L’ Inter vola al Bernabeu. Adesso l’ ultimo ostacolo dei panzer.

Sconfitta per uno a zero. Il Barcellona vince ma resta a casa. Non basta il clima infuocato dei catalani per spezzare e rimontare il passivo subito all’ andata. 

Un Inter tutta italiana, con molto mestiere e in dieci uomini si qualifica per la finalissima di Madrid dove incontrerà il Bayern Monaco.

Passaggio del turno meritato. I nerazzurri hanno dimostrato di essere maturati a livello internazionale, un merito che deve essere condiviso tra tutto l’ organico e la società.

Il sogno si sta avverando. Sembra proprio che sia la volta buona dopo tantissimi anni. Una soddisfazione anche per  il calcio italiano che a livello europeo nelle ultime stagioni aveva profondamente deluso.

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Inter, ” Yes we can “.

Inter, materazziE la vera finale della Champions League. Chi vince stacca l’ ultimo ticket per Madrid. Sarà scontro vero e durissimo, considerato  una vigilia infuocata, provocatoria e anche un  po’ arrogante da parte dei catalani. Questa specie di campagna mediatica indirizzata ad incitare il rancore e alzare la tensione è una vera caduta di stile del club spagnolo e dei suoi più rappresentativi giocatori.

A cominciare dal difensore Piqué, anche se non è nuovo che i giornali trattano le partite e le parole come una sorta di corrida sanguinante.

I quasi centomila del Nou Camp sono pronti a far scattare quella che viene chiamata la “ torcida “, un clima infuocato per tutti i novanta minuti per sostenere la ” remontada “.

Ma l’ Inter ce la può fare. Stavolta o mai più. La potremmo definire l’ occasione del secolo per le troppe delusioni negl’ anni passati. Adesso appare una squadra più decisa e più consapevole dei propri mezzi. Due gol di vantaggio è un fattore psicologico grande anche se i nerazzurri non potranno cullarsi sugl’ allori.

Il Barcellona dovrà fare per forza la partita e potrebbe costargli caro se l’ Inter saprà giocare con intelligenza e tattica.  Segnare un gol per Mourinho e soci sarà di fondamentale importanza. Vincere è quasi impossibile da queste parti, ma limitare i danni significa volare al Bernabeu e avere la Coppa tra le mani. Il Bayer Monaco è sicuramente inferiore al Barcellona e nella finalissima potrebbe essere ulteriormente indebolito con l’ assenza di Ribery.

Gl’ azulgrana stanno attraversando un periodo buono ma con qualche sbavatura. In questi ultimi tre anni hanno vinto tanto ma qualche volta hanno anche perso dei punti e dei trofei significativi.

E’ di certo uno degl’ organici migliori al mondo. Tra le mura amiche è spesso irresistibile e cinico. La manovra corale rasenta la perfezione.  Avvolgente, dinamica e spettacolare. Al top della forma diventa straordinario vederlo giocare quando entra in scena la potenza della  fantasia.

Pep Guardiola è diventato un modello da seguire anche se non tutti i critici ed esperti del pallone sono d’ accordo. Il giovane tecnico ha a disposizione dei talenti che possono cambiare il volto di una partita in qualsiasi momento e Lionel Messi è un giovane campione argentino che fa la differenza nel trio delle meraviglie in attacco. Il recente pallone d’ oro non è stato conquistato per caso, ma con i fatti.

Però come tutti i Golia questa macchina da gol ha un tallone d’ Achille. Una difesa buona ma non eccezionale e per niente all’ italiana. Il centrocampo soffre le marcature strette, il raddoppio di posizione e il pressing ossessivo.

In particolar modo sulla loro trequarti. E’ necessario limitargli il raggio d’ azione e seguire con estrema attenzione i movimenti dei giocatori senza palla. Il Barca è abilissimo a saper far smarcare i suoi uomini durante la manovra per poi verticalizzare improvvisamente.

Ciò non vuol dire fare catenaccio e chiudersi, ma la chiave dell’ incontro sarà su questi crocevia.  Vietato sbagliare.

Se l’ avversario lo affronta a viso aperto può arrivare anche a spuntarla. Gli spagnoli ricordano un po’ il Milan di Arrigo Sacchi, con le dovute proporzioni. Sono più offensivi e giocolieri nel trattare il pallone.

Negl’ anni settanta Johan Cruijff correva con maestria su questo tappeto verde e portò in terra di Spagna quella filosofia di gioco che ancora oggi il Barcellona condivide per certi versi.

