cirri nel Regno dei cieli le sue preghiere sono ancora vive.”

  1. Sono Ateo e quindi non credo nell’esistenza di Dio, però, devo ammettere che quel Papa (Woijtila), dava un’idea chiara del volersi bene, della bontà e della calma con il quale affrontare la vita, senza fare delle sciocchezze, insomma una persona che nella sua semplicità era carismatica. Quello attuale… poteva essere peggio? Manca un volto dolce come Woijtila che allegerisce la chiesa, e le anime dei credenti.

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  2. E’ proprio vero, da quando ci ha lasciati non è più la stessa cosa,
    chi lo dice è una povera donna che quando era in vita non ha fatto niente per andare a vederlo, ma la sua agonia lo seguita tutta e ho sofferto, e li mi sono resa conto di quanto G.Paolo è
    stato grande, vedere la sua sofferenza a quella finistra ho visto
    la faccia di Cristo in tutta la sua agonia prima di morire.
    Caro papa mi manchi tanti, poco meno di un anno dopo la mia
    bambina ti ha seguito, e ora spero che tu sia vicino a lei.
    BUONA PASQUA TVTB

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  3. Concordo con tutti Voi e ringrazio per i complimenti. Ho reinseirito nella ricorrenza, questo pezzo del 2005 che scrissi proprio nelle ore in cui morì.
    Una figura di Papa che sarà sempre ricordata benevolmente, vicino alla gente e soprattutto se non moriva Papa Luciani non l’ avremmo mai conosciuto. Quando si dice il destino della Vita.
    Saluti e felice Pasqua.
    Gianluca.

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