ICI 2009: come presentare la dichiarazione e le novità.

In tempo di tasse, pagamenti e scadenze immediate pubblichiamo questo interessante articolo a firma di Fabio Bonicalzi, commercialista e giornalista, in materia di Ici. Lo scritto è una guida e un chiarimento verso il pagamento e le novità per l’ anno 2009. Ipsoa Editore – PMI Microsoft – I diritti sono riservati.

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La dichiarazione ICI per l’anno 2009.

 

Obbligo di presentazione della dichiarazione.

 

Il modello di dichiarazione ICI relativo al 2008 e per gli anni successivi e le istruzioni alla sua compilazione sono stati approvati con decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze 12 maggio 2009, emanato ai sensi dell’art. 10, comma 5, del D.Lgs. n. 504/1992. Il nuovo modello sostituisce quello approvato con D.M. 23 aprile 2008.

A partire dall’anno 2008, la dichiarazione ai fini dell’ICI deve essere presentata nei casi in cui le modificazioni soggettive ed oggettive che danno luogo ad una diversa determinazione dell’imposta dovuta attengono a riduzioni d’imposta e nelle ipotesi in cui dette modificazioni non sono immediatamente fruibili da parte dei Comuni attraverso la consultazione della banca dati catastale.

Si ricorda che l’art. 37, comma 53, del D.L. n. 223/2006 ha soppresso l’obbligo, facente capo al contribuente, di presentare:

la dichiarazione o denuncia di variazione ICI di cui all’art. 10 comma 4 del D.Lgs. n. 504/1992;

ovvero, per i Comuni il cui regolamento dell’imposta avesse disposto in tal senso, la comunicazione di cui all’art. 59, comma 1, lett. l) n. 1) del D.Lgs. n. 446/1997.

La soppressione dell’adempimento dichiarativo non riguarda la generalità dei casi, bensì le sole ipotesi in cui le variazioni soggettive ed oggettive influenti sull’ammontare dell’imposta dovuta siano desumibili da atti per la cui registrazione, trascrizione e volturazione catastale risulta applicabile il modello unico informatico (MUI) di cui all’art. 3-bis del D.Lgs. n. 463/1997.

Infatti, le variazioni connesse a tali atti, quale il trasferimento della proprietà immobiliare che avviene a seguito di compravendite, permute, conferimenti, ecc. possono essere conosciute dai Comuni tramite l’accesso alle banche dati catastali.

L’Agenzia del Territorio, con provvedimento del direttore dell’Agenzia del territorio 18 dicembre 2007, ha accertato lo stato di effettiva operatività del sistema di condivisione, da parte dei Comuni, delle banche dati catastali, sancendo così la decorrenza della soppressione dell’obbligo dichiarativo.

Il MUI è, infatti, il modello che i notai utilizzano per effettuare, con procedure telematiche, la registrazione, la trascrizione, l’iscrizione e l’annotazione nei registri immobiliari, nonché la voltura catastale di atti relativi a diritti sugli immobili.

Tutti i notai utilizzano obbligatoriamente il MUI:

dal 15 giugno 2004 per:
– gli atti di compravendita di immobili;
– gli adempimenti relativi agli atti di cessione e costituzione, effettuati a titolo oneroso, dei diritti reali di proprietà e di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi e superficie.

dal 1° giugno 2007 per tutti gli altri atti formati o autenticati da tale data.

Non è, inoltre, necessaria la presentazione della dichiarazione se il contribuente ha seguito le specifiche modalità per il riconoscimento di agevolazioni stabilite dal Comune nel proprio regolamento.

Il modello di dichiarazione è utilizzabile anche per anni successivi a meno che intervengano modifiche che rendano indispensabile l’emanazione di un nuovo modello e di nuove istruzioni.