Sarà anche una partita per altri motivi. Il trasferimento di Ibrahimovic l’ estate scorsa faceva pensare che l’ Inter si sarebbe indebolita, ma Eto’ò e Milito non lo hanno fatto rimpiangere. L’ ariete svedese se ne voleva andare. Sarà un altra circostanza per dimostrargli che tutti sono necessari ma nessuno è indispensabile.

Anche se risolse tante partite, all’ ombra della Madonnina non lo hanno mai eccessivamente amato.

Mourinho avrà la rosa a disposizione. Solo Stankovic è squalificato. Probabile che Sneijder ce la faccia. Il tulipano sulle palle inattive può dare delle sorprese anche se non è proprio la sua gara.  Pure Balotelli è pronto. Dopo la “ pace armata “ con la società, le scuse in diretta, speriamo ci regali qualche perla e poi potrà andarsene dove meglio crede. Il ragazzo ha i piedi d’oro ma la maturità è ancora lontana. Bisogna saperci stare nel mondo del calcio, assumersi le responsabilità e forse Milano non è il suo futuro.

Arbitrerà il belga De Bleeckere. E’ un buon direttore di gara con molta esperienza.

Come sempre, che vinca il migliore.

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La Lupa perde il pelo…….e il vizio di vincere.

In una notte di aprile, quella della Liberazione, la Lupa perde il pelo……e il vizio di vincere.

Inaspettata ( ma non del tutto ), sconfitta della Roma con la Sampdoria ( 1- 2) in quel dell’ Olimpico e Ranieri dopo un bellissimo lavoro potrebbe rimanere l’ eterno secondo. Resta comunque, al di là di come andrà finire, una rincorsa straordinaria e le basi per un futuro di ottima fattura. I rimpianti però potrebbero essere molti.

Scudetto quasi assegnato, se non ci saranno ulteriori e incredibili colpi di scena. Due punti a tre giornate dalla fine è un distacco difficile da recuperare e anche il peso psicologico potrebbe risentirne sui giallorossi.

Un altro titolo per l’ Inter che rimane in questi anni la migliore squadra italiana sia per esperienza, carisma, rosa di giocatori, pragmatismo di società e allenatore. Nonostante le incredibili bizze di Balotelli  e le antipatie di Mourinho, che però nel calcio è un vincente. Il lusitano sta avendo ragione.  

In più c’ è la concreta possibilità di fare un clamoroso en plein, con le coppe. Un mezzo piede è già nella finalissima del Bernabeu e se l’ appetito vien mangiando……..mettiamoci pure la Tim Cup come dessert……

Per Moratti potrebbe essere veramente l’ anno sognato da tantissimo tempo e forse dopo i grandi successi non ci sarebbe da meravigliarsi se gli venisse la voglia di un ritiro da un mondo che non è proprio il suo.

 

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Una vergognosa storia tutta italiana.

Cartello-di-protesta-nel-ceIl sei di aprile si è commemorato il terremoto abruzzese avvenuto nel 2009.  Una fiaccolata con quasi trentamila partecipanti. Lacrime mai soppresse, cartelli e fotografie  che hanno accompagnato la lettura dei nomi degl’ oltre trecento morti, mentre i tristi rintocchi della campana della chiesa dell’ Anime Sante accompagnavano le preghiere  nel silenzio della notte.

Dopo le furiose polemiche sugl’ scandali avvenuti, le inchieste della Procura, le risate ironiche degl’ appaltatori intercettati, le saune sessuali nel centro di benessere romano,   è arrivato il momento di stilare dei bilanci.

E’ oramai noto che la ristrutturazione procede a rilento nonostante quel che si voglia dire.

Le  new town costruite con criteri e sistemi antisismici non piacciono eccessivamente alla popolazione locale mentre sono ancora  migliaia le persone in una situazione provvisoria e precaria.

Numeri inequivocabili. Circa il trentatre per certo degl’ edifici è inagibile, completamente da rifare e le verifiche non sono del tutto terminate. La scontentezza regna sovrana. Questa è terra di tradizioni. Gli abruzzesi sono concreti e le vecchie generazioni hanno un attaccamento ai loro luoghi più che giustificato.

C’ è poi la questione lavorativa: sul piano produttivo molte piccole aziende sono andate distrutte e il numero dei disoccupati è salito a dismisura.

Il futuro dell’ Aquila è tutt’ altro che roseo. Dopo dodici mesi il centro cittadino risulta in condizioni terribili e la gente è scesa più volte in strada, armandosi di pale e carriole per togliere le macerie. Un fatto sconcertante anche se compiuto  in maniera simbolica ma con l’ intento di disapprovare  i lavori e le azioni dello Stato.

Nel capoluogo per chi ha potuto vedere con i propri occhi, il tempo e la voglia di ripartire sembrano essersi fermati. E’ vero che qualcosa è stato fatto ma appare troppo poco.

Un paese ricco, moderno e democratico deve essere pronto ad affrontare queste calamità. In fondo la gente chiede soltanto questo, essere aiutata concretamente e s’ incavola quando  si stanziano progetti faraonici e sotto un certo aspetto inutili come il Ponte di Messina.

La burocrazia, la mancanza di grandi quantità di denaro liquido annulla le speranze di riscatto per chi vive da queste parti.

Proprio nel giorno del ricordo le parole di Giudo  Bertolaso, capo della Protezione Civile. Quanto si fanno le celebrazioni si lanciano sempre ennesime promesse.  

“ Ci vorranno più di otto anni per ricostruire tutte le zone terremotate, ma lo faremo. “ –  ha sentenziato il delfino di Silvio Berlusconi.  Un “ giuramento “ a cui sono in pochi a crederci considerato gl’ infausti precedenti  avvenuti in Italia.

La stampa ne ha preso atto e ne ha riportato le frasi di circostanza ed ha svolto un reportage in parallelo. Alcuni giornalisti sono andati in Irpinia per analizzare come si vive in una regione che ha subito un violento terremoto dopo trent’ anni dalla tragedia. La ricostruzione è avvenuta lentissima e  non del tutto completata.

Sinceramente fa stringere il cuore vedere che qualcuno vive ancora nei container. E’ il caso dell’ anziana signora Cristiano Esternina che trascorre i giorni  in un cassone di lamiera nell’ avellinese.

Donna piccola con un batuffolo di capelli bianchi. Negl’ anni è morto anche il marito per un tumore. Si sussurra a causa dell’ amianto, materiale vietato e pericolosissimo con cui è stata fatta la sua baracca.

Oltre al danno anche la beffa.

Ha perso tutto in quel sisma, e quei quasi venti milioni in lire elargiti dal Governo nel lontano 1995 non gli sono serviti a niente perché non aveva ulteriori soldi per far costruire una nuova abitazione.

D’ altra parte cosa si può chiedere a delle persone che percepiscono una pensione mensile di circa cinquecento euro al mese ?

Lei come qualche altro dopo tre decenni si ritrovano lì  soli e abbandonati. Nella vecchiaia tirare avanti un  destino crudele equivale ad aver voglia di morire.

Un altra storia di ordinaria follia, tutta italiana.

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Immagine: un cartello di protesta nel  centro dell’ Aquila – 2010 Gianluca Fiesoli.

Da Kabul, cronaca di un sequestro.

Da Kabul, cronaca di un sequestro.

Una delle infermiere italiane di Emergency rientrate a Kabul da Lashkar-gah racconta a PeaceReporter i fatti di questi giorni.

I cinque membri dello staff internazionale di Emergency che si trovavano a Lashkar-gah lo scorso sabato, quando Matteo Pagani, Matteo Dell’Aira e Marco Garatti sono stati prelevati dall’ospedale, sono riusciti a rientrare a Kabul martedì mattina.

PeaceReporter ha contattato telefonicamente una di loro.

“Noi stiamo bene, ma siamo molto preoccupati per la sorte dei nostri colleghi, di cui non sappiamo più nulla”, ha dichiarato a PaceReporter. ” Non li vediamo da sabato mattina e non sappiamo più niente di loro da quando l’ambasciatore ha potuto incontrarli, domenica. Da allora buio assoluto. Lunedì non hanno concesso all’ambasciatore italiano di rivederli e ad oggi non sappiamo dove siano detenuti. Ci pare allucinante che il nostro governo, che mette tanti soldi e soldati in questo paese, non abbia nemmeno la possibilità di chiedere dove sono rinchiusi tre suoi cittadini! Tutta questa storia è una macchinazione vergognosa, e anche stupida”…

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L’ articolo completo lo potete leggere sul sito di Peace Reporter – http://wwwpeacereporter.it  e maggiori informazioni sul sito di Emergency – http://www.emergency.it

Addio a Vianello, principe di un humor impareggiabile.

Un altro pezzo d’ Italia che se ne va. I migliori lasciano sempre tristi e pungenti strascichi quando scompaiono. 

Principe di un humor ineguagliabile fino a farne un bellissimo stile, sottile ed elegante,  sempre al centro dell’ attenzione in qualsiasi contesto, simpatico nelle parole e nelle azioni.

 Giornalista, presentatore televisivo, perfetto nelle trasmissioni con la consorte  Sandra Mondaini che lo ha accompagnato per tutta la vita in quella che era considerata un inossidabile coppia.

Ambedue bravi a rappresentare il modello di famiglia ” made in Italy “.

In questi giorni è morto Raimondo Vianello.