Obbligo di presentazione della dichiarazione

Le dichiarazione ICI deve essere presentata quando:

gli immobili godono di riduzioni dell’imposta (art. 8, comma 1 e art. 9 D.Lgs. n. 504/1992) quali:
– i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati. Al fine dell’applicazione della riduzione dell’imposta al 50% per i fabbricati è necessario che sussistano congiuntamente l’inagibilità o l’inabitabilità e l’assenza di utilizzo. Si precisa, inoltre, che l’inagibilità o inabitabilità deve consistere in un degrado fisico sopravvenuto (fabbricato diroccato, pericolante, fatiscente) non superabile con interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria. L’inagibilità o l’inabitabilità è accertata dall’ufficio tecnico comunale con perizia a carico del proprietario. In alternativa, il contribuente può presentare una dichiarazione sostitutiva ai sensi del D.P.R. n. 445/2000. In entrambi i casi, l’applicazione dell’agevolazione decorre dal momento in cui le procedure sono state attivate ed alla dichiarazione deve essere allegata idonea documentazione. Il Comune, nell’esercizio della propria potestà regolamentare, può, comunque, stabilire ulteriori modalità di attestazione di tale condizione.
– i terreni agricoli posseduti da coltivatori diretti o da imprenditori agricoli a titolo principale e dai medesimi condotti. Rientrano in tale tipologia di immobili le aree fabbricabili possedute e condotte da detti soggetti, sulle quali persiste l’utilizzazione agro-silvo-pastorale mediante l’esercizio di attività dirette alla coltivazione del fondo, alla silvicoltura, alla funghicoltura ed all’allevamento di animali. Le riduzioni vanno dichiarate sia nel caso in cui si acquista sia in quello in cui si perde il relativo diritto;

gli immobili sono stati oggetto di atti per i quali non è stato utilizzato il MUI. In questa tipologia rientra anche il caso degli immobili ubicati nei comuni dove le funzioni amministrative statali in materia di catasto sono delegate alle province autonome di Trento e di Bolzano-Bozen.

il Comune non è comunque in possesso delle informazioni necessarie per verificare il corretto adempimento dell’obbligazione tributaria, quali:
– l’immobile è stato oggetto di locazione finanziaria. Si precisa che se è stato stipulato un contratto di locazione finanziaria riguardante fabbricati il cui valore deve essere calcolato sulla base delle scritture contabili ai sensi del comma 3 dell’art. 5 del D.Lgs. n. 504/1992, poiché la variazione della soggettività passiva si verifica nell’anno successivo alla data della stipula del contratto stesso, la dichiarazione deve essere presentata nell’anno che segue l’intervenuta variazione;
– l’immobile è stato oggetto di un atto di concessione amministrativa su aree demaniali;
– l’atto costitutivo, modificativo o traslativo del diritto ha avuto ad oggetto un’area fabbricabile. In questi casi, nonostante il dato relativo alla variazione catastale sia fruibile dal Comune, tuttavia l’informazione relativa al valore dell’area deve essere dichiarata dal contribuente, così come devono essere dichiarate le variazioni del valore dell’area successivamente intervenute, poiché detti elementi non sono presenti nella banca dati catastale.
– il terreno agricolo è divenuto area fabbricabile o viceversa;
– l’area è divenuta edificabile in seguito alla demolizione del fabbricato;
– l’immobile è assegnato al socio della cooperativa edilizia (non a proprietà indivisa), in via provvisoria;
– l’immobile è assegnato al socio della cooperativa edilizia a proprietà indivisa oppure è variata la destinazione ad abitazione principale dell’alloggio. Ciò avviene, ad esempio, nell’ipotesi in cui l’alloggio in questione è rimasto inutilizzato o non è stato adibito ad abitazione principale per una parte dell’anno;
– l’immobile è stato concesso in locazione dagli istituti autonomi per le case popolari (IACP) e dagli enti di edilizia residenziale pubblica aventi le stesse finalità, istituiti in attuazione dell’art. 93 del D.P.R. n. 616/1977. Ciò avviene, ad esempio, nell’ipotesi in cui l’alloggio in questione è rimasto inutilizzato o non è stato adibito ad abitazione principale per una parte dell’anno;
– l’immobile ha perso oppure ha acquistato durante l’anno di riferimento il diritto all’esenzione o all’esclusione dall’ICI. Non si deve comunque presentare la dichiarazione nel caso in cui l’esenzione riguardi l’abitazione principale disposta dall’art. 1 del D.L. n. 93/2008;
– l’immobile ha acquisito oppure ha perso la caratteristica della ruralità;
– per il fabbricato classificabile nel gruppo catastale D, non iscritto in catasto, ovvero iscritto, ma senza attribuzione di rendita, interamente posseduto da imprese e distintamente contabilizzato, sono stati contabilizzati costi aggiuntivi a quelli di acquisizione;
– l’immobile, già censito in catasto in una categoria del gruppo D, interamente posseduto da imprese e distintamente contabilizzato, è stato oggetto di attribuzione di rendita d’ufficio;
– l’immobile è stato oggetto in catasto di dichiarazione di nuova costruzione ovvero di variazione per modifica strutturale oppure per cambio di destinazione d’uso (DOC-FA);
– è intervenuta, relativamente all’immobile, una riunione di usufrutto;
– è intervenuta, relativamente all’immobile, un’estinzione del diritto di abitazione, uso, enfiteusi o di superficie, a meno che tale estinzione non dipenda da atto per il quale sono state applicate le procedure telematiche del MUI;
– l’immobile è di interesse storico o artistico ai sensi dell’art. 10, comma 1, del D.Lgs. n. 42/2004;
– le parti comuni dell’edificio indicate nell’art. 1117, n. 2 del codice civile sono accatastate in via autonoma. Nel caso in cui venga costituito il condominio, la dichiarazione deve essere presentata dall’amministratore del condominio per conto di tutti i condomini;
– l’immobile è oggetto di diritti di godimento a tempo parziale di cui al D.Lgs. n. 427/1998 (multiproprietà). L’art. 19 della legge n. 388/2000 ha, infatti, stabilito che solo il pagamento dell’ICI deve essere effettuato dall’amministratore del condominio o della comunione, mentre l’obbligo di presentazione della dichiarazione resta a carico dei singoli soggetti passivi;
– l’immobile è posseduto, a titolo di proprietà o di altro diritto reale di godimento, da persone giuridiche interessate da fusione, incorporazione o scissione;
– si è verificato l’acquisto o la cessazione di un diritto reale sull’immobile per effetto di legge (ad esempio, l’usufrutto legale dei genitori);
– l’immobile è stato oggetto di vendita all’asta giudiziaria;
– l’immobile è stato oggetto di vendita nell’ambito delle procedure di fallimento o di liquidazione coatta amministrativa.

La dichiarazione ICI per l’anno 2009.

Soggetti obbligati a presentare la dichiarazione.

 

I mutamenti di soggettività passiva avvenuti nel corso dell’anno a cui si riferisce la dichiarazione devono essere dichiarati, nei soli casi in cui sussiste il relativo obbligo, sia da chi ha cessato di essere soggetto passivo e sia da chi ha iniziato ad esserlo.

Si ricorda che:

soggetto passivo del tributo è anche il gestore dei beni facenti parte del patrimonio immobiliare pubblico ai sensi del D.L. n. 351/2001;

nel caso in cui venga costituito il condominio, la dichiarazione deve essere presentata dall’amministratore del condominio per conto di tutti i condomini. Qualora l’amministrazione riguardi più condomini, per ciascuno di essi va presentata una distinta dichiarazione, escludendo in ogni caso gli immobili appartenenti all’amministratore;

nel caso di multiproprietà, l’obbligo di presentazione della dichiarazione è a carico dei singoli soggetti passivi;

nel caso in cui l’immobile è stato oggetto di vendita nell’ambito delle procedure di fallimento o di liquidazione coatta amministrativa, la dichiarazione deve essere presentata dal curatore o dal commissario liquidatore.

Presentazione della dichiarazione

La dichiarazione ICI deve essere presentata al Comune nel cui territorio sono ubicati gli immobili. Se gli immobili sono ubicati in più Comuni devono essere compilate tante dichiarazioni per quanti sono i Comuni (in ciascuna di esse, naturalmente, verranno indicati i soli immobili situati nel territorio del Comune al quale la dichiarazione viene inviata).

Se l’immobile è situato nel territorio di più Comuni, lo si considera interamente situato nel Comune nel quale si trova la maggior parte della sua superficie.

Nel caso in cui più persone siano titolari di diritti reali sull’immobile (es.: più proprietari; proprietà piena per una quota e usufrutto per la restante quota) ciascun contitolare è tenuto a dichiarare la quota ad esso spettante. Tuttavia, è consentito ad uno qualsiasi dei titolari di presentare la dichiarazione congiunta, purché comprensiva di tutti i contitolari.