Ci mancherà.

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Sprint Scudetto: l’ Inter si riprende la testa e resta la favorita.

E’ sempre più avvincente la volata conclusiva per lo scudetto. L’ Inter supera una coriacea Juventus e si riprende la vetta della classifica. Due lampi dei suoi campioni, Maicon ed Eto’ o, stendono i bianconeri al Meazza.

E’ notte fonda per Alberto Zaccheroni che con questa sconfitta probabilmente dovrà dire addio ai sogni di partecipazione nella prossima Champions League. Il sostituto di Ferrara non ha eccessive colpe. Ha cercato con professionalità di dare un disegno a questa squadra che è sicuramente inferiore alle aspettative sul piano tecnico e caratteriale.

Peccato perché quella di ieri sera è stata una delle più buone prestazioni della stagione. Ma purtroppo gl’ errori di gestione e di gioco quest’ anno sono stati madornali e sopratutto continuativi. Oramai non c’ è più tempo per riparare e si aspetta soltanto la rifondazione.

I nerazzurri superano con scioltezza quello che poteva essere uno scoglio e confermano la ripresa già vista a Mosca e a Firenze.

Ora si potranno concentrare al massimo sulla sfida con il Barca. Martedì è un’altra giornata cruciale per Mourinho che continua a cambiare poco e a mantenere quasi sempre la stessa formazione. D’ altra parte il tecnico lusitano ha ragione poiché questi collettivo gli sta dando ampie garanzie e alcuni uomini sono irrinunciabili.

La gara di andata segnerà nel bene e nel male l’ accesso alla finalissima di Madrid. Si spera in una vittoria significativa per mettersi al riparo da sorprese al ritorno nell’ infuocato Nou Camp dove gl’ azulgrana sono praticamente imbattibili.

Comunque andrà a finire questo doppio confronto è da considerarsi la vera finale della Champions 2010. Senza ombra di dubbio sono i due club più forti in Europa.

Poi i milanesi dovranno incontrare nell’ ordine  l’ Atalanta in casa, la Lazio all’ Olimpico, il Chievo a San Siro e il Siena in Toscana. Tra questi impegni la finalina della Tim Cup probabilmente con la Roma.

Un calendario agevole in cui Mourinho potrà contare sull’ esperienza del gruppo e la voglia di vincere che lo contraddistingue da diversi anni e stavolta se lo sorreggerà un pò di fortuna potrebbe conquistare tutti e tre i trofei.

Nel week end il pallino per il primo posto torna tra i piedi della Roma.

I giallorossi tra poche ore affrontano il derby con la Lazio. Partita a se in tutti sensi, dove fare pronostici diventa difficilissimo.

Sul piano del morale e della forma i ragazzi di Ranieri stanno attraversando un pregevole periodo, ma la Lazio deve ancora salvarsi ed ha urgente bisogno di punti. Un pareggio è troppo poco per ambedue le squadre.

Poi da non dimenticare l’ orgoglio. Il derby capitolino porta sempre nuovi stimoli e un successo equivale quasi a un ricordo indelebile per ogni giocatore.

Se vincerà la Roma allora potremmo dire che è l’ anno buono ma la Lazio è l’ avversario peggiore che le poteva capitare. Dopo i  giallorossi avranno la Sampdoria in casa, il Parma fuori, il Cagliari all’ Olimpico e l’ ultima con il Chievo a Verona.

Un programma abbastanza abbordabile e nel caso che terminassero il campionato a pari punti con l’ Inter vincerebbero il titolo grazie alla regola degli scontri diretti che sono favorevoli.

Ma già in passato la Roma ha perso la bussola. Basta rammentare la debacle con il Lecce per far venire i brividi e quindi l’ Inter tutto sommato resta la favorita.

Infine il Milan. Potenzialmente è ancora in corsa, ma le ultimissime vicende societarie fanno intravedere poca fiducia nel lavoro e nelle idee di Leonardo.

L’ allenatore brasiliano è giovane e determinato, però ha fallito su tutti i fronti.  Il bel gioco si è visto raramente nel corso dell’ annata e sono state sprecate troppe occasioni.

L’ organico è consunto. Fa quasi  ridere il tentativo di far ritornare tra i ranghi Paolo Maldini, che da persona intelligente qual’ è, ha saputo dire di no.

Il Milan odierno si esprime in modo altalenante, mentre i prossimi avversari sono tutti difficili.

Trasferte a Genova con i blucerchiati e a Palermo che chiede strada per salire in Europa.

Successivamente la Fiorentina tra le mura amiche, di nuovo sotto la Lanterna con il Grifone e l’ ultima a San Siro con la Juventus.

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