La dichiarazione deve essere presentata anche dai residenti all’estero che posseggono immobili in Italia.

La dichiarazione, unitamente agli eventuali modelli aggiuntivi, deve essere consegnata direttamente al Comune indicato sul frontespizio, il quale deve rilasciarne apposita ricevuta.

La dichiarazione può anche essere spedita in busta chiusa, a mezzo del servizio postale, mediante raccomandata senza ricevuta di ritorno, all’Ufficio tributi del comune, riportando sulla busta la dicitura Dichiarazione ICI, con l’indicazione dell’anno di riferimento.

In tal caso, la dichiarazione si considera presentata nel giorno in cui è consegnata all’ufficio postale.

La spedizione può essere effettuata anche dall’estero, a mezzo lettera raccomandata o altro equivalente, dal quale risulti con certezza la data di spedizione.

Si raccomanda di presentare insieme sia l’originale per il comune che la copia per l’elaborazione meccanografica.

Riguardo alle scadenze per la presentazione della dichiarazione ICI, le istruzioni precisano che occorre osservare gli stessi termini previsti per la presentazione della dichiarazione dei redditi.

 

 

La dichiarazione ICI per l’anno 2009

Pagamento ICI

 

L’ICI viene pagata nello stesso anno in cui si realizza il presupposto impositivo (cfr. Tavola n. 1). La dichiarazione, invece, deve essere presentata nell’anno successivo a quello in cui il pagamento è stato effettuato.

L’art. 37, comma 55, del D.L. n. 223/2006 prevede la possibilità, per i contribuenti interessati, di versare l’ICI con le modalità del Capo III del D.Lgs. n. 241/1997, utilizzando cioè il modello F24 contenente la Sezione "ICI ed altri tributi locali" e facendovi valere eventuali crediti fiscali e contributivi ammessi in compensazione.

Anche in questo caso, si tratta di una facoltà e non di un obbligo, di modo che resta possibile effettuare il versamento dell’ICI secondo le modalità tradizionali (es. utilizzando il bollettino di c/c postale conforme al modello ministeriale).

Il nuovo bollettino approvato con D.M. 25 marzo 2009 sostituisce quello approvato con D.M. 3 aprile 2008.

Il nuovo modello deve essere utilizzato, a decorrere dai pagamenti in acconto riferiti all’annualità 2009 (entro il 16 giugno 2009), per il versamento dell’imposta comunale sugli immobili a favore del:

Comune, nel caso di riscossione diretta del tributo (art. 52 del D.Lgs. n. 446/1997). Lo stesso modello deve essere utilizzato nell’ipotesi in cui il comune si avvalga dei servizi accessori al conto corrente postale;

agente della riscossione (art. 10, comma 3, D.Lgs. n. 504/1992);

soggetto a cui l’ente locale ha affidato la riscossione del tributo (art. 52, comma 5, lett. b, D.Lgs. n. 446/1997).

Il contribuente può effettuare il versamento dell’imposta tramite servizio telematico gestito da Poste Italiane S.p.A.; in tal caso, riceve la conferma dell’avvenuta operazione con le modalità previste per il Servizio di collegamento telematico. Unitamente alla conferma di avvenuta operazione, il contribuente riceve l’immagine virtuale del bollettino ovvero una comunicazione in formato testo contenente tutti i dati identificativi del bollettino e del bollo virtuale di accettazione.

L’immagine virtuale del bollettino o la comunicazione in formato testo costituisce la prova del pagamento e del giorno in cui esso è stato eseguito.

Intestazione del conto corrente

Se il Comune riscuote direttamente l’ICI, il bollettino deve essere intestato all’ente stesso seguito dalla dicitura "ICI".

Se invece la riscossione è affidata ad altri soggetti, il conto corrente postale deve essere intestato a questi ultimi, seguito dall’indicazione del comune di ubicazione dell’immobile e dalla dicitura ICI. La denominazione dell’ente locale riportata nell’intestazione del conto deve identificare in maniera univoca il comune competente, che deve essere riconducibile ad uno specifico numero di conto appositamente dedicato.

Bollettini di versamento prestampati

Il Comune e gli altri soggetti incaricati della riscossione possono integrare i bollettini di conto corrente postale prestampando, oltre al numero del conto corrente postale e alla relativa intestazione, anche l’eventuale importo del tributo predeterminato e l’eventuale codice cliente, negli spazi appositamente previsti, sia nel corpo del bollettino che nella zona di lettura ottica, aggiungendo anche i dati identificativi del versante ed i relativi codici alfanumerici nella sola zona ad essi dedicata denominata "Zona Cliente".

Disponibilità gratuita dei bollettini

Il Comune e gli altri soggetti incaricati del servizio di riscossione devono provvedere a far stampare, a proprie spese, un congruo numero di bollettini, assicurandone la disponibilità gratuita presso i propri uffici, nonché presso gli uffici postali compresi nel proprio territorio.

Novità

Nel nuovo modello di versamento, rispetto a quello approvato con D.M. 3 aprile 2008, sono state eliminate le caselle che consentivano al contribuente di riportarvi l’importo dell’ulteriore detrazione per l’abitazione principale di cui al comma 2-bis dell’art. 8 del D.Lgs. n. 504/1992, abrogato dall’art. 1, comma 3, del D.L. n. 93/2008.

 

La dichiarazione ICI per l’anno 2009

Compilazione della dichiarazione.

 

 

La prima delle due facciate del modello ICI è dedicata all’indicazione del Comune destinatario e dei dati identificativi del contribuente e dei contitolari, laddove venga presentata una dichiarazione congiunta, nonché dell’eventuale "dichiarante", qualora diverso dal contribuente.

La seconda facciata è destinata alla descrizione degli immobili per i quali sussiste l’obbligo della dichiarazione.

Se un modello non è sufficiente ne vanno utilizzati altri avendo cura, in questo caso, di indicare, nell’apposito spazio posto in calce alla seconda facciata di ciascun modello adoperato, il numero totale dei modelli compilati.

Il modello di dichiarazione è composto di tre esemplari, di cui uno per il Comune, un secondo necessario per l’elaborazione meccanografica ed un terzo riservato al contribuente.

La compilazione va effettuata con la massima chiarezza e ciascun esemplare deve contenere gli stessi dati.

I modelli possono essere ritirati gratuitamente presso gli Uffici comunali e sono anche disponibili sul sito internet http://www.finanze.gov.it.

Tavola n. 2 – Sanzioni (art. 14 D.Lgs. n. 504/1992)

Mancata presentazione della dichiarazione

Dal 100% al 200% del tributo dovuto, con un minimo di euro 51

Dichiarazione infedele

Dal 50% al 100% della maggiore imposta dovuta

Errori non incidenti sull’ammontare dell’imposta

Da euro 51 a euro 258

Mancata esibizione o trasmissioni di atti e documenti, mancata restituzione o compilazione di questionari entro 60 giorni o dalla richiesta

Da euro 51 a euro 258

Omesso, insufficiente o ritardato versamento dell’ICI

30% dell’importo non versato, o versato in ritardo

Mancata identificazione del soggetto che esegue i versamenti o per l’imputazione della somma versata

Da euro 103 a euro 516

Ravvedimento

La sanzione è ridotta, sempreché la violazione non sia stata già constatata e comunque non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento delle quali l’autore o i soggetti solidalmente obbligati, abbiano avuto formale conoscenza:

ad 1/12 del minimo nei casi di mancato pagamento del tributo o di un acconto, se esso viene eseguito nel termine di 30 giorni dalla data della sua commissione;

ad 1/10 del minimo, se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione ovvero, quando non è prevista la dichiarazione periodica, entro un anno dall’omissione o dall’errore;

ad 1/12 del minimo di quella prevista per l’omissione della presentazione della dichiarazione, se questa viene presentata con ritardo non superiore a 90 giorni.

Il pagamento della sanzione ridotta deve essere eseguito contestualmente alla regolarizzazione del pagamento del tributo o della differenza, quando dovuti, nonché al pagamento degli interessi moratori calcolati al tasso legale con maturazione giorno per giorno.

 

Articolo di Fabio Bonicalzi, giornalista e commercialista – Ipsoa Editore e Pmi Microsoft – Diritti riservati.

